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Tesi etd-08282018-184353


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
GRASSO, GIUSEPPINA RITA
URN
etd-08282018-184353
Titolo
Analisi retrospettiva delle principali complicazioni in corso di emodialisi
Struttura
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
relatore Guidi, Grazia
correlatore Lippi, Ilaria
controrelatore Marchetti, Veronica
Parole chiave
  • hemodialysis
  • complications
  • dog
  • cvc
  • blood pressure
  • temperature
Data inizio appello
14/09/2018;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
14/09/2021
Riassunto analitico
L’emodialisi intermittente rappresenta una pratica clinica sempre più diffusa in medicina veterinaria, utilizzata per il trattamento di diverse condizioni patologiche a carattere acuto e cronico. Quale procedura extracorporea di purificazione ematica, l’emodialisi intermittente non è scevra da complicazioni, sia intra- che extra-trattamento. Tali complicazioni possono, in alcuni casi, compromettere seriamente l’efficacia del trattamento o la sicurezza del paziente.

Obiettivo dello studio è stato la determinazione dell’ incidenza di complicazioni intra-dialitiche in cani sottoposti ad emodialisi intermittente terapeutica.
Il seguente studio ha valutato retrospettivamente le cartelle cliniche di 104 cani sottoposti ad emodialisi intermittente per AKI, AKI su CKD e ESRD, per un totale di 376 trattamenti, nel periodo di tempo compreso tra gennaio 2012 e febbraio 2018.
Dei 104 pazienti considerati nello studio, 5/104 (4,8%) non hanno presentato alcuna complicazione durante le sedute di emodialisi, 20/104 (19,4%) hanno presentato una complicazione minore, 79/104 (76,7%) due o più complicazioni minori e 25/104 (24,2%) complicazioni maggiori. Le complicazioni relative alla temperatura, pressione arteriosa e malfunzionamento del CVC sono risultate le più rappresentate. L’incidenza di complicazioni del CVC è risultata significativamente maggiore (p=0,01) per i trattamenti successivi al primo, mentre nessuna differenza significativa è emersa nell’incidenza di malfunzionamento del CVC in relazione alla posizione dello stesso. L’incidenza di ipertermia è risultata significativamente più elevata per i trattamenti successivi al primo (p=0,01), mentre nessuna differenza statisticamente significativa è emersa nell’incidenza di ipotermia in pazienti al primo trattamento o a trattamenti successivi.
Similmente a quanto riportato in medicina umana, anche nella nostra coorte di pazienti, le complicazioni pressorie e quelle legate al malfunzionamento del CVC hanno mostrato un’incidenza elevata. Contrariamente a quanto atteso, l’utilizzo della tecnica di bypass al primo trattamento non sembra essere associata ad un’incidenza maggiore di ipotermia. Tale complicazione potrebbe essere, infatti, maggiormente influenzata dall’elevato volume di sangue nel circuito extracorporeo, che dal mancato riscaldamento del dialisato.

Intermittent haemodialysis is becoming a more available therapeutic option for veterinary patients affected by both acute and chronic renal failure. As an extracorporeal technique, haemodialysis may be associated with intra-treatment and extra-treatment complications. In some cases complications may be severe and reduce the efficacy of haemodialysis or be life-threatening for the patient.
The aim of the present study was to determine the incidence of intra-dialytic complications in dogs submitted to therapeutic haemodialysis.
Clinical records of 104 dogs submitted to intermittent haemodialysis for AKI, AKI on CKD or ESRD between January 2012 and February 2018, have been retrospectively evaluated.
Of the 104 examined dogs, 5/104 (4.8%) did not show complications during dialysis, 20/104 (19.4%) showed one minor complication, 79/104 (76.7%) two or more minor complications, and 25/104 (24.2%) major complications. The most represented complications were related to body temperature, blood pressure and CVC. Complications of CVC showed a significantly higher incidence (p=0.01) after the first treatment, while no significant difference in incidence of CVC complications was noticed according to CVC placement. Fever showed a significantly higher incidence after the first treatment, while no difference in the incidence of hypothermia was noticed between patients at the first or following treatments.
Similarly to human patients, our dogs showed an elevated incidence of complications concerning body temperature and CVC malfunctioning. Despite our initial expectations, the use of by pass during the first haemodialysis treatment did not seem to be associated with a significantly higher incidence of hypothermia. In dialysis veterinary patients, hypothermia may be more associated with the volume of the extracorporeal blood, rather than with the cooling effect of bypass.


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