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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12212025-232037


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
DE MARTINO, CARLA
URN
etd-12212025-232037
Titolo
IL DIRITTO PENALE AL VAGLIO DELLE NEUROSCIENZE: RIFLESSIONI E SVILUPPI SUL GIUDIZIO DI IMPUTABILITA'
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Venafro, Emma
Parole chiave
  • diritto penale
  • giudizio di imputabilità
  • neuroscienze
Data inizio appello
26/01/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
Il fulcro della tesi è l'analisi del rapporto tra diritto penale e neuroscienze, in particolare degli effetti che queste ultime hanno avuto sul giudizio di imputabilità. Esposto brevemente che cosa sia il giudizio di imputabilità e le riflessioni interpretative del concetto di infermità mentale ai sensi degli articoli 88 e 89 c.p., la tesi si concentra nella trattazione delle scoperte neuroscientifiche e delle riflessioni che su di esse si sono elaborate. In particolare, le neuroscienze hanno portato nuovamente alla luce antichi dibattiti, come quello sull'esistenza o meno del libero arbitrio, che nonostante le origini antiche sono riflessioni cui non è mai stata trovata risposta. Le neuroscienze in un primo momento sembrano poter porre fine ai dubbi del passato: i sostenitore di un approccio neoriduzionista e rifondativo, considerano il libero arbitrio una semplice illusione e l'agire umano è determinato al pari del resto dell'universo. L'approccio deterministico comporta una nuova visione anche del diritto, imponendo di ripensare gli istituti tradizionali del diritto penale, tra cui la colpevolezza, la responsabilità penale, la funzione della pena, l'imputabilità. Contrariamente gli studiosi più moderati ritengono possibile l'esistenza del libero agire umano, se pur riconoscendo che vi sono molteplici fattori determinanti lo sviluppo dell'uomo, la sua personalità e il suo comportamento.
Analizzati i due approcci con sguardo critico, la tesi si concentra a trattare il contributo che le scoperte neuroscientifiche hanno offerto al diritto penale processuale: si valutano le opportunità, quali siano le modalità con cui il dato scientifico possa entrare nel processo e il ruolo del giudice, nonché degli esperti chiamati a spiegare la portata della risultanza scientifica, consentendo una visione differente al giudice in merito alla sua attendibilità ed utilità.
In conclusione, attraverso la trattazione di alcuni casi giudiziari italiani importanti, si evidenzia l'effettivo utilizzo che è stato fatto delle neuroscienze, mettendone in luce anche i limiti e come effettivamente siano state accolte dagli stessi giudici; si volge al termine con una riflessione sugli ulteriori possibili ambiti in cui le neuroscienze possono dare il loro contributo, tra i quali spicca il giudizio di pericolosità sociale.
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