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Tesi etd-10302019-223006


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FREGOSI, CATERINA
URN
etd-10302019-223006
Title
L'India tra stereotipo e originalità negli autori classici e cristiani con traduzione della Collatio Alexandri et Dindimi.
Struttura
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
FILOLOGIA E STORIA DELL'ANTICHITA'
Commissione
relatore Prof.ssa Tommasi Moreschini, Chiara Ombretta
correlatore Prof.ssa Candotti, Maria Piera
Parole chiave
  • mirabilia
  • induismo
  • veda
  • gimnosofisti
  • Collatio Alexandri et Dindimi
  • brahmano
  • eresia
  • cristianesimo
  • ascesi
  • India
Data inizio appello
18/11/2019;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Data di rilascio
18/11/2022
Riassunto analitico
La tesi si configura come un percorso in ordine cronologico nelle fonti greche e latine che trattarono l’India in ogni suo aspetto. Le prime notizie sulla terra dell’Indo giunsero ai greci tramite l’impero persiano e confluirono nelle opere di Scilace, Ecateo, Erodoto e Ctesia. Già nei loro testi si delineava un’immagine dell’India utopica e fantasiosa. Il maggiore apporto alla conoscenza di questa terra giunse, però, dai greci che seguirono Alessandro Magno nella spedizione del 327 a. C.. Onesicrito, Aristobulo, Nearco e in seguito Megastene, inviato di Seleuco, furono i primi a descrivere nelle loro opere le pratiche ascetiche e la società castale nate nell’età post-vedica. Nello studio si tenta di isolare le peculiarità di ognuno di questi scritti frammentari e di capire quali elementi culturali indiani vennero resi fedelmente dai cronisti ellenici e quali furono volutamente o inconsapevolmente mistificati.
Con l’impero romano i viaggi in India aumentarono ma allo stesso tempo diminuirono fino a scomparire le cronache che li testimoniassero. I racconti indiani si mantennero però vivi nella letteratura imperiale e furono oggetto di interesse notevole da parte dei cristiani, specialmente per quanto riguarda le figure ascetiche descritte durante l’Ellenismo. Nella tesi si tenta di isolare l’apporto personale di ogni apologeta al tema della religione indiana e il rapporto delle singole testimonianze con le fonti dirette e indirette a riguardo, in particolare quelle composte dalle scuole filosofiche, che si occuparono molto dei gimnosofisti. Un nuovo impulso alla letteratura sui viaggi verso l’India giunse proprio dal mondo cristiano, che nel IV e V secolo guardò al Sud-Est asiatico come meta di nuove missioni evangelizzatrici. Nell’ultima parte della tesi si analizza e si traduce la Collatio Dindimi et Alexandri, opera anonima attualmente datata al V secolo, in cui bene emerge l’importanza che rivestì fino all’età tardoantica la tradizionale rappresentazione dell’India fatta dagli antichi scrittori greci, ma anche il peso che ebbe la disputa anti-pagana e, poi, anti-eretica nella rivisitazione dell’immagine dell’India e delle sue religioni.
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