Tesi etd-08032026-161822 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
TREMOLANTI, FRANCESCA
URN
etd-08032026-161822
Titolo
Integrazione probiotica orale in donne in gravidanza con infezione urinaria asintomatica: effetti clinici e modificazioni del microbioma urogenitale
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Mannella, Paolo
Parole chiave
- asse urogenitale
- gravidanza
- microbioma urogenitale
- oral probiotics
- pregnancy
- probiotici orali
- urogenital microbiome
Data inizio appello
15/09/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/09/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Per lungo tempo l’apparato genitale e quello urinario femminile sono stati consi- derati due sistemi separati. Le recenti evidenze microbiologiche e cito-istologiche hanno cambiato questa visione, definendo l’esistenza di un asse urogenitale caratterizzato da una profonda continuità anatomica, microbiologica e funzio- nale in cui le variazioni di un compartimento si ripercuotono bidirezionalmente sull’altro. Questa interconnessione assume un rilievo particolare in gravidanza, dove le infezioni urinarie sono tra le complicanze più frequenti e il microbiota vaginale, dominato dai Lattobacilli, protegge dall’ascesa dei patogeni. Il quadro delle infezioni delle vie urinarie comprende condizioni di gravità crescente, che vanno dalla batteriuria asintomatica (ASB) fino alla pielonefrite. La batteriuria, tuttavia, rappresenta solo l’espressione più definita, dal punto di vista colturale, di un fenomeno più ampio: la disbiosi urogenitale può manifestarsi anche in assenza dei criteri quantitativi richiesti per la diagnosi di batteriuria, attraverso alterazioni più sfumate come la presenza di popolazione batterica non abbon- dante, leucocituria o un’alterazione della composizione del microbiota vaginale. Le linee guida raccomandano il trattamento dell’ASB proprio per il rischio di progressione verso la pielonefrite, e questa raccomandazione tende, nella pratica clinica, a estendersi anche alle gravide con un semplice esame delle urine altera- to, sebbene qui l’evidenza sia meno solida. Se da una parte, quindi, esiste questa necessità di trattamento, dall’altra il ricorso sistematico alla terapia antibiotica anche nelle donne asintomatiche espone le pazienti a un rischio di antibiotico- resistenza non sempre giustificato da un beneficio clinico proporzionato. È in questo spazio di incertezza clinica che si colloca la popolazione oggetto del presente lavoro: donne in gravidanza con una disbiosi urogenitale caratterizzata da un esame delle urine alterato, ma asintomatiche. Si tratta di una zona grigia in cui le pazienti, pur non richiedendo un trattamento sistemico con antibiotico secondo i protocolli standard, non possono nemmeno essere ignorate, data la possibile evoluzione della disbiosi in gravidanza. Il nostro studio si è proposto di valutare se l’integrazione orale con un probiotico multiceppo (Devamix®) possa rappresentare una strategia complementare per questa sottopopolazione di gravide, riducendo o evitando il ricorso all’antibiotico. Nello specifico, si è voluto valutare se il trattamento fosse in grado di indurre variazioni favorevoli sul versante urinario e un rimodellamento della comunità lattobacillare vaginale. Devamix® è un integratore orale di probiotici multiceppo e microincapsulati, composto da Lactobacillus crispatus, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus reuteri, Lactobacillus plantarum, Bifidobacterium longum, inulina e colostro bovino titolato. La presenza di specie riconducibili al microbiota urogenitale fisiologico ne suggerisce un potenziale ruolo nel ripristino dell’eubiosi in questo distretto. È stato condotto uno studio pilota prospettico monocentrico su 20 donne con gravidanza singola (età media- na 32 anni, IQR 26,3–35,0), arruolate tra la 28a e la 32a settimana, con riscontro di un esame delle urine alterato eseguito nell’ambito dell’assistenza prenatale standard. Le partecipanti hanno assunto Devamix® per 60 giorni, con raccolta di un campione di urina e di un tampone vaginale per ciascuna paziente sia al basale (T0) sia dopo il trattamento (T1). L’analisi microbiologica vaginale è stata condotta mediante TaqMan real-time PCR, valutando la rilevazione di quattro specie probiotiche di interesse (L. crispatus, L. rhamnosus, L. gasseri, L. reuteri ). I tassi di rilevamento delle specie di Lactobacillus e della popolazione batterica urinaria sono stati confrontati tra T0 e T1 mediante il test esatto di McNemar, mentre le variabili continue (leucocituria, cellule epiteliali, pH) sono state analizzate con il test di Wilcoxon. I risultati mostrano una riduzione significativa della popolazione batterica urinaria, che passa dal 100% al 40% dei casi (p < 0,001), mentre leucocituria, cellule epiteliali e pH non hanno mostrato variazioni statisticamente significative, con una tendenza alla riduzione delle sole cellule epiteliali. Sul fronte vaginale, il trattamento ha determinato un rimodellamento della composizione del microbiota piuttosto che una semplice variazione isolata di singole specie. La rilevazione di L. crispatus è scesa dal 75% al 30% (p = 0,004), mentre quella di L. reuteri è salita dal 10% al 50% (p = 0,008) senza variazioni rilevanti per le altre specie. Trattandosi di un’analisi presenza/assenza, la riduzione di L. crispatus non va interpretata come perdita di specie protettive, ma letta nel contesto di questo più ampio riequilibrio della composizione microbica. In conclusione, pur con i limiti di uno studio pilota e di un campione numericamente ridotto, un composto multiceppo di questo tipo sembra aver indotto variazioni favorevoli sul versante urinario e un rimodellamento della comunità lattobacillare vaginale. Questi dati, quindi, suggeriscono un possibile ruolo della supplementazione probiotica orale come strategia complementare nella gestione delle alterazioni urinarie asintomatiche in gravidanza. In quest’ottica, il probiotico multiceppo potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica per quella fascia di gravide con alterazioni urinarie asintomatiche che, ad oggi, si trova sospesa tra il trattamento antibiotico non necessario e l’assenza di qualsiasi intervento.
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