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Tesi etd-04242018-121143


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
ANDRIOLO, ELEONORA
URN
etd-04242018-121143
Titolo
Lo strumento del visto umanitario nel diritto dell'Unione europea: un canale di accesso legale e sicuro tra proposte e criticita'.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Commissione
relatore Prof. Di Filippo, Marcello
Parole chiave
  • Codice visti
  • Visti umanitari
  • protezione internazionale
  • Politica comune dei visti
  • CEAS
  • canali di ingresso legali e sicuri
  • Richiedenti asilo
Data inizio appello
14/05/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
L'elaborato indaga, nell’ambito del diritto dell’Unione europea, l’evoluzione del dibattito sullo strumento del visto umanitario inteso come variante alle procedure di ingresso protetto (PEP) e le possibilità di inseririmento nella discussione in corso sui canali di ingresso legali e sicuri verso l’Europa per i potenziali beneficiari di protezione internazionale. Il Capitolo 1 si sofferma sulla c.d. “crisi dei rifugiati” e con essa sulle responsabilità attribuibili all’Unione e ai suoi Stati membri. Partendo dagli studi condotti all’interno del c.d. Human Rights Based Approach, il Capitolo 2 è incentrato invece sull’applicazione ratione loci dei principali trattati internazionali e regionali sui diritti umani, al fine di evidenziare i limiti che essi impongono alla discrezionalità statale in tema di accesso al territorio per gli stranieri e per capire se tra questi si sia affermato un obbligo di rilascio di visti di ingresso per motivi umanitari. Un particolare rilievo è assunto dal tema della proiezione (extra)territoriale offerta dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dall’acquis dell’Unione in tema di asilo. Proprio a partire da un’interpretazione estensiva della Carta di Nizza, una parte della dottrina ha tentato di affermare l’esistenza per gli Stati membri dell’obbligo di rilascio di un “visto umanitario”, ai sensi degli artt. 19 e 25 del Regolamento n.810/2009 (Codice Visti). Il Capitolo 3, infine, analizza criticamente l’area di intersezione tra diritto di asilo e politica comune dei visti di breve durata, intesa come corollario all’acquis di Schengen. Se precedentemente la politica dei visti UE è vista nella sua dimensione di tecnica di esternalizzazione di controlli di frontiera, qui è centrale lo studio del Codice Visti rispetto alla previsione del visto a territorialità limitata (VTL) per "motivi umanitari". Successivamente, lo studio si sofferma sul tentativo di Riforma del Codice in parola del 2014 e sui pareri discordanti dei legislatori dell’UE: è infatti all’interno di tale procedura che il Parlamento europeo ha tentato di inserire un “visto umanitario europeo”. Infine, dopo un’analisi della sentenza della Corte nel Caso X e X c. Belgio del marzo 2017 si può affermare che il dibattito sull’adozione di un visto umanitario europeo - come strumento autonomo o complementare agli altri schemi di accesso legale e sicuro - resti un tema di particolare attualità. Il lavoro si conclude con una rappresentazione dei possibili scenari futuri sull’adozione del visto umanitario europeo, in un contesto ancora aperto a sviluppi e criticità.
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