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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12282025-000240


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
URN
etd-12282025-000240
Titolo
El destierro en la lírica española aurisecular
Settore scientifico disciplinare
L-LIN/05 - LETTERATURA SPAGNOLA
Corso di studi
DISCIPLINE LINGUISTICHE E LETTERATURE STRANIERE
Parole chiave
  • esilio
  • letteratura spagnola
  • Siglo de Oro
Data inizio appello
15/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/05/2029
Riassunto (Inglese)
This dissertation offers a hermeneutic investigation of banishment (destierro) as both a literary theme and a critical category in Spanish Golden Age lyric poetry, within a chronological framework spanning from the early Renaissance to the Late Baroque (1532–1672). While banishment has often received fragmented attention in Golden Age studies—frequently subordinated to other interpretive paradigms or overshadowed by research on modern political exile—this study aims to provide a systematic critical reading of the phenomenon within the specific domain of poetic discourse.
Adopting a sub specie litterarum perspective, the thesis combines theoretical reflection, thematic criticism, and textual hermeneutics. The first part establishes the analytical framework of banishment by examining its juridical, political, symbolic, and affective dimensions, as well as its terminological distinction from other forms of displacement. The second part focuses on the analysis of recurring literary motifs through which banishment is thematized in Golden Age lyric poetry, following a specular organizational principle that highlights symbolic tensions of solar and cosmic signification.
The study demonstrates that banishment is not primarily measured in spatial terms, but rather through an inner depth associated with the loss of solum as a vital principle of belonging. Frequently figured as morbus, inopia, or mortis imago, banishment entails dispossession, ignominy, and spiritual aridity; yet it can also be reconfigured ethically as a space of retreat, endurance, or virtue. In this sense, banishment emerges as a mechanism of lyrical self-fashioning, through which the poetic subject constructs identity from absence without being reduced to silence or marginality.
Overall, the dissertation argues that banishment functions as a form of poetic knowledge and as a privileged lens through which to examine the construction of subjectivity in early modern Spain, at the intersection of classical tradition, political and civic tensions, and strategies of literary self-representation.
Riassunto (Italiano)
Questa tesi propone un’indagine ermeneutica del destierro (bando/esilio) inteso come tema letterario e come categoria critica nella lirica spagnola del Siglo de Oro, entro un arco cronologico che va dal primo Rinascimento al Tardo Barocco (1532–1672). A fronte dell’attenzione frammentaria che il fenomeno ha ricevuto negli studi sulla prima modernità — spesso subordinata ad altri paradigmi interpretativi o oscurata dalla centralità dell’esilio politico contemporaneo — il presente lavoro mira a offrire una lettura critica sistematica del destierro nell’ambito specifico del discorso poetico.
Adottando una prospettiva sub specie litterarum, la tesi combina riflessione teorica, critica tematica ed ermeneutica testuale. La prima parte definisce il quadro analitico del destierro, esaminandone le dimensioni giuridiche, politiche, simboliche e affettive, nonché la sua distinzione terminologica rispetto ad altre forme di spostamento. La seconda parte si concentra sull’analisi dei motivi letterari ricorrenti attraverso cui il destierro viene tematizzato nella lirica aurea, secondo un principio organizzativo speculare che mette in luce tensioni simboliche di segno solare e cosmico.
L’analisi mostra come il destierro non venga misurato prioritariamente in termini spaziali, bensì attraverso una profondità interiore legata alla perdita del solum quale principio vitale di appartenenza. Spesso figurato come morbus, inopia o mortis imago, il destierro comporta spoliazione, ignominia e aridità spirituale; tuttavia, esso può anche essere rielaborato in chiave etica come spazio di ritiro, resistenza o virtù. In questo senso, il destierro emerge come un meccanismo di autofigurazione lirica, mediante il quale il soggetto poetico costruisce la propria identità a partire dall’assenza, senza essere ridotto al silenzio o alla marginalità.
Nel suo insieme, la tesi sostiene che il destierro funzioni come una forma di conoscenza poetica e come una lente privilegiata per indagare la costruzione della soggettività nella prima modernità spagnola, all’incrocio tra tradizione classica, tensioni politico-civiche e strategie di autorappresentazione letteraria.
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