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Tesi etd-10252006-110712


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
Angeli, Valeria
Indirizzo email
valeriangeli@yahoo.it
URN
etd-10252006-110712
Titolo
Effettori Biochimici coinvolti nella Ristenosi dopo Angioplastica: studio in un modello ex-vivo di coltura d'organo.
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE FISIOPATOLOGICHE GENERALI
Commissione
Relatore Giannessi, Daniela
Relatore Cercignani, Giovanni
Relatore Paolicchi, Aldo
Parole chiave
  • effettori
  • angioplastica
  • ristenosi
Data inizio appello
17/11/2006;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Introduzione: Il fenomeno della ristenosi rappresenta uno dei principali limiti agli interventi di rivascolarizzazione coronarica quali by-pass coronarico, angioplastica e stenting e la sua frequenza è stata stimata essere pari al 15-30% dei casi dopo circa 6-12 mesi dalla procedura. I principali meccanismi patogenetici responsabili della ristenosi sono l’anomala risposta infiammatoria e riparatoria del vaso coronarico sottoposto a danno meccanico a seguito delle procedure di rivascolarizzazione ed i processi di rimodellamento della matrice extracellulare e della componente cellulare del vaso quali l’iperplasia neointimale e l’apoptosi cellulare.
Scopo del lavoro di tesi: Caratterizzazione dal punto di vista biochimico del processo di iperplasia neointimale in un modello ex-vivo di coltura d’organo di vena safena umana mediante determinazione di osteopontina (OPN), interleuchina (IL)-6, metalloproteasi della matrice (MMP)-2 e -9, caspasi (CASP)-3 e -9, B-cell leukemia/lymphoma (Bcl)-2 e Heat shock protein 72 (Hsp72).
Metodi: Segmenti di vena safena umana (n=9), prelevati durante procedura chirurgica, sono stati suddivisi in vari frammenti e trattati come segue: 1. conservato in formalina per l'analisi morfometrica e immunoistologica; 2. posto immediatamente a -80°C (basale); 3. posto in coltura per 10-12 giorni in RPMI-1640 in presenza di siero fetale bovino (FCS) (per riprodurre l’iperplasia); 4. posto in coltura in solo RPMI-1640 (controllo). I livelli dei vari effettori sono stati misurati nel mezzo di coltura e negli estratti tissutali mediante metodiche dedicate (saggi immunometrici e colorimetrici, Western Blotting) mentre l’espressione dei relativi mRNA è stata valutata mediante RT-PCR.
Risultati: Dopo coltura in presenza di FCS, si è osservato un aumento pari a circa il 40% dello spessore intimale rispetto alla coltura in presenza di solo RPMI. Questo dato morfologico è risultato associato ad un aumentato rilascio nel mezzo di coltura di citochine, quali OPN ed IL-6, e di proteasi di matrice (OPN:1.44±0.31 vs 0.33±0.11 μg/mg, p=0.0032; IL-6: 39.4±6.2 vs 6.1±1.5 ng/mg, p<0.001; MMP-2: 17.3±3.0 vs11.2±2.7 ng/mg; MMP-9: 0.43±0.01 vs 0.22±0.07 ng/mg, per colture con e senza FCS, rispettivamente, media±sem). Analogamente, i livelli tissutali di OPN, IL-6, MMP-2 e -9 e l’attività delle CASP-3 e -9 sono risultati più elevati a seguito di coltura con FCS, rispetto ai relativi controlli (OPN: 55.2±24.7 ng/mg proteina vs 14.9±5.2 in presenza di RPMI e 3.8±0.6 in condizioni basali, p=0.025 vs basale; IL-6: 4.2±0.10 ng/mg proteina vs 0.97±0.30 in presenza di RPMI, p=0.002, e inferiore al limite di rilevazione in condizioni basali).
Al contrario, i livelli tissutali di Hsp72 sono risultati significativamente inferiori dopo coltura in presenza di FCS (1.0±0.92 μg/mg proteina vs 3.1±2.2 in solo RPMI e 3.5±0.91 in condizioni basali, rispettivamente).
Questi risultati sono stati confermati a livello di mRNA; in particolare, l’espressione degli mRNA delle CASP-3 e -9 in presenza di FCS è risultata circa 6-7 volte superiore a quella in presenza di solo RPMI.
Dati preliminari relativi a trattamenti farmacologici (donatori di monossido di azoto, anticorpi anti-OPN umana) hanno suggerito la possibilità di modulare l’espressione dei diversi effettori in questa condizione.
Conclusioni: L’aumentata produzione di OPN, IL-6 e MMPs dopo coltura in presenza di FCS e la relativa riduzione del diametro del lume vasale sono una conferma del ruolo cruciale svolto da questi effettori nel processo di rimodellamento vascolare. Inoltre, la ridotta espressione di Hsp72 e gli elevati livelli delle CASP-3 e -9 indicano che anche il processo apoptotico può svolgere un ruolo determinante nella progressione del fenomeno iperplasico.
Questo modello sperimentale, che si è rivelato efficace nella stimolazione del processo iperplasico, è risultato particolarmente adatto per studi di tipo biochimico/farmacologico, che costituiscono una base per sviluppi di nuove terapie anti-iperplasiche (stent medicati).
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