Tesi etd-12012025-115830 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FABRIZI, GABRIELE
URN
etd-12012025-115830
Titolo
«Una funicolare dove porta, amici nella notte». Commento alle Stanze della funicolare di Giorgio Caproni
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
relatore Prof.ssa Campeggiani, Ida
correlatore Prof.ssa Savettieri, Cristina
correlatore Prof.ssa Savettieri, Cristina
Parole chiave
- commento
- Giorgio Caproni
- letteratura italiana
- poesia
Data inizio appello
06/02/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
06/02/2096
Riassunto
La tesi propone un commento critico e interpretativo della raccolta Stanze della funicolare di Giorgio Caproni (1952), indagandone la struttura testuale, la storia editoriale e i principali nuclei tematici e stilistici. La raccolta è considerata un momento di svolta nel percorso poetico dell’autore: da un lato mantiene una linea di continuità con le opere precedenti, dall’altro preannuncia la piena maturità de Il passaggio d’Enea (1956). Dopo aver collocato Caproni nel panorama letterario degli anni Cinquanta, in dialogo con la tradizione classica e con la lirica contemporanea, il lavoro ricostruisce le vicende editoriali del volume, mettendo in luce la dinamica evolutiva della sua scrittura.
La sezione centrale offre un’analisi ravvicinata dei testi, soffermandosi su motivi ricorrenti quali il linguaggio concreto e materiale del reale, le figure del lutto e dell’assenza, e la funicolare come metafora della condizione sospesa del poeta tra memoria e oblio, quotidiano e dimensione metafisica. A partire dal confronto con le principali interpretazioni critiche, la tesi avanza infine una proposta di lettura personale, incentrata sulla dialettica tra immobilità e transito, tra dato realistico e simbolico. L’obiettivo complessivo è restituire alle Stanze il loro ruolo cruciale all’interno del laboratorio poetico caproniano e della modernità letteraria del secondo Novecento.
The thesis offers a critical and interpretative commentary on Giorgio Caproni's collection Stanze della funicolare (1952), examining its textual structure, publishing history and main thematic and stylistic themes. The collection is considered a turning point in the author's poetic career: on the one hand, it maintains continuity with his previous works, while on the other, it heralds the full maturity of Il passaggio d'Enea (1956). After placing Caproni in the literary landscape of the 1950s, in dialogue with the classical tradition and contemporary poetry, the work reconstructs the publishing history of the volume, highlighting the evolutionary dynamics of his writing.
The central section offers a close analysis of the texts, focusing on recurring motifs such as the concrete and material language of reality, the figures of mourning and absence, and the funicular railway as a metaphor for the poet's suspended condition between memory and oblivion, everyday life and the metaphysical dimension. Starting from a comparison with the main critical interpretations, the thesis finally puts forward a personal reading, focusing on the dialectic between immobility and transit, between the realistic and the symbolic. The overall aim is to restore Stanze to its crucial role within Caproni's poetic laboratory and the literary modernity of the late 20th century.
La sezione centrale offre un’analisi ravvicinata dei testi, soffermandosi su motivi ricorrenti quali il linguaggio concreto e materiale del reale, le figure del lutto e dell’assenza, e la funicolare come metafora della condizione sospesa del poeta tra memoria e oblio, quotidiano e dimensione metafisica. A partire dal confronto con le principali interpretazioni critiche, la tesi avanza infine una proposta di lettura personale, incentrata sulla dialettica tra immobilità e transito, tra dato realistico e simbolico. L’obiettivo complessivo è restituire alle Stanze il loro ruolo cruciale all’interno del laboratorio poetico caproniano e della modernità letteraria del secondo Novecento.
The thesis offers a critical and interpretative commentary on Giorgio Caproni's collection Stanze della funicolare (1952), examining its textual structure, publishing history and main thematic and stylistic themes. The collection is considered a turning point in the author's poetic career: on the one hand, it maintains continuity with his previous works, while on the other, it heralds the full maturity of Il passaggio d'Enea (1956). After placing Caproni in the literary landscape of the 1950s, in dialogue with the classical tradition and contemporary poetry, the work reconstructs the publishing history of the volume, highlighting the evolutionary dynamics of his writing.
The central section offers a close analysis of the texts, focusing on recurring motifs such as the concrete and material language of reality, the figures of mourning and absence, and the funicular railway as a metaphor for the poet's suspended condition between memory and oblivion, everyday life and the metaphysical dimension. Starting from a comparison with the main critical interpretations, the thesis finally puts forward a personal reading, focusing on the dialectic between immobility and transit, between the realistic and the symbolic. The overall aim is to restore Stanze to its crucial role within Caproni's poetic laboratory and the literary modernity of the late 20th century.
File
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La tesi non è consultabile. |
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