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Tesi etd-04032007-123507

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Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
Botta, Roberto
Indirizzo email
rbotta@iol.it
URN
etd-04032007-123507
Titolo
Esperienze applicative dell'ecografia trans-vaginale ai fini diagnostici di gravidanza nella bovina presso il Centro Interdipartimentale "E.Avanzi" dell'Università di Pisa
Settore scientifico disciplinare
MEDICINA VETERINARIA
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
Relatore Giorgio Aria
Relatore Alberto Sbrana
Parole chiave
  • ecografia retto-vaginale
  • ecografia trans-vaginale
  • bovina
  • diagnosi di gravidanza
Data inizio appello
2007-04-20
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
La presente indagine riferisce i risultati ottenuti dall’applicazione di una tecnica diagnostica di gravidanza su base ecografica trans-vaginale in 150 bovine da latte, stabulate presso l’azienda zootecnica del Centro Interdipartimentale E. Avanzi di S.Piero a Grado (Pisa). Il metodo impiegato, sfruttante una sonda ecografica convex da 5MHz, montata su di un supporto cilindrico che ne permettesse l’introduzione sino al fornice cervicale, è risultato semplice, efficace, poco invasivo e soprattutto veloce ai fini almeno di una prima discriminazione tra soggetti gravidi e non. In prove di campo l’affidabilità del metodo è risultata particolarmente buona tra il 30° ed il 35° giorno di gravidanza, in cui precisione ed accuratezza delle diagnosi positive formulate per via trans-vaginale semplice risultano particolarmente elevate. Condizioni di ripienezza dell’alvo e/o di discesa dell’utero ipertrofico al di là del pettine del pube, talora hanno, però, suscitato difficoltà diagnostiche o dubbi interpretativi, facilmente dissipabili con una retrazione manuale dell’utero per via trans-rettale verso la cavità pelvica (metodo da noi definito”retto-vaginale”). Analogamente alle diagnosi dubbie anche tutti i giudizi apparentemente negativi all’esame trans-vaginale semplice, prima della loro formalizzazione in una diagnosi definitiva ed ancor più in una prescrizione terapeutica, richiedono sempre un supplemento confermativo d’indagine per via retto-vaginale. Non dimentichiamo, infine, che tutte le diagnosi positive specie se emesse in fasi precoci, richiedono sempre una ri-conferma diagnostica più tardiva (almeno oltre il 35° - 40° giorno), anche a causa dei possibili fenomeni di mortalità embrionale presenti e rilevati anche nella nostra casistica, sia pur senza alcuna apparente correlazione con la metodica applicata.
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