Tesi etd-07232026-112922 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
PONTRELLI, SIMONA
URN
etd-07232026-112922
Titolo
UTILIZZO DELL'IMPIANTO COCLEARE NELLA SINGLE SIDED DEAFNESS, L'ESPERIENZA DELL'U.O. OTORINOLARINGOIATRIA, AUDIOLOGIA E FONIATRIA DELL'AOUP
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Casani, Augusto Pietro
correlatore Forli, Francesca
tutor Lazzerini, Francesco
correlatore Forli, Francesca
tutor Lazzerini, Francesco
Parole chiave
- impianto cocleare
- sordità monolaterale
Data inizio appello
15/09/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/09/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La sordità monolaterale, nota in ambito scientifico come Single-Sided Deafness o SSD, è una condizione clinica caratterizzata da una perdita uditiva di grado da severo a profondo in un solo orecchio, a fronte di un orecchio opposto che mantiene una capacità uditiva del tutto normale o solo lievemente compromessa. Per molto tempo questa patologia è stata ingiustamente sottovalutata dal punto di vista medico e sociale, sulla base dell'errata convinzione che possedere un orecchio sano fosse sufficiente per garantire un'interazione comunicativa e una qualità della vita del tutto adeguate. Gli studi audiologici e neuroscientifici più recenti hanno tuttavia ampiamente smentito questo luogo comune, dimostrando come la perdita della percezione da un lato comporti un'alterazione profonda dell'intero sistema di elaborazione acustica. Le persone affette da sordità monolaterale incontrano infatti gravi difficoltà nel localizzare la provenienza dei suoni nello spazio e nel comprendere le parole in ambienti rumorosi o affollati, come aule, ristoranti o luoghi di lavoro. A ciò si aggiunge un costante affaticamento cognitivo, dovuto al grande sforzo mentale necessario per compensare la mancanza di un lato uditivo, il quale sfocia frequentemente in una condizione di stress e isolamento sociale. Negli ultimi anni la ricerca audiologica ha compiuto un progresso fondamentale, passando da una gestione puramente passiva della patologia a un intervento attivo, mirato a ripristinare il reale ascolto con entrambe le orecchie. Per comprendere appieno il valore innovativo dell'impianto cocleare in questo ambito, occorre prima chiarire la fisiologia dell'ascolto binaurale. La percezione uditiva umana non è la semplice somma di due organi distinti, ma il risultato di un'integrazione complessa di segnali che giungono contemporaneamente alla corteccia cerebrale da ambo i lati. Questo meccanismo consente al cervello di confrontare le minuscole differenze di tempo e di intensità con cui un suono raggiunge l'orecchio destro e quello sinistro, permettendo di individuare all'istante la provenienza di una voce o di un pericolo. Inoltre, l'ascolto binaurale supera il cosiddetto effetto ombra della testa, ovvero l'ostacolo fisico rappresentato dal capo che attenua i suoni provenienti dal lato sordo, e sfrutta la capacità del cervello di isolare la voce d'interesse riducendo il rumore di fondo circostante. Quando si perde l'uso di un orecchio, tutti questi meccanismi fisiologici si interrompono e il mondo sonoro passa da una dimensione tridimensionale a una percezione piatta e priva di profondità. Prima dell'introduzione dell'impianto cocleare per la sordità monolaterale, le opzioni terapeutiche tradizionali si limitavano ai sistemi di rinvio del segnale, come i dispositivi CROS o le protesi ad ancoraggio osseo. Tali tecnologie funzionano prelevando il suono dal lato sordo tramite un microfono o una vibrazione ossea e inviandolo all'orecchio sano opposto. Sebbene questi strumenti risolvano in parte l'effetto ombra della testa facendo sentire al paziente ciò che accade dal lato compromesso, essi presentano un limite strutturale insuperabile, poiché continuano a inviare tutte le informazioni a un unico orecchio. Non stimolando la via acustica sorda, i sistemi tradizionali non sono in grado di restituire la reale localizzazione spaziale né la vera percezione binaurale. In questo panorama, l'impianto cocleare rappresenta un autentico cambio di paradigma, trattandosi dell'unico dispositivo capace di riattivare direttamente la coclea e il nervo acustico dell'orecchio malato. L'impianto trasforma i suoni ambientali in segnali elettrici digitalizzati che stimolano direttamente le fibre nervose, inviando di nuovo informazioni all'emisfero cerebrale corrispondente. In questo modo, il cervello torna a ricevere due segnali distinti, uno acustico dall'orecchio sano e uno elettrico dall'impianto, riapprendendo gradualmente a integrarli. L'efficacia di questo approccio dipende tuttavia da una rigorosa selezione del candidato e da una corretta gestione clinica. Risultano fondamentali la durata della deprivazione uditiva, in quanto un orecchio sordo da troppi anni rischia di perdere la plasticità cerebrale necessaria per elaborare di nuovo i suoni, e l'integrità del nervo acustico. Subito dopo l'attivazione dell'impianto, assume un ruolo cruciale la riabilitazione logopedica, che attraverso specifici esercizi stimola in modo isolato l'orecchio impiantato, insegnando al cervello a interpretare il nuovo codice elettrico e a fonderlo con quello acustico naturale. I risultati clinici ed evidenziati dalla letteratura scientifica confermano che l'impianto cocleare permette di recuperare in modo significativo la capacità di localizzare i suoni e di comprendere il parlato nei contesti rumorosi. Un ulteriore ed eccezionale beneficio emerso dalla ricerca riguarda la soppressione del tinnito, o acufene, un fischio fastidioso e spesso invalidante che affligge una grande percentuale di pazienti con sordità monolaterale. La stimolazione elettrica fornita dall'impianto riempie la mancanza di segnale a livello cerebrale, riducendo drasticamente o annullando la percezione del disturbo acustico. In conclusione, il presente lavoro di tesi dimostra come l'impianto cocleare non debba più essere considerato un'opzione riservata soltanto a chi soffre di sordità bilaterale, ma costituisca oggi la soluzione terapeutica più efficace e completa per la cura della sordità monolaterale, capace di ripristinare la vera fisiologia dell'ascolto e di restituire al paziente una sostanziale elevazione della qualità della vita sul piano cognitivo, emotivo e relazionale.
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