Tesi etd-06262026-094816 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06262026-094816
Titolo
Analisi dei fattori associati alla dimissione precoce e degli outcome postoperatori in pazienti con carcinoma endometriale sottoposte a chirurgia robotica: impatto di età, fragilità e comorbidità
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Giannini, Andrea
Parole chiave
- carcinoma endometriale
- chirurgia mini-invasiva
- comorbidità
- dimissione precoce
- fragilità
- protocolli ERAS
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il carcinoma endometriale rappresenta la più frequente neoplasia ginecologica nei Paesi occidentali e colpisce prevalentemente donne in età avanzata, spesso caratterizzate da obesità, comorbidità multiple e vari gradi di fragilità clinica. Negli ultimi anni, l’introduzione della chirurgia mini-invasiva e dei protocolli Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) ha consentito una progressiva riduzione dei tempi di ricovero, favorendo la dimissione precoce delle pazienti. Rimane tuttavia controverso il ruolo dell’età, delle comorbidità e della fragilità nel determinare il successo di tali percorsi assistenziali.
Il presente studio ha come obiettivo valutare i fattori associati alla dimissione in prima giornata postoperatoria (POD1) nelle pazienti sottoposte a chirurgia mini-invasiva per carcinoma endometriale o lesioni endometriali precancerose, con particolare attenzione all’impatto di età, fragilità e comorbidità sul decorso postoperatorio.
È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico su 394 pazienti sottoposte a isterectomia totale con annessiectomia bilaterale mediante approccio laparoscopico-robot assistito presso le unità di Ginecologia e Ostetricia universitaria 1 e 2 e Chirurgia robotica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP) nel periodo compreso tra gennaio 2019 e marzo 2026. Per ciascuna paziente sono stati raccolti dati anagrafici, clinici, chirurgici e postoperatori. La fragilità è stata valutata mediante 5-item modified Frailty Index (mFI), mentre il burden di comorbidità è stato stimato attraverso il Charlson Comorbidity Index (CCI) e la classificazione ASA. L’endpoint dello studio era rappresentato dal raggiungimento della dimissione in prima giornata postoperatoria (POD1). I fattori associati all’endpoint sono stati analizzati mediante analisi univariata e successiva regressione logistica binaria come analisi multivariata.
L’età media della popolazione studiata è risultata pari a 64 anni. Il 45,9% delle pazienti presentava un CCI ≥5 e il 12,4% un Frailty Index ≥0,4. La durata media della degenza postoperatoria è stata di 43 ore e 187 pazienti (47,5%) sono state dimesse in POD1. All’analisi univariata, età avanzata, ASA score più elevato, maggior burden di comorbidità e maggiore fragilità sono risultati associati a una minore probabilità di dimissione precoce. Tuttavia, tali associazioni non sono state confermate all’analisi multivariata. I fattori indipendentemente associati a una degenza superiore a una notte sono risultati la durata del cateterismo vescicale, la storia di pregressi interventi chirurgici, la terapia anticoagulante cronica, l’esecuzione di linfoadenectomia e lo sviluppo di anemia postoperatoria.
Nel presente studio età, fragilità e comorbidità non si sono dimostrate fattori indipendenti associati alla mancata dimissione in POD1. Al contrario, i principali determinanti della degenza postoperatoria sono risultati fattori correlati alla complessità chirurgica e alla gestione perioperatoria. Questi risultati suggeriscono che, nell’ambito di percorsi assistenziali strutturati secondo i principi ERAS e in presenza di chirurgia mini-invasiva, anche pazienti anziane e con significativo carico di comorbidità possano essere candidate a una dimissione precoce e sicura. L’ottimizzazione dei fattori perioperatori modificabili e la riduzione dell’invasività chirurgica appaiono pertanto elementi chiave per favorire il recupero postoperatorio e il raggiungimento della dimissione in prima giornata.
Il presente studio ha come obiettivo valutare i fattori associati alla dimissione in prima giornata postoperatoria (POD1) nelle pazienti sottoposte a chirurgia mini-invasiva per carcinoma endometriale o lesioni endometriali precancerose, con particolare attenzione all’impatto di età, fragilità e comorbidità sul decorso postoperatorio.
È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico su 394 pazienti sottoposte a isterectomia totale con annessiectomia bilaterale mediante approccio laparoscopico-robot assistito presso le unità di Ginecologia e Ostetricia universitaria 1 e 2 e Chirurgia robotica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP) nel periodo compreso tra gennaio 2019 e marzo 2026. Per ciascuna paziente sono stati raccolti dati anagrafici, clinici, chirurgici e postoperatori. La fragilità è stata valutata mediante 5-item modified Frailty Index (mFI), mentre il burden di comorbidità è stato stimato attraverso il Charlson Comorbidity Index (CCI) e la classificazione ASA. L’endpoint dello studio era rappresentato dal raggiungimento della dimissione in prima giornata postoperatoria (POD1). I fattori associati all’endpoint sono stati analizzati mediante analisi univariata e successiva regressione logistica binaria come analisi multivariata.
L’età media della popolazione studiata è risultata pari a 64 anni. Il 45,9% delle pazienti presentava un CCI ≥5 e il 12,4% un Frailty Index ≥0,4. La durata media della degenza postoperatoria è stata di 43 ore e 187 pazienti (47,5%) sono state dimesse in POD1. All’analisi univariata, età avanzata, ASA score più elevato, maggior burden di comorbidità e maggiore fragilità sono risultati associati a una minore probabilità di dimissione precoce. Tuttavia, tali associazioni non sono state confermate all’analisi multivariata. I fattori indipendentemente associati a una degenza superiore a una notte sono risultati la durata del cateterismo vescicale, la storia di pregressi interventi chirurgici, la terapia anticoagulante cronica, l’esecuzione di linfoadenectomia e lo sviluppo di anemia postoperatoria.
Nel presente studio età, fragilità e comorbidità non si sono dimostrate fattori indipendenti associati alla mancata dimissione in POD1. Al contrario, i principali determinanti della degenza postoperatoria sono risultati fattori correlati alla complessità chirurgica e alla gestione perioperatoria. Questi risultati suggeriscono che, nell’ambito di percorsi assistenziali strutturati secondo i principi ERAS e in presenza di chirurgia mini-invasiva, anche pazienti anziane e con significativo carico di comorbidità possano essere candidate a una dimissione precoce e sicura. L’ottimizzazione dei fattori perioperatori modificabili e la riduzione dell’invasività chirurgica appaiono pertanto elementi chiave per favorire il recupero postoperatorio e il raggiungimento della dimissione in prima giornata.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_di_...emoni.pdf | 925.98 Kb |
Contatta l’autore |
|