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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11252025-073428


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BIAGIONI, GIOVANNI
URN
etd-11252025-073428
Titolo
La gestione delle aziende in crisi: i casi di tre aziende nel settore hi-tech
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof. Garzella, Stefano
Parole chiave
  • Apple
  • crisi
  • crisis
  • Microsoft
  • Nokia
  • recovery
  • risanamento
  • turnaround
Data inizio appello
10/12/2025
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
Il presente elaborato affronta il tema della gestione della crisi e del risanamento aziendale, fenomeno che negli ultimi anni ha coinvolto un numero crescente di imprese italiane e internazionali. Il lavoro è articolato in tre capitoli, ciascuno dedicato a un aspetto specifico del processo di comprensione, gestione e superamento della crisi d’impresa. Nel primo capitolo viene definito e inquadrato il concetto di crisi aziendale, considerato un fenomeno complesso e interfunzionale che interessa l’intera struttura organizzativa. Dopo aver presentato le principali interpretazioni teoriche, vengono analizzate le cause che possono essere interne, come inefficienze gestionali, errori strategici o problemi organizzativi, oppure esterne, riconducibili a cambiamenti tecnologici, dinamiche competitive, fattori macroeconomici o modifiche normative. Si esamina poi il Codice della crisi d'impresa e dell’insolvenza, che introduce strumenti di prevenzione e un sistema di indicatori utili a rilevare segnali di squilibrio economico, finanziario e patrimoniale. Il capitolo si conclude osservando il rapporto tra l’azienda in crisi e l’ambiente esterno, mettendo in evidenza come la gestione della crisi richieda un dialogo continuo con gli stakeholder e con il contesto socioeconomico.
Il secondo capitolo è dedicato al processo di turnaround, inteso come l’insieme delle azioni volte a invertire una situazione di difficoltà e riportare l’impresa verso la continuità. Si sottolinea come, quando i risultati sono gravemente negativi, il modello organizzativo debba essere profondamente ripensato. Vengono descritti due approcci al risanamento: uno tradizionale, basato sulla riduzione dei costi e sulla razionalizzazione delle attività, e uno innovativo, orientato allo sviluppo, alla valorizzazione delle risorse distintive e delle sinergie interne. Particolare attenzione è dedicata alle potenzialità inespresse dell’organizzazione, considerate leve fondamentali per avviare un percorso di rilancio. Il capitolo affronta inoltre il riposizionamento competitivo, necessario per definire una nuova identità aziendale coerente con le esigenze del mercato, e la ristrutturazione operativa che coinvolge processi, assetti produttivi, sistemi informativi e struttura dei costi. La trattazione si chiude evidenziando il ruolo chiave degli stakeholder nel processo di turnaround, poiché la loro collaborazione o il loro sostegno possono influire in modo decisivo sugli esiti del risanamento.
Il terzo capitolo costituisce la parte applicativa del lavoro e analizza tre casi di crisi aziendale. Il primo riguarda Apple a metà degli anni Novanta, periodo caratterizzato da problemi di governance, scelte strategiche incoerenti e perdita di competitività. Il ritorno di Steve Jobs nel 1997 segnò un punto di svolta: attraverso la semplificazione dell’offerta, il rinnovamento dell’immagine aziendale e l’innovazione di prodotto, Apple riuscì a superare la crisi e a rilanciarsi con forza sul mercato. Il secondo caso esamina un turnaround congiunto, quello di Microsoft e Nokia. Si tratta di due crisi distinte ma accomunate da una successiva intersezione strategica. Microsoft attraversò un periodo di difficoltà legato alla necessità di ridefinire la propria identità e il proprio modello di business in un settore in rapida trasformazione, mentre Nokia subì un declino dovuto alla perdita di competitività nel settore mobile e alla lentezza nell’adottare nuove tecnologie. L’analisi approfondisce la partnership tra le due aziende, gli obiettivi perseguiti, le sinergie generate e gli esiti complessivi del processo di risanamento, evidenziando sia punti di forza sia limiti dell’operazione.
L’elaborato si conclude con una comparazione tra i tre casi analizzati, mettendo in luce similitudini e differenze nelle cause delle crisi, nelle modalità di gestione e nelle strategie di risanamento adottate. Ne emerge una riflessione complessiva sul modo in cui le imprese possono prevenire, affrontare e superare situazioni di difficoltà attraverso una visione strategica chiara, la valorizzazione delle risorse interne e un’efficace relazione con l’ambiente esterno.

This paper addresses the topic of corporate crisis management and business turnaround, a phenomenon that in recent years has affected a growing number of Italian and international companies. The work is structured into three chapters, each dedicated to a specific aspect of understanding, managing, and overcoming corporate crisis. The first chapter defines and frames the concept of business crisis, understood as a complex and cross-functional phenomenon that affects the entire organizational structure. After presenting the main theoretical interpretations, the analysis focuses on the causes of crisis, which may be internal—such as managerial inefficiencies, strategic errors, or organizational problems—or external, linked to technological changes, competitive dynamics, macroeconomic conditions, or regulatory developments. The chapter then examines the Italian Code of Business Crisis and Insolvency, which introduces new prevention tools and a system of indicators designed to detect early signs of economic, financial, and asset imbalance. It closes by exploring the relationship between the company in crisis and its external environment, highlighting how crisis management requires continuous dialogue with stakeholders and the broader socioeconomic context.
The second chapter deals with the turnaround process, understood as the set of actions aimed at reversing a situation of distress and restoring business continuity. It emphasizes that when results are severely negative, the organizational model must be deeply reconsidered. Two approaches to recovery are described: a traditional one, based on cost reduction and operational rationalization, and an innovative one, focused on development, the enhancement of distinctive resources, and internal synergies. Special attention is given to the company’s untapped potential, which represents a crucial lever for initiating a recovery path. The chapter also examines competitive repositioning, necessary to redefine a new identity consistent with market needs, and operational restructuring, which concerns processes, production structures, information systems, and cost configurations. The section concludes by highlighting the key role of stakeholders in the turnaround process, as their cooperation and support can significantly influence the outcome of the recovery effort.
The third chapter constitutes the practical component of the work and analyzes three corporate crisis cases. The first concerns Apple in the mid-1990s, a period marked by governance problems, inconsistent strategic choices, and declining competitiveness. Steve Jobs’s return in 1997 represented a turning point: through product line simplification, brand renewal, and innovation, Apple managed to overcome the crisis and relaunch itself forcefully in the market. The second case examines a joint turnaround involving Microsoft and Nokia. These are two distinct crises that eventually intersected strategically. Microsoft experienced difficulties related to the need to redefine its identity and business model in a rapidly evolving sector, while Nokia faced a decline due to its loss of competitiveness in the mobile market and its slow adaptation to new technological paradigms. The analysis explores their partnership, the objectives pursued, the synergies created, and the overall outcomes of the recovery process, highlighting both strengths and limitations.
The paper concludes with a comparison of the three cases, outlining similarities and differences in the causes of the crises, the management approaches adopted, and the recovery strategies implemented. From this comparison emerges a broader reflection on how companies can prevent, confront, and overcome periods of distress through clear strategic vision, effective use of internal resources, and strong interaction with the external environment.
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