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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-12112025-182550


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
STURNIOLO, MATTIA
URN
etd-12112025-182550
Titolo
IL POTERE ECONOMICO COME LEVA GEOPOLITICA: REALTÀ O FINZIONE?
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE MARITTIME E NAVALI
Relatori
relatore Maio, Giacomo
correlatore Colizza, Tommaso
Parole chiave
  • dazi
  • geoeconomia
  • geopolitica
  • potere economico
  • sanzioni economiche
Data inizio appello
09/01/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto
Fin dalle origini della civiltà, l’economia e lo scambio di beni hanno rappresentato una delle costanti nella storia umana. La sopravvivenza delle prime popolazioni dipendeva dalla disponibilità delle risorse primarie come cibo e acqua, e già nelle società antiche il controllo di questi beni determinava ricchezza, potere e influenza.
Lungo le vie commerciali più importanti della storia – dalla Via della Seta, che collegava oriente ed occidente, alle rotte nel Mediterraneo controllate da fenici, greci e romani – lo scambio era tanto uno strumento economico quanto di influenza culturale e politica.
Il sale, essenziale per la conservazione degli alimenti, fu per centinaia di anni una merce strategica, così come il grano, coltivato e distribuito dall’antica Roma, utilizzato come strumento di controllo sociale. L’oro e l’argento delle Americhe alimentarono per secoli la potenza spagnola e persino nel mondo moderno la ricerca del controllo delle spezie spinse le grandi potenze europee ad esplorazioni e conquiste che avrebbero modificato il corso della storia.
Questi, come tanti altri esempi, dimostrano come l’economia sia legata indissolubilmente alla sfera politica e alla sicurezza nel panorama internazionale, dove risorse e commerci definiscono il terreno su cui si sviluppano alleanze, guerre e trattati.
Queste dinamiche, nonostante ci troviamo adesso in un mondo globalizzato, interconnesso e moderno, non sono cambiate.
L’energia, le terre rare, il petrolio continuano ad essere strumentalizzati ed utilizzati come leve di pressione. Si parla di “guerra economica”, intendendo lo scontro tra le sfere di influenza di due o più nazioni, dove missili, carri armati e bombardieri vengono sostituiti da sanzioni, dazi e politiche protezionistiche. Possiamo anzi affermare che l’interdipendenza globale amplifichi ulteriormente gli effetti di queste mosse economiche, trasformandole in autentiche armi geopolitiche.
Con questa tesi la mia intenzione è quella di interrogarsi su un tema cruciale: il potere economico è effettivamente stato presente nella storia umana sin dai suoi albori, influenzandone per certi versi lo sviluppo, ma è possibile affermare che possa essere utilizzato come leva geopolitica efficace? O si troverà sempre subordinato alla potenza militare nell’eventualità di un conflitto più acceso?
La riflessione si articola in tre parti principali.
• La prima introduce i fondamenti teorici della geopolitica economica, analizzandone il significato, le origini e i suoi obiettivi;
• La seconda parte prende in esame gli strumenti della cosiddetta “guerra economica”, sulle “armi” che una nazione o in generale un attore internazionale può sfruttare come leva di potere;
• La terza affronta il nodo cruciale dell’efficacia del potere economico a livello geopolitico, interrogandosi sulla sua esistenza concreta e valutando se le guerre economiche conducano necessariamente, direttamente o indirettamente, a conflitti militari.
La tesi, dunque, presenta un duplice fine: chiarire le caratteristiche e i limiti del potere economico come strumento geopolitico, e al tempo stesso comprendere come questo possa influenzare la politica internazionale contemporanea, e con che entità.
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