logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12292025-183203


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DE MARCO, MARIKA
URN
etd-12292025-183203
Titolo
La prostesi vocalica nell’apprendimento dell’inglese come L2: un’analisi sociolinguistica in un contesto scolastico multilingue
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUISTICA E TRADUZIONE
Relatori
relatore Prof. Cerri, Adriano
Parole chiave
  • indagine sociolinguistica
  • prostesi vocalica
  • sociolinguistic investigation
  • tirocinio
  • traineeship.
  • vowel prosthesis
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
La presente tesi analizza il fenomeno della prostesi vocalica nell’apprendimento dell’inglese come lingua seconda (L2) da parte di apprendenti con background linguistico differente. La prostesi vocalica consiste nell’inserzione di una vocale, generalmente /e/, davanti a nessi consonantici iniziali di tipo sC (come school, space, start), una strategia tipica delle lingue romanze e in particolare dello spagnolo, che non ammette gruppi consonantici di questo tipo in posizione iniziale. Quando apprendenti ispanofoni producono parole inglesi, tendono quindi ad adattare la struttura sillabica della L2 alle restrizioni fonotattiche della propria lingua di origine.

L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di osservare in che misura la presenza della prostesi vocalica sia influenzata dal background linguistico degli apprendenti, mettendo a confronto studenti con background ispanico e non ispanico all’interno di uno stesso contesto educativo. Sono state inoltre considerate alcune variabili sociolinguistiche, in particolare l’età e il sesso, al fine di valutare il loro eventuale ruolo nella distribuzione del fenomeno.

L’indagine è stata condotta presso l’istituto scolastico IES Puerto de la Cruz a Tenerife, nelle Isole Canarie, durante un tirocinio curriculare. Il campione comprende 110 studenti di età compresa tra i 13 e oltre i 20 anni, caratterizzati da un’elevata eterogeneità linguistica e culturale. Gli studenti sono stati suddivisi in due gruppi principali: apprendenti con background linguistico ispanico e apprendenti con background non ispanico.

Per la raccolta dei dati è stato elaborato un questionario sociolinguistico, somministrato in formato digitale, che includeva una sezione dedicata al profilo linguistico degli studenti (età, genere, lingue parlate in famiglia, tempo di esposizione all’inglese e autovalutazione del livello di competenza) e una sezione di osservazione fonetica. In quest’ultima, gli studenti erano invitati a leggere ad alta voce una lista di parole inglesi contenenti nessi iniziali sC, mentre la presenza o assenza della vocale prostetica veniva annotata in tempo reale.

L’analisi dei dati mostra una netta differenza tra i due gruppi: la grande maggioranza degli studenti con background ispanico produce la prostesi vocalica, mentre il fenomeno risulta molto meno frequente tra gli studenti con background non ispanico. Questa tendenza si mantiene stabile nelle diverse fasce d’età considerate, indicando che il background linguistico rappresenta il fattore più rilevante nella spiegazione della presenza della prostesi.

L’analisi delle fasce d’età (13–15, 16–19 e oltre 20 anni) evidenzia che la prostesi vocalica emerge già nelle fasi più precoci dell’apprendimento e tende a persistere nel tempo. Sebbene alcuni studenti che hanno iniziato molto presto lo studio dell’inglese o che dichiarano un livello elevato di competenza riescano a ridurre o evitare il fenomeno, nella maggior parte dei casi la prostesi rimane una strategia fonotattica stabile, suggerendo un elevato grado di fossilizzazione.

Particolarmente interessanti sono i pochi casi di studenti con background non ispanico che producono comunque la prostesi vocalica. L’analisi dei loro profili mostra che si tratta di apprendenti cresciuti in contesti fortemente ispanofoni, a conferma del ruolo decisivo dell’ambiente linguistico di crescita nella formazione dell’interlingua fonologica.

Per quanto riguarda la variabile sesso, i risultati non mostrano differenze significative tra maschi e femmine, suggerendo che il fenomeno è determinato principalmente da vincoli fonotattici e da processi acquisizionali piuttosto che da fattori sociostilistici.

Nel complesso, i risultati confermano che la prostesi vocalica rappresenta un caso chiaro di trasferimento fonotattico dalla lingua di origine all’inglese come L2 e che il background linguistico continua a esercitare un ruolo centrale anche in contesti educativi avanzati. L’integrazione di una prospettiva sociolinguistica con i modelli acquisizionali consente di interpretare tali produzioni non come semplici errori, ma come manifestazioni coerenti di un sistema linguistico in evoluzione.
File