Tesi etd-12052025-151626 |
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Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
ACCIARO, MARGHERITA
URN
etd-12052025-151626
Titolo
«I bimbi d’Italia si chiaman Balilla». La mobilitazione minorile nel Lungo Quarantotto Italiano tra pratiche, narrazioni e iconografia
Settore scientifico disciplinare
M-STO/04 - STORIA CONTEMPORANEA
Corso di studi
STORIA
Relatori
tutor Prof. Fruci, Gian Luca
relatore Prof. Fureix, Emmanuel
relatore Prof. Fureix, Emmanuel
Parole chiave
- 1848
- adolescenza
- agency
- controrivoluzione
- infanzia
- mobilitazione politica
- rivoluzione
Data inizio appello
15/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/12/2028
Riassunto
La tesi esamina il ruolo dell’infanzia e dell’adolescenza nei processi politici e rivoluzionari del Lungo Quarantotto italiano (1846-1850), dimostrando come i minori abbiano rappresentato non solo un elemento simbolico della narrazione patriottica, ma anche attori reali della mobilitazione insurrezionale e militare. Attraverso un ampio corpus di fonti – archivistiche, giornalistiche, letterarie, iconografiche e visuali – e un approccio comparativo che integra storia sociale e storia culturale della politica, il lavoro ricostruisce forme, linguaggi e rappresentazioni dell’engagement minorile in età rivoluzionaria.
I cinque capitoli analizzano: le prime esperienze di partecipazione politica giovanile nelle rivoluzioni americana e francese e la costruzione mitografica di Balilla; il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle insurrezioni del 1848 nelle principali città italiane, anche attraverso la cultura visuale; la formazione dei battaglioni giovanili e i processi di socializzazione militare; le declinazioni plurali dell’impegno minorile, comprese quelle monarchiche e controrivoluzionarie; e infine le rappresentazioni simboliche dei giovani eroi e martiri che popolarono l’immaginario politico ottocentesco.
In conclusione, la tesi evidenzia come nel Lungo Quarantotto i minori non furono semplicemente vittime o figure retoriche, ma soggetti attivi e riconosciuti della mobilitazione rivoluzionaria e controrivoluzionaria. La loro presenza contribuì alla definizione di una nuova cultura politica dell’infanzia, che si sarebbe pienamente sviluppata soltanto nel Novecento.
I cinque capitoli analizzano: le prime esperienze di partecipazione politica giovanile nelle rivoluzioni americana e francese e la costruzione mitografica di Balilla; il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle insurrezioni del 1848 nelle principali città italiane, anche attraverso la cultura visuale; la formazione dei battaglioni giovanili e i processi di socializzazione militare; le declinazioni plurali dell’impegno minorile, comprese quelle monarchiche e controrivoluzionarie; e infine le rappresentazioni simboliche dei giovani eroi e martiri che popolarono l’immaginario politico ottocentesco.
In conclusione, la tesi evidenzia come nel Lungo Quarantotto i minori non furono semplicemente vittime o figure retoriche, ma soggetti attivi e riconosciuti della mobilitazione rivoluzionaria e controrivoluzionaria. La loro presenza contribuì alla definizione di una nuova cultura politica dell’infanzia, che si sarebbe pienamente sviluppata soltanto nel Novecento.
File
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La tesi non è consultabile. |
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