Tesi etd-01192026-181748 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SAMMICHELI, LUCIA
URN
etd-01192026-181748
Titolo
Il cuore profondo della Russia. Storia politica e amministrativa della Siberia
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
UNIONE EUROPEA, PROCESSI GLOBALI E SOSTENIBILITA' DELLO SVILUPPO
Relatori
relatore Prof. Giannotti, Andrea
Parole chiave
- corsa allo zibellino
- crisi post-sovietica
- Distretto Federale Siberiano
- Ferrovia Transiberiana
- geopolitica dell’Artico
- gulag
- industrializzazione staliniana
- integrazione euro-asiatica
- monogorod
- permafrost
- relazioni Russia-Cina
- retrovia strategica
- riserva energetica sovietica
- Siberia
- yasak
Data inizio appello
23/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato analizza il processo di integrazione e trasformazione della Siberia all’interno dello Stato russo, nel passaggio da frontiera estrattiva a pilastro amministrativo e geostrategico fondamentale. La ricerca affronta la difficoltà della gestione di un territorio vastissimo, costantemente teso tra l’immensità geografica e la necessità di un controllo politico centralizzato. L’obiettivo è di dimostrare come l’assetto amministrativo del territorio, dalla colonizzazione imperiale alla creazione del Distretto Federale Siberiano, si sia evoluto in risposta ai mutamenti politici del Paese per garantirne la stabilità e la proiezione esterna.
Metodologicamente, l'indagine integra l’analisi di fonti archivistiche e bibliografiche selezionate con l’ausilio di banche dati, quali ResearchRabbit e Google Scholar, e la consultazione dell’Enciclopedia Treccani per l’inquadramento terminologico.
Parole chiave utilizzate per la ricerca: Siberia: corsa allo zibellino; yasak; permafrost; Ferrovia Transiberiana; industrializzazione staliniana; gulag; retrovia strategica; monogorod; riserva energetica sovietica; crisi post-sovietica; Distretto Federale Siberiano; integrazione euro-asiatica; relazioni Russia-Cina; geopolitica dell’Artico.
Dall'analisi emerge come l’espansione imperiale, guidata dalla «corsa allo zibellino» e dal controllo dello yasak, abbia gettato inizialmente le basi per lo sviluppo di una «colonia interna», processo culminato con le grandi opere infrastrutturali dell’Ottocento, in primis la Ferrovia Transiberiana. Durante il periodo sovietico, tale logica è stata estremizzata nell’ambito del processo di industrializzazione staliniana, dall’istituzione del sistema dei Gulag come spazio di lavoro forzato e dalla creazione delle monocittà (monogorod), trasformando la regione nel cuore energetico e industriale dell’URSS. La transizione post-sovietica e la crisi sociale e demografica degli anni Novanta hanno condotto alla riforma amministrativa di Putin e alla nascita del Distretto Federale Siberiano. Tale riorganizzazione ha reso la regione un perno della proiezione geoeconomica russa, ridefinendola come ponte strategico verso i mercati asiatici e come baricentro per lo sviluppo delle nuove rotte commerciali.
In conclusione, lo studio intende investigare la gestione dei rapporti centro-periferia e l’uso delle risorse come leva geopolitica quali chiave di volta per le nuove direttrici strategiche di Mosca verso la Cina, l'Artico e l’area dell’Asia-Pacifico.
Metodologicamente, l'indagine integra l’analisi di fonti archivistiche e bibliografiche selezionate con l’ausilio di banche dati, quali ResearchRabbit e Google Scholar, e la consultazione dell’Enciclopedia Treccani per l’inquadramento terminologico.
Parole chiave utilizzate per la ricerca: Siberia: corsa allo zibellino; yasak; permafrost; Ferrovia Transiberiana; industrializzazione staliniana; gulag; retrovia strategica; monogorod; riserva energetica sovietica; crisi post-sovietica; Distretto Federale Siberiano; integrazione euro-asiatica; relazioni Russia-Cina; geopolitica dell’Artico.
Dall'analisi emerge come l’espansione imperiale, guidata dalla «corsa allo zibellino» e dal controllo dello yasak, abbia gettato inizialmente le basi per lo sviluppo di una «colonia interna», processo culminato con le grandi opere infrastrutturali dell’Ottocento, in primis la Ferrovia Transiberiana. Durante il periodo sovietico, tale logica è stata estremizzata nell’ambito del processo di industrializzazione staliniana, dall’istituzione del sistema dei Gulag come spazio di lavoro forzato e dalla creazione delle monocittà (monogorod), trasformando la regione nel cuore energetico e industriale dell’URSS. La transizione post-sovietica e la crisi sociale e demografica degli anni Novanta hanno condotto alla riforma amministrativa di Putin e alla nascita del Distretto Federale Siberiano. Tale riorganizzazione ha reso la regione un perno della proiezione geoeconomica russa, ridefinendola come ponte strategico verso i mercati asiatici e come baricentro per lo sviluppo delle nuove rotte commerciali.
In conclusione, lo studio intende investigare la gestione dei rapporti centro-periferia e l’uso delle risorse come leva geopolitica quali chiave di volta per le nuove direttrici strategiche di Mosca verso la Cina, l'Artico e l’area dell’Asia-Pacifico.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Sammiche...i.pdf.pdf | 5.62 Mb |
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