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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12152025-093109


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
IACOPONI, NAOMI
URN
etd-12152025-093109
Titolo
Affidabilità dell'espressione della Glicoforina A come marker di vitalità nelle lesioni contusive in cadaveri sottoposti a cicli di congelamento-scongelamento
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
MEDICINA LEGALE
Relatori
relatore Di Paolo, Marco
Parole chiave
  • glicoforina A
  • immunoistochimica
Data inizio appello
29/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
29/12/2095
Riassunto
La diagnosi di vitalità rappresenta un quesito cardine nella pratica medico-legale e istopatologica. In alcuni casi, a causa di peculiari esigenze processuali, un cadavere può essere sottoposto a metodi di conservazione in celle refrigerate a -20°C e al successivo scongelamento prima dell’esecuzione dell’autopsia giudiziaria. Questo processo fisico di congelamento e scongelamento di una salma non è scevro da problematiche, poiché induce delle alterazioni morfologiche e strutturali nei tessuti. Tra questi i più rilevanti sono il restringimento cellulare, o shrinking, l’espansione degli spazi extracellulari, la rottura delle giunzioni cellulari e l’emolisi. Tali alterazioni possono compromettere l’affidabilità della valutazione microscopica con convenzionale colorazione con Ematossilina ed Eosina, rendendo spesso impossibile distinguere i globuli rossi extravasati all’interno dei tessuti. Ciò comporta un alto rischio di falsi negativi, portando erroneamente a classificare le lesioni vitali come post-mortali. Sebbene la presenza di globuli rossi extravasati non rappresenti una prova conclusiva della vitalità di una lesione, essa è tuttavia considerata un reperto chiave e paradigmatico nella valutazione medico-legale delle lesioni vitali.
Il seguente progetto di tesi ha il duplice obiettivo di dimostrare i limiti diagnostici della colorazione con Ematossilina ed Eosina nei tessuti congelati e di validare l’uso della colorazione immunoistochimica con anticorpi anti-Glicoforina A (GPA) umana come metodo affidabile e standardizzato nella rilevazione dei globuli rossi in questi contesti. La Glicoforina A è stata scelta per la sua specificità, essendo una proteina presente sulla membrana degli eritrociti, che resiste alla diffusione nei tessuti circostanti, a differenza di marker citoplasmatici come l’emoglobina.
Il progetto si è sviluppati a partire da due casi emblematici oggetto di indagine presso la U.O. Medicina Legale di Pisa.
Si tratta rispettivamente di un caso di incidente stradale e di un presunto omicidio. I seguenti casi hanno comportato processi di congelamento-scongelamento delle salme che hanno minato l’identificazione della vitalità di lesioni ecchimotiche con la colorazione a base di Ematossilina ed Eosina.
A seguito di tali evidenze, è nato uno studio sperimentale che ha avuto come campioni delle ecchimosi prelevate da dieci individui coinvolti in incidenti stradali verificatesi dall’agosto 2024 fino a novembre del 2025. Sono state condotte indagini istologiche dei campioni con ematossilina ed eosina per evidenziare la presenza microscopica di globuli rossi (RBC) al t0 (campioni “controllo), t1 (campioni sottoposti ad un ciclo di congelamento-scongelamento) e t2 (campioni sottoposti a due cicli di congelamento-scongelamento).
La colorazione con Ematossilina ed Eosina ha mostrato risultati inaffidabili nei campioni congelati. Mentre nel gruppo di controllo (T0) l'infiltrazione emorragica era chiaramente visibile, nei gruppi T1 e T2 gli eritrociti erano scarsamente visibili o assenti a causa della degradazione cellulare, rendendo la diagnosi impossibile o dubbia. L’indagine immunoistochimica con anticorpo anti-Glicoforina A umana ha invece fornito risultati inequivocabilmente positivi in tutti i campioni dei gruppi T1 e T2. Nonostante gli artefatti da congelamento, l'anticorpo ha identificato con successo i residui di membrana degli eritrociti, confermando la natura vitale della lesione.
Pertanto, l'esame istologico tradizionale appare insufficiente per la diagnosi di vitalità in cadaveri sottoposti a cicli di congelamento e scongelamento. Si raccomanda pertanto l'adozione sistematica dell'immunoistochimica con anticorpo anti-Glicoforina A umana come standard diagnostico in questi casi, al fine di evitare errori interpretativi che potrebbero compromettere la ricostruzione forense e l'esito giudiziario.
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