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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12192025-134654


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Autore
MANAGO', VALENTINA
URN
etd-12192025-134654
Titolo
Evaluation of Post-Anesthetic Respiratory Complications in pediatric patients undergoing ENT surgery following recent respiratory tract infection: A retrospective analysis (2021-2025)
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Relatori
relatore Prof. Corradi, Francesco
Parole chiave
  • airway management
  • anestesia pediatrica
  • bronchospasm
  • broncospasmo
  • chirurgia orl pediatrica
  • ent surgery
  • gestione vie aeree
  • infezione vie aeree superiori
  • infezioni vie aeree inferiori
  • laringospasmo
  • laryngospasm
  • pediatric anesthesia
  • pediatric ent surgery
  • perioperative risk factors
  • post-anesthetic respiratory complications
Data inizio appello
28/01/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/01/2029
Riassunto
Questa tesi analizza la prevalenza, la gravità e i determinanti delle complicanze respiratorie post-anestesia nei pazienti pediatrici sottoposti a chirurgia otorinolaringoiatrica (ORL) in presenza di un’infezione respiratoria recente. Le infezioni respiratorie sono molto comuni in età pediatrica e rappresentano un fattore di rischio ben noto per eventi respiratori avversi in ambito peri-anestesiologico. In particolare, le infezioni delle vie aeree superiori e inferiori possono determinare iperreattività bronchiale, aumento delle secrezioni e edema delle mucose, condizioni che possono persistere per diverse settimane dopo la risoluzione della fase acuta dell’infezione. Queste alterazioni fisiopatologiche aumentano la vulnerabilità alle complicanze respiratorie durante e dopo l’anestesia generale, soprattutto in caso di procedure che prevedono una manipolazione delle vie aeree. La chirurgia ORL pediatrica rappresenta una quota significativa dell’attività chirurgica nei bambini ed è associata a un rischio più elevato di complicanze respiratorie perioperatorie rispetto ad altri tipi di intervento.
Studi europei di ampia scala, tra cui lo studio APRICOT e le successive analisi derivate, hanno dimostrato che gli interventi ORL sono tra i principali fattori predittivi di eventi respiratori critici severi in anestesia pediatrica. Complicanze quali laringospasmo, broncospasmo, stridore postoperatorio e desaturazione di ossigeno risultano più frequenti rispetto alla chirurgia non ORL. Ulteriori fattori di rischio descritti in letteratura includono la giovane età, la presenza di un’infezione recente delle vie aeree superiori, una storia di wheezing o asma, il russamento e l’utilizzo dell’intubazione tracheale. Dati provenienti da una coorte nazionale francese suggeriscono inoltre che fino a un terzo dei bambini con un’infezione respiratoria recente sottoposti a intervento senza rinvio sviluppi complicanze respiratorie perioperatorie. Nonostante ciò, persistono importanti incertezze riguardo al momento ottimale per programmare la chirurgia dopo un’infezione respiratoria e all’impatto relativo delle infezioni delle vie aeree superiori rispetto a quelle inferiori sul rischio anestesiologico. Di conseguenza, la decisione clinica si basa spesso sul giudizio individuale, con una notevole variabilità di pratica e il rischio di rinvii chirurgici non necessari.
L’obiettivo principale di questo studio osservazionale retrospettivo è valutare la prevalenza delle complicanze respiratorie post-anestesia nei bambini sottoposti a chirurgia ORL tra il 2021 e il 2025, in relazione alla presenza o meno di un’infezione respiratoria recente. Gli obiettivi secondari includono la valutazione dell’impatto dell’intervallo di tempo tra l’infezione e l’intervento chirurgico sulla comparsa e sulla gravità delle complicanze respiratorie, il confronto del rischio associato alle infezioni delle vie aeree superiori rispetto a quelle inferiori e l’identificazione dei fattori di rischio indipendenti per eventi respiratori avversi post-anestesia.
Lo studio è progettato come un’analisi retrospettiva monocentrica, non interventistica, basata su dati sanitari raccolti routinariamente. La popolazione in studio comprende pazienti pediatrici di età compresa tra 0 e 15 anni sottoposti a chirurgia ORL in anestesia generale nel periodo considerato, per i quali siano disponibili cartelle cliniche complete, comprensive di informazioni sulle infezioni respiratorie recenti e sugli esiti post-anestesiologici. Sono esclusi i pazienti con gravi malformazioni congenite delle vie aeree, patologie polmonari croniche note (come la fibrosi cistica) o dati clinici incompleti, al fine di ridurre i fattori confondenti e garantire l’affidabilità dei risultati.
I pazienti eleggibili vengono identificati attraverso i sistemi di codifica amministrativa ospedaliera e i dati vengono estratti retrospettivamente dalle cartelle cliniche cartacee ed elettroniche. Tutti i dati sono pseudonimizzati e registrati su una scheda standardizzata di raccolta. Le variabili considerate includono le caratteristiche demografiche (età, sesso, peso, classe ASA), l’anamnesi (asma, allergie), le caratteristiche dell’infezione respiratoria recente e i fattori perioperatori. Le infezioni respiratorie vengono classificate in base al tempo intercorso tra l’infezione e la chirurgia (meno di due settimane, tra due e quattro settimane e oltre quattro settimane, quest’ultimo come gruppo di controllo) e in base al tipo di infezione (vie aeree superiori o inferiori, sospetta o confermata).
Le variabili chirurgiche comprendono il tipo e la durata dell’intervento ORL, con una ulteriore classificazione delle procedure in base al coinvolgimento diretto o meno delle vie aeree (come adenoidectomia, tonsillectomia o endoscopia delle vie aeree rispetto a chirurgia dell’orecchio medio o dei seni paranasali). Le variabili anestesiologiche includono la tecnica anestetica (inalatoria o endovenosa), la gestione delle vie aeree (intubazione tracheale o dispositivo sovraglottico) e il livello di esperienza in anestesia pediatrica dell’anestesista senior responsabile del caso.
Le complicanze respiratorie post-anestesia vengono registrate in modo sistematico e classificate per tipologia e gravità. Gli eventi considerati includono tosse persistente, broncospasmo, laringospasmo, desaturazione di ossigeno con SpO₂ inferiore al 92%, apnea, intubazione prolungata o non prevista e ricovero non programmato in terapia intensiva. La gravità delle complicanze viene definita come lieve (gestione semplice senza trattamento specifico), moderata (necessità imprevista di ossigenoterapia o di farmaci) o severa (necessità di re-intubazione, ventilazione non invasiva, ricovero in rianimazione o prolungamento della degenza).
L’endpoint primario dello studio è la prevalenza delle complicanze respiratorie post-anestesia in relazione alla presenza di un’infezione respiratoria recente. Gli endpoint secondari valutano l’influenza del tempo intercorrente tra infezione e intervento, del tipo di infezione e di altri fattori legati al paziente o alla procedura. Le analisi statistiche vengono condotte utilizzando il software STATA. L’analisi descrittiva riassume le caratteristiche della popolazione e delle procedure, mentre le analisi comparative valutano l’associazione tra infezione respiratoria recente e complicanze respiratorie. Modelli di regressione logistica multivariata vengono utilizzati per identificare i predittori indipendenti di complicanze respiratorie.
Chiarendo l’impatto del timing e del tipo di infezione respiratoria recente sul rischio respiratorio peri-anestesiologico nella chirurgia ORL pediatrica, questo studio mira a migliorare la stratificazione del rischio e a supportare decisioni cliniche basate su evidenze scientifiche. I risultati attesi potranno contribuire a definire raccomandazioni più uniformi riguardo al rinvio degli interventi chirurgici, ottimizzare le strategie di gestione anestesiologica e ridurre la morbilità respiratoria, evitando al contempo ritardi inutili nell’assistenza ai pazienti pediatrici.

This thesis investigates the prevalence, severity, and determinants of post-anesthetic respiratory complications in pediatric patients undergoing ear, nose, and throat (ENT) surgery in the context of a recent respiratory infection. Respiratory infections are common in childhood and are a well-established risk factor for peri-anesthetic respiratory adverse events. In particular, infections of the upper and lower airways can induce bronchial hyperreactivity, increased airway secretions, and mucosal edema, all of which may persist for several weeks after the acute phase of infection. These physiological changes increase vulnerability to respiratory complications during and after anesthesia, especially in procedures involving airway manipulation. Pediatric ENT surgery represents a major proportion of surgical activity in children and is associated with a higher incidence of perioperative respiratory complications compared with other types of pediatric surgery.
Previous large-scale European studies, including the APRICOT study and subsequent analyses, have shown that ENT procedures are among the strongest predictors of severe perioperative respiratory events in children, with complications such as laryngospasm, bronchospasm, postoperative stridor, and oxygen desaturation occurring more frequently than in non-ENT surgeries. Additional risk factors identified in the literature include young age, recent upper respiratory tract infection, a history of wheezing or asthma, snoring, and the use of tracheal intubation. French cohort data further suggest that up to one-third of children with a recent upper respiratory tract infection who proceed to surgery without postponement may experience perioperative respiratory complications. Despite these findings, significant uncertainty remains regarding the optimal timing of surgery after a respiratory infection, as well as the relative impact of upper versus lower respiratory tract infections on peri-anesthetic risk. As a result, clinical decision-making often relies on individual judgment, leading to variability in practice and potentially unnecessary surgical delays.
The primary objective of this retrospective observational study is to evaluate the prevalence of post-anesthetic respiratory complications in children undergoing ENT surgery between 2021 and 2025, according to the presence or absence of a recent respiratory infection. Secondary objectives include assessing the impact of the time interval between infection and surgery on both the occurrence and severity of respiratory complications, comparing risks associated with upper versus lower respiratory tract infections, and identifying independent risk factors for post-anesthetic respiratory adverse events in this population.
The study is designed as a monocentric, non-interventional, retrospective analysis based on routinely collected healthcare data. The study population includes pediatric patients aged 0 to 15 years who underwent ENT surgery under general anesthesia during the study period and for whom complete medical records are available, including information on recent respiratory infections and post-anesthetic outcomes. Patients with severe congenital airway malformations, known chronic pulmonary diseases such as cystic fibrosis, or incomplete clinical data are excluded to reduce confounding and ensure data reliability.
Eligible patients are identified using hospital administrative coding systems, and data are extracted retrospectively from paper and electronic medical records. All data are pseudonymized and recorded on a standardized data collection form. Collected variables include patient demographics (age, sex, weight, ASA score), medical history (asthma, allergies), characteristics of the recent respiratory infection, and perioperative factors. Respiratory infections are categorized according to the delay between infection and surgery (less than two weeks, two to four weeks, and more than four weeks, the latter serving as a control group) and by infection type (upper versus lower respiratory tract infection, suspected or confirmed).
Surgical variables include the type and duration of ENT surgery, with procedures further classified according to whether they directly involve the airway (such as adenoidectomy, tonsillectomy, or airway endoscopy) or not (such as middle ear or sinus surgery). Anesthetic variables include the anesthetic technique (inhalational versus intravenous), airway management strategy (tracheal intubation versus supraglottic airway), and the level of pediatric anesthesia experience of the senior anesthesiologist in charge.
Post-anesthetic respiratory complications are systematically recorded and classified by type and severity. Reported events include persistent cough, bronchospasm, laryngospasm, oxygen desaturation below 92%, apnea, unplanned prolonged or repeat intubation, and unplanned admission to critical care. Complication severity is graded as mild (requiring no specific treatment), moderate (requiring unplanned oxygen therapy or medication), or severe (requiring re-intubation, non-invasive ventilation, intensive care admission, or prolonged hospitalization).
The primary outcome measure is the prevalence of post-anesthetic respiratory complications according to recent respiratory infection status. Secondary outcomes focus on the influence of infection-to-surgery delay, infection type, and other patient- or procedure-related risk factors. Statistical analyses are conducted using STATA software. Descriptive statistics summarize patient and procedural characteristics, while comparative analyses assess associations between recent infection and respiratory complications using appropriate statistical tests. Multivariate logistic regression models are employed to identify independent predictors of respiratory complications, incorporating both statistically significant and clinically relevant variables.
By clarifying how the timing and type of recent respiratory infections influence peri-anesthetic respiratory risk in pediatric ENT surgery, this study aims to improve risk stratification and support evidence-based decision-making. The findings are expected to contribute to more consistent recommendations regarding surgical postponement, optimize anesthetic management strategies, and ultimately reduce respiratory morbidity while avoiding unnecessary delays in care for pediatric patients.
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