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Tesi etd-08222012-203443


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC6
Autore
AMADORI, FRANCESCO
URN
etd-08222012-203443
Titolo
Candidiasi invasiva: aspetti clinici e microbiologici
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Menichetti, Francesco
Parole chiave
  • terapia antifungina
  • fungicidia
  • mannano
  • Candida Score
  • candidemia
  • candidiasi invasiva
  • Candida
  • Sensititre
Data inizio appello
25/09/2012;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
I funghi del genere Candida rappresentano la più comune causa di infezione fungina invasiva e sono responsabili di un elevato carico di morbidità e mortalità in ambito ospedaliero.
Argomento dello studio è la valutazione epidemiologica, clinica e microbiologica dei casi di candidiasi invasiva dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana dal novembre 2009 al luglio 2012.
I dati ottenuti mostrano come la candidiasi invasiva sia un’infezione a carattere nosocomiale che colpisce prevalentemente pazienti anziani, a lungo ospedalizzati, con numerose comorbidità (in particolare diabete e neoplasie) e sottoposti a fattori di rischio come CVC e terapia antibiotica prolungata.
La specie più frequente è risultata Candida albicans (50%), seguita da Candida parapsilosis e Candida glabrata. Le candidemie rappresentano il tipo d’infezione più frequente, e nel 31% di esse è stata dimostrata un'origine da CVC.
Il Candida Score ha dimostrato una sensibilità del 53% ed è risultato capace di individuare soprattutto infezioni da Candida albicans e da Candida glabrata, ma non da Candida parapsilosis. La ricerca dell’antigene mannano ha invece dimostrato una sensibilità del 33% e una specificità dell’88%.
I test colturali hanno confermato i dati epidemiologici esistenti: Candida albicans è fra le specie più suscettibili; Candida glabrata ha una ridotta sensibilità agli azoli ma mantiene la suscettibilità alle echinocandine;, Candida parapsilosis presenta MIC elevate per le echinocandine ma è generalmente sensibile agli azoli; l’amfotericina B è efficace contro tutti gli isolati e ha le MIC più basse verso Candida parapsilosis e quelle più alte verso Candida glabrata.
I farmaci più utilizzati per la terapia sono risultati le echinocandine, seguite dal fluconazolo al secondo posto e dall’amfotericina B al terzo posto. Una quota importante dei pazienti è stata sottoposta a terapia di associazione o a terapia sequenziale.
La mortalità a 30 giorni è stata del 25%. I fattori associati a una maggiore mortalità sono risultati la terapia sequenziale, il tempo di ospedalizzazione e la provenienza da una terapia intensiva, mentre quelli con una buona prognosi sono risultati la monoterapia con azoli o echinocandine e la provenienza da un reparto medico.

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