Tesi etd-12192025-213417 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
RAMUNNI, ALBERTO
URN
etd-12192025-213417
Titolo
Sedazione combinata con anestesia loco-regionale in Chirurgia Senologica, un approccio percorribile?
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Corradi, Francesco
relatore Dott.ssa Romano, Giustina
relatore Dott.ssa Romano, Giustina
Parole chiave
- analgesia multimodale
- anestesia generale
- anestesia loco-regionale
- breast surgery
- chirurgia senologica
- general anesthesia
- intraoperative opioids
- multimodal analgesia
- oppioidi intraoperatori
- PONV
- postoperative recovery
- recupero post-operatorio
- regional anesthesia
- sedazione in respiro spontaneo
- spontaneous-breathing sedation
Data inizio appello
28/01/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
L’anestesia loco-regionale (ALR), associata a sedazione in respiro spontaneo, rappresenta un approccio sempre più diffuso nella chirurgia senologica, in alternativa all’anestesia generale (AG). Tale tecnica consente di garantire un’adeguata analgesia intraoperatoria riducendo l’impiego di oppioidi e i potenziali effetti collaterali sistemici, come nausea, vomito, depressione respiratoria e ritardo nel recupero postoperatorio. L’associazione di blocchi nervosi periferici (paravertebrali, pettorali, serratus o intercostali) con sedativi a basso dosaggio, quali propofol o dexmedetomidina, permette di mantenere il respiro spontaneo e una condizione di sedazione cosciente, migliorando la stabilità emodinamica, il comfort del paziente e l’efficienza del percorso chirurgico.
Lo scopo di questo studio osservazionale retrospettivo è stato valutare la fattibilità, la sicurezza e l’efficacia analgesica dell’approccio Sedazione + ALR rispetto all’anestesia generale nella chirurgia senologica, con particolare attenzione alla chirurgia minore.
Sono stati analizzati i dati di 339 pazienti sottoposte a interventi di chirurgia mammaria, suddivise in gruppi in base alla tecnica anestesiologica impiegata (Sedazione, AG, AG + ALR e relativi sottogruppi).
Come indicatori di efficacia analgesica e risparmio farmacologico sono stati considerati il consumo intraoperatorio di Fentanest (µg/kg) e il consumo di Ketorolac (mg) nel periodo intra- e post-operatorio. Le analisi statistiche sono state condotte mediante test t di Student per campioni indipendenti o, in caso di distribuzione non normale dei dati, test non parametrico di Mann–Whitney, con livello di significatività fissato a p < 0,05.
I risultati mostrano una riduzione significativa del consumo di Fentanest nel gruppo Sedazione rispetto a tutti i gruppi in anestesia generale (1,16 ± 0,47 vs 1,94 ± 0,77 µg/kg; p < 0,001).
Anche il consumo medio di Ketorolac è risultato inferiore nel gruppo Sedazione rispetto ai gruppi AG e AG + ALR (p < 0,05), con valori paragonabili nei sottogruppi di chirurgia minore.
Non sono stati osservati episodi di conversione ad anestesia generale né complicanze anestesiologiche intraoperatorie. Le pazienti sottoposte a sedazione hanno mostrato assenza di PONV e un ottimo tasso di mobilizzazione precoce, a conferma di un profilo di sicurezza e recupero ottimale.
In conclusione, i dati ottenuti confermano che la sedazione in respiro spontaneo associata ad anestesia loco-regionale è una tecnica sicura, efficace e facilmente riproducibile per la chirurgia senologica, in particolare per gli interventi di chirurgia minore.
L’approccio consente di ridurre significativamente l’uso di oppioidi, migliorare il comfort perioperatorio e ottimizzare l’analgesia multimodale, in linea con le evidenze più recenti della letteratura internazionale.
La sua diffusione nella pratica clinica italiana potrebbe favorire l’adozione di modelli di chirurgia senologica a bassa intensità e a rapida dimissione, con benefici sia clinici sia organizzativi.
Regional anesthesia (RA) combined with spontaneous-breathing sedation is increasingly being adopted as an alternative to general anesthesia (GA) in breast surgery. This approach provides adequate intraoperative analgesia while reducing opioid requirements and minimizing systemic side effects such as postoperative nausea and vomiting (PONV), respiratory depression, and delayed recovery. The use of peripheral nerve blocks—such as paravertebral, pectoral, serratus anterior, or intercostal blocks—in association with low-dose sedatives like propofol or dexmedetomidine allows maintenance of spontaneous ventilation and conscious sedation, improving hemodynamic stability, patient comfort, and perioperative outcomes.
The aim of this retrospective observational study was to evaluate the feasibility, safety, and analgesic efficacy of the Sedation + Regional Anesthesia (RA) approach compared with general anesthesia in breast surgery, with a focus on minor surgical procedures.
Data from 339 female patients undergoing elective breast surgery were analyzed. Patients were divided into groups based on the anesthetic technique used: Sedation + RA, GA, and GA + RA (with further subgroups according to surgical type and intraoperative opioid use).
Analgesic efficacy was assessed using the intraoperative consumption of Fentanyl (µg/kg) and the perioperative use of Ketorolac (mg) as pharmacological indicators. Statistical analyses were performed using Student's t-test for independent samples or, in the case of non-normal data distribution, Mann–Whitney nonparametric test, with a significance level set at p < 0.05.
The Sedation + RA group showed a significantly lower intraoperative fentanyl consumption compared with all GA groups (1.16 ± 0.47 vs. 1.94 ± 0.77 µg/kg; p < 0.001).
The average intraoperative Ketorolac use was also lower in the sedation group compared with GA and GA + RA groups (p < 0.05), with comparable values among minor surgery subgroups.
No cases of conversion to general anesthesia or intraoperative anesthetic complications were reported.
Patients undergoing sedation showed no PONV and an excellent rate of early mobilization, confirming an optimal safety and recovery profile.
The findings confirm that spontaneous-breathing sedation combined with regional anesthesia is a safe, effective, and reproducible anesthetic technique for breast surgery, particularly for minor procedures.
This strategy significantly reduces opioid requirements, enhances perioperative comfort, and optimizes multimodal analgesia while maintaining hemodynamic stability and a favorable safety profile.
These results align with current international evidence and support the wider implementation of Sedation + RA protocols as part of enhanced recovery and low-intensity breast surgery pathways, offering both clinical and organizational advantages.
Lo scopo di questo studio osservazionale retrospettivo è stato valutare la fattibilità, la sicurezza e l’efficacia analgesica dell’approccio Sedazione + ALR rispetto all’anestesia generale nella chirurgia senologica, con particolare attenzione alla chirurgia minore.
Sono stati analizzati i dati di 339 pazienti sottoposte a interventi di chirurgia mammaria, suddivise in gruppi in base alla tecnica anestesiologica impiegata (Sedazione, AG, AG + ALR e relativi sottogruppi).
Come indicatori di efficacia analgesica e risparmio farmacologico sono stati considerati il consumo intraoperatorio di Fentanest (µg/kg) e il consumo di Ketorolac (mg) nel periodo intra- e post-operatorio. Le analisi statistiche sono state condotte mediante test t di Student per campioni indipendenti o, in caso di distribuzione non normale dei dati, test non parametrico di Mann–Whitney, con livello di significatività fissato a p < 0,05.
I risultati mostrano una riduzione significativa del consumo di Fentanest nel gruppo Sedazione rispetto a tutti i gruppi in anestesia generale (1,16 ± 0,47 vs 1,94 ± 0,77 µg/kg; p < 0,001).
Anche il consumo medio di Ketorolac è risultato inferiore nel gruppo Sedazione rispetto ai gruppi AG e AG + ALR (p < 0,05), con valori paragonabili nei sottogruppi di chirurgia minore.
Non sono stati osservati episodi di conversione ad anestesia generale né complicanze anestesiologiche intraoperatorie. Le pazienti sottoposte a sedazione hanno mostrato assenza di PONV e un ottimo tasso di mobilizzazione precoce, a conferma di un profilo di sicurezza e recupero ottimale.
In conclusione, i dati ottenuti confermano che la sedazione in respiro spontaneo associata ad anestesia loco-regionale è una tecnica sicura, efficace e facilmente riproducibile per la chirurgia senologica, in particolare per gli interventi di chirurgia minore.
L’approccio consente di ridurre significativamente l’uso di oppioidi, migliorare il comfort perioperatorio e ottimizzare l’analgesia multimodale, in linea con le evidenze più recenti della letteratura internazionale.
La sua diffusione nella pratica clinica italiana potrebbe favorire l’adozione di modelli di chirurgia senologica a bassa intensità e a rapida dimissione, con benefici sia clinici sia organizzativi.
Regional anesthesia (RA) combined with spontaneous-breathing sedation is increasingly being adopted as an alternative to general anesthesia (GA) in breast surgery. This approach provides adequate intraoperative analgesia while reducing opioid requirements and minimizing systemic side effects such as postoperative nausea and vomiting (PONV), respiratory depression, and delayed recovery. The use of peripheral nerve blocks—such as paravertebral, pectoral, serratus anterior, or intercostal blocks—in association with low-dose sedatives like propofol or dexmedetomidine allows maintenance of spontaneous ventilation and conscious sedation, improving hemodynamic stability, patient comfort, and perioperative outcomes.
The aim of this retrospective observational study was to evaluate the feasibility, safety, and analgesic efficacy of the Sedation + Regional Anesthesia (RA) approach compared with general anesthesia in breast surgery, with a focus on minor surgical procedures.
Data from 339 female patients undergoing elective breast surgery were analyzed. Patients were divided into groups based on the anesthetic technique used: Sedation + RA, GA, and GA + RA (with further subgroups according to surgical type and intraoperative opioid use).
Analgesic efficacy was assessed using the intraoperative consumption of Fentanyl (µg/kg) and the perioperative use of Ketorolac (mg) as pharmacological indicators. Statistical analyses were performed using Student's t-test for independent samples or, in the case of non-normal data distribution, Mann–Whitney nonparametric test, with a significance level set at p < 0.05.
The Sedation + RA group showed a significantly lower intraoperative fentanyl consumption compared with all GA groups (1.16 ± 0.47 vs. 1.94 ± 0.77 µg/kg; p < 0.001).
The average intraoperative Ketorolac use was also lower in the sedation group compared with GA and GA + RA groups (p < 0.05), with comparable values among minor surgery subgroups.
No cases of conversion to general anesthesia or intraoperative anesthetic complications were reported.
Patients undergoing sedation showed no PONV and an excellent rate of early mobilization, confirming an optimal safety and recovery profile.
The findings confirm that spontaneous-breathing sedation combined with regional anesthesia is a safe, effective, and reproducible anesthetic technique for breast surgery, particularly for minor procedures.
This strategy significantly reduces opioid requirements, enhances perioperative comfort, and optimizes multimodal analgesia while maintaining hemodynamic stability and a favorable safety profile.
These results align with current international evidence and support the wider implementation of Sedation + RA protocols as part of enhanced recovery and low-intensity breast surgery pathways, offering both clinical and organizational advantages.
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