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Tesi etd-09042016-155615


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FRANCESCONI, ALESSANDRA
URN
etd-09042016-155615
Title
La necropoli di Medma: contributo allo studio del lotto sud-est della collina di "Petto di Nolio". Scavi 2006-2007.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
ARCHEOLOGIA
Commissione
relatore Prof.ssa Parra, Maria Cecilia
correlatore Prof. Paoletti, Maurizio
Parole chiave
  • magna grecia
  • necropoli
  • medma
Data inizio appello
26/09/2016;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
26/09/2019
Riassunto analitico
Il fine e l’oggetto della tesi è l’analisi di un lotto di circa sessanta sepolture, inquadrabili tra gli ultimi decenni del V e i primi del IV secolo a.C., del lato sud-est della collina di Petto di Nolio, nota come parte della necropoli dell’antica colonia greca di Medma (attuale Rosarno, RC).
Lo studio di un contesto sepolcrale si rivela sempre un’occasione particolarmente fruttuosa per la conoscenza di una società antica in un dato periodo storico, in virtù sia dell’eccezionalità di conservazione sia di deposizione dei resti archeologici. Ha rappresentato, quindi, una buona possibilità per far luce su molteplici aspetti della cultura materiale e della società medmea, sulle quali ancora molto è da indagare, come risulta evidente dal quadro della produzione scientifica nazionale e internazionale.

I capitoli sulla storia delle ricerche, sulla storia e sulla geotopografia dell’antica Medma contestualizzano la sezione relativa all’analisi del lotto di tombe in questione. In quest’ultima si sono prese in considerazione la stratigrafia, la tipologia e la topografia delle sepolture, i materiali di corredo, con particolare riferimento alle tipologie ceramiche e, infine, gli elementi che concorrono alla definizione del rituale e delle pratiche funebri.
Il catalogo dettagliato delle sepolture e dei materiali rinvenuti precede e supporta l’indagine sui vari aspetti trattati grazie alla comparazione di tutti i dati rilevati. Esso è stato redatto a partire dall’analisi autoptica della documentazione di scavo e dei materiali, conservati presso l’Antiquarium di Rosarno, di cui è stata redatta una preliminare documentazione grafica e fotografica. È costituito da una scheda descrittiva delle sepolture e una per reperto contenente il numero di inventario di ogni pezzo, le rispettive misure e una descrizione essenziale delle caratteristiche tecniche e morfologiche delle singole forme ceramiche secondo parametri generali utilizzati nei principali lavori di riferimento di settore.
Infine un centaio di tavole grafiche integrano la descrizione dei materiali presentati nel catalogo.

La necropoli di Medma a confronto con le necropoli di ambito regionale, in particolar modo Locri e Hipponion, nonostante le forti affinità culturali, presenta una maggior semplicità relativa sia ai tipi tombali, meno variegati e meno elaborati architettonicamente, che al corredo di accompagnamento. Medma si inquadra perfttamentre nel contesto policentrico che caratterizza le poleis magno greche per la fine del V-primi decenni del IV secolo, con importazioni/imitazioni di modelli della ceramica attica e rielaborazioni/imitazioni di tipi regionali. I corredi sono scarni, sobri, essenziali ma i numerosi frammenti ceramici dei livelli superiori di deposizone, che attestano una frequentazione a lungo periodo del luogo, fanno trasparire una società viva, aperta agli scambi commerciali anche di lungo raggio, che subisce le influenze culturali esterne ma è anche in grado di rielaborare prodotti che in parte se ne discostano. Rimangono, tuttavia, ancora molte questioni aperte, come il significato della compresenza del rituale incineratorio con quello inumatorio, la definizione delle specifiche caratteristiche della produzione artistica medmea e la comprensione globale dei culti e dei rituali funebri, ma anche, in ultima e generale istanza, i termini di inquadramento culturale e storico della polis per gli ultimi decenni del V secolo a.C. e i primi del successivo. Infatti le fonti storiche che riguardano in maniera diretta Medma appaiono limitate e frammentarie per il periodo in questione, anche se lasciano trasparire alcuni cambiamenti. In particolare riguardo i rapporti con la madrepatria Locri e la crisi politica e sociale del 396 a.C. e rispetto cui l’indagine archeologica potrebbe fornire qualche indizio, nell’ambito di obiettivi sicuramente più ambiziosi che quelli posti in questo elaborato.
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