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Tesi etd-03202013-130621


Thesis type
Tesi di specializzazione
Author
FIORI, SIMONA
URN
etd-03202013-130621
Title
Topiramato ed ipotermia nell'encefalopatia ipossico-ischemica del neonato a termine: follow-up nei primi due anni di vita.
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
Commissione
relatore Prof. Cioni, Giovanni
Parole chiave
  • topiramato
  • neuroprotezione
  • neonato
  • ipotermia
  • encefalopatia ipossico-ischemica
Data inizio appello
08/04/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Nonostante i progressi nell’assistenza neonatale e la riduzione della mortalità perinatale nelle ultime decadi, il danno cerebrale ipossico ischemico rimane una causa significativa di mortalità e morbilità a lungo termine. E’ stato dimostrato in diversi trial che l’ipotermia moderata è in grado di ridurre le sequele neurologiche e incrementare la sopravvivenza di neonati a termine con encefalopatia ipossico ischemica (EII).
Il Topiramato (TPM) è un farmaco anticonvulsivante provato, che ha dimostrato un effetto sinergico all’ipotermia dopo un danno ipossico-ischemico in modelli animali, determinando una riduzione degli esiti neuromotori nel ratto. Questi effetti sono stati dimostrati a diversi livelli, recettoriali e nella cascata intracellulare, e lasciano ipotizzare la possibilità di utilizzare il TPM come agente neuroprotettivo attraverso la riduzione del rilascio di aminoacidi eccitatori e la modulazione di altri mediatori nelle cellule in condizioni di ipossia.
L’obiettivo dello studio proposto è quello di valutare attraverso un trial randomizzato controllato l’efficacia del trattamento combinato di ipotermia e TPM, rispetto a misure di sopravvivenza e outcome neurologico in un gruppo di neonati a termine con encefalopatia ipossico ischemica (EII). I pazienti sono stati monitorati attraverso un programma dettagliato di follow-up mediante strumenti standardizzati per misurare lo sviluppo neuropsichico e studi di Risonanza Magnetica (RM). Risultati preliminari non mostrano significative differenze tra il gruppo di pazienti trattati con TPM e i controlli per quello che riguarda le misure di outcome primario (tasso combinato di mortalità e disabilità neuropsichica di grado severo); alcune modeste differenze sono evidenziabili in misure di outcome secondario. La valutazione delle funzioni visive attraverso un metodo standardizzato, mostra risultati significativamente migliori nei pazienti trattati con TPM rispetto ai controlli; questo effetto potrebbe essere riferibile ad un migliore precoce sviluppo neuropsichico rilevato da questo strumento e determinato dal TPM. Anche la frequenza dell’epilessia appare ridotta in pazienti trattati con TPM rispetto ai controlli. Questo dato potrebbe essere correlato col precedente sul funzionamento visivo, per una relazione già descritta in letteratura tra abilità visive, visuo-cognitive ed encefalopatie epilettiche. Sul piano strumentale, il trattamento con TPM non induce modifiche sostanziali alla Risonanza Magnetica strutturale, ma metodiche avanzate come l’Arterial Spin Labeling (ASL) per lo studio della perfusione cerebrale applicate a medio termine sembrano mostrare pattern di perfusione differenti nei pazienti trattati con TPM rispetto ai controlli, ad una preliminare valutazione qualitativa.
Un ulteriore prolungato monitoraggio clinico e un incremento del numero dei pazienti reclutati saranno necessari a supportare i dati presentati rispetto alle misure di outcome e fornire chiarimenti in merito ai possibili meccanismi d’azione o marker neurobiologici della neuroprotezione basata sull’utilizzo di ipotermia e TPM.
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