Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Titolo
Active Design applicato alle Residenze Universitarie. Il caso studio del Campus Universitario Praticelli di Pisa.
Dipartimento
INGEGNERIA DELL'ENERGIA, DEI SISTEMI, DEL TERRITORIO E DELLE COSTRUZIONI
Corso di studi
INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Parole chiave
- active design
- attività fisica
- benessere
- campus
- Campus Universitario Praticelli (Pisa)
- movimento
- residenze universitarie
- salute
- sedentarietà
- sport
- WELL Building Standard
Data inizio appello
02/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
02/12/2065
Riassunto (Italiano)
La società contemporanea si trova a fronteggiare una sfida significativa per la salute umana: l'incremento della sedentarietà. Tale fenomeno è accentuato dalla diffusione delle tecnologie digitali e dalla ricerca di efficienza nella gestione del tempo, conducendo a uno stile di vita più statico, a discapito del benessere fisico e mentale degli individui. Nonostante gli sforzi per invertire questa tendenza, la comodità e le cattive abitudini continuano a prevalere, rendendo necessaria una riflessione sulla progettazione architettonica orientata alla salute.
La presente tesi si propone di delineare un framework operativo fondato sul protocollo WELL Building Standard. Integrando i principi dell’Active Design nel processo progettuale e combinando strategie architettoniche e urbanistiche, questo approccio mira al benessere degli utenti e alla promozione dell'attività fisica negli spazi abitativi. Attraverso un'analisi critica della letteratura scientifica quali le Active Design Guidelines (New York, 2010) e le Active Design Guidelines (Sport England, 2023), la ricerca intende applicare soluzioni pratiche al caso specifico delle residenze universitarie.
Il caso studio scelto è il “Campus Universitario Praticelli”. L'analisi si estende dall'applicazione dei criteri di progettazione alla formulazione di ipotesi progettuali mirate, traducendo i principi dell’Active Design nel contesto della residenza studentesca. Tuttavia, la ricerca non si limita al solo aspetto tecnico dell'ottimizzazione progettuale, ma propone una nuova interpretazione del rapporto tra corpo umano e spazio costruito, sottolineando il ruolo dell'architettura come promotrice di salute e creatrice di esperienze spaziali significative.