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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12232025-224233


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
GALLO, GIOVANNI
URN
etd-12232025-224233
Titolo
TIP LOCATION DEI CATETERI VENOSI CENTRALI: confronto tra ECG INTRACAVITARIO e TEST DELLE MICROBOLLE all'interno dello studio clinico MIELE; analisi preliminare su una coorte di PICC
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Corradi, Francesco
Parole chiave
  • bubble test
  • catetere venoso centrale
  • central venous catheters
  • CICC
  • ECG intracavitario
  • intracavitary electrocardiographic method
  • PICC
  • test delle microbolle
  • tip-location
  • Transthoracic Echocardiography (TTE)
Data inizio appello
28/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/01/2066
Riassunto
I cateteri venosi centrali (CVC) rappresentano un presidio essenziale nella pratica anestesiologica e intensivistica, nel mondo oncologico ed in nutrizione artificiale ma la sicurezza delle terapie infusionali dipende in modo cruciale dalla corretta tip location.
Le più recenti raccomandazioni internazionali riguardanti la localizzazione della punta dei CVC spingono verso metodiche di verifica intra-procedurale, dinamiche e prive di radiazioni, fra cui l’elettrocardiogramma intracavitario (ECG-IC) e l’ecocardiografia transtoracica con test delle microbolle (bubble-test).
L’ECG-IC è oggi riconosciuto come metodica di riferimento per la localizzazione della punta dei CVC drenanti nel distretto cavale superiore (CICC, PICC) nei pazienti in ritmo sinusale, ed è supportato da un’ampia letteratura e da raccomandazioni nazionali e internazionali che ne hanno confermato accuratezza, sicurezza, riproducibilità ed economicità.
Mentre è ormai acclarato il ruolo dell’ECG-IC, il potenziale del bubble-test deve ancora essere pienamente esplorato.
Nell’ambito dello studio clinico multicentrico MIELE, questa tesi mette a confronto le due metodiche in una coorte di pazienti portatori di PICC reclutati in modo prospettico.
I dati mostrano un livello di concordanza sostanziale delle due metodiche, ed una buona affidabilità clinica del bubble test suggerendo possibili sviluppi futuri verso un modello di tip location completamente bedside, con implicazioni rilevanti per la pratica clinica quotidiana dell’anestesista-rianimatore.
Ulteriori analisi su casistiche più ampie saranno necessarie per consolidare queste evidenze e definire con maggior precisione l’integrazione del test delle microbolle nei percorsi clinici standard.

Central venous catheters (CVCs) are an essential device in anesthesiology and intensive care practice, in oncology, and in artificial nutrition; however, the safety of infusion therapies depends critically on correct tip location.
The most recent international recommendations regarding CVC tip positioning are moving toward intraprocedural, dynamic, radiation-free verification methods, including intracavitary electrocardiography (IC-ECG) and transthoracic echocardiography with the microbubble test (bubble test).
IC-ECG is now recognized as the reference method for locating the tip of CVCs draining into the superior caval system (CICCs, PICCs) in patients in sinus rhythm, and it is supported by extensive literature as well as national and international recommendations confirming its accuracy, safety, reproducibility, and cost-effectiveness.
While the role of IC-ECG is now well established, the potential of the bubble test has yet to be fully explored.
Within the multicenter clinical study MIELE, this thesis compares the two methods in a cohort of patients with PICCs prospectively recruited. The data show a substantial level of agreement between the two methods and good clinical reliability of the bubble test, suggesting possible future developments toward a fully bedside tip-location model, with relevant implications for the daily clinical practice of the anesthesiologist–intensivist.
Further analyses on larger case series will be necessary to consolidate these findings and to define more precisely how the microbubble test should be integrated into standard clinical pathways.
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