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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12192025-160630


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
FORTUNATI, LINDA
URN
etd-12192025-160630
Titolo
L'articolo 403 C.c. dopo la Riforma Cartabia: evoluzione, disciplina e criticità applicative
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Avv. Cecchella, Claudio
Parole chiave
  • allontanamento del minore
  • Art. 403 C.c.
  • Riforma Cartabia
  • tutela minorile
Data inizio appello
26/01/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
La presente tesi esamina l’art. 403 del codice civile alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, analizzandone l’evoluzione storica, il nuovo assetto normativo e le principali criticità applicative. L’obiettivo è valutare l’impatto della riforma su uno degli istituti più delicati del diritto di famiglia, caratterizzato dalla necessità di bilanciare l’esigenza di tutela urgente del minore con il rispetto delle garanzie procedimentali e dei diritti della responsabilità genitoriale.

Il primo capitolo è dedicato all’evoluzione della tutela minorile e alla genesi dell’art. 403 c.c. Viene ricostruito il progressivo passaggio da una concezione autoritativa della famiglia, propria del codice civile del 1942, a un modello fondato sulla centralità del minore come soggetto titolare di diritti fondamentali. In questo percorso assumono rilievo decisivo la Costituzione, la giurisprudenza costituzionale e sovranazionale, nonché le principali fonti internazionali, in particolare la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. L’art. 403 c.c. si colloca in tale contesto come strumento di intervento urgente a tutela del minore in situazioni di grave pericolo, ma per lungo tempo ha presentato una disciplina lacunosa, affidata in larga parte alla discrezionalità dell’autorità amministrativa, con conseguenti problemi di legittimità e uniformità applicativa.

Il secondo capitolo analizza l’art. 403 c.c. a seguito della riforma Cartabia, che ha profondamente inciso sulla disciplina dell’istituto. La riforma, inserita nel più ampio processo di riordino del diritto di famiglia e dei procedimenti minorili, ha inteso rispondere alle criticità emerse nella prassi e ai rilievi della Corte europea dei diritti dell’uomo. Vengono esaminati i nuovi presupposti dell’intervento, il rafforzamento del ruolo dell’autorità giudiziaria e l’introduzione di termini stringenti per la convalida del provvedimento di allontanamento. Particolare attenzione è dedicata alle nuove garanzie procedimentali, quali il ruolo dei Servizi Sociali, l’ascolto del minore e il curatore speciale del minore, volte a ricondurre l’istituto entro un quadro maggiormente conforme ai principi costituzionali del giusto processo e della tutela della vita familiare.

Il terzo capitolo è dedicato agli aspetti applicativi e alle criticità del nuovo art. 403 c.c. Nonostante i significativi miglioramenti introdotti dalla riforma, permangono difficoltà interpretative e operative, in particolare nella valutazione dello stato di pericolo del minore e nel coordinamento tra servizi sociali, autorità amministrative e autorità giudiziaria. Viene inoltre analizzato il rischio che la necessaria tempestività dell’intervento possa entrare in tensione con le garanzie procedurali, nonché il problema della disomogeneità delle prassi applicative sul territorio nazionale.

In appendice sono esaminati tre casi concreti, che consentono di valutare l’impatto pratico della riforma e di mettere in luce le potenzialità e i limiti della nuova disciplina. L’analisi casistica evidenzia come l’effettiva tutela del minore dipenda non solo dal dato normativo, ma anche dall’interpretazione giurisprudenziale e dalla qualità dell’azione dei soggetti coinvolti. In conclusione, la tesi mette in luce come l’art. 403 c.c., pur riformato, resti un istituto complesso, il cui equilibrio tra protezione del minore e garanzie dei diritti fondamentali richiede un costante affinamento applicativo.
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