Tesi etd-11142025-150509 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
DERVISHI, REXHINO
URN
etd-11142025-150509
Titolo
Supervisione Integrata e Compliance bancaria: evoluzione dei poteri di vigilanza
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Prof.ssa Favaro, Tamara
Parole chiave
- Autorità di vigilanza
- Governance
- Risk management
Data inizio appello
01/12/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
Il presente elaborato esamina l’evoluzione del modello di vigilanza bancaria europeo e nazionale, con particolare riferimento al rapporto tra supervisione integrata e funzione di compliance, concentrandosi sull'impatto di tali strumenti sul sistema bancario e sulla sua regolamentazione.
Il primo capitolo ricostruisce il concetto di governance bancaria e la sua progressiva integrazione con il sistema dei controlli interni. Si analizzano i modelli organizzativi richiesti dalla normativa nazionale e dagli orientamenti europei, con particolare riferimento alle Disposizioni di vigilanza di Banca d’Italia (Circolare n. 285/2013) e alle Linee guida dell’EBA sulla governance interna. In tale quadro, la funzione di compliance emerge come presidio trasversale volto a garantire la conformità alle norme di legge, alla regolamentazione di settore e alle istruzioni delle autorità di vigilanza. L’evoluzione normativa della compliance viene ricostruita a partire dalla legge n. 197/1991, passando per le innovazioni introdotte dopo la crisi finanziaria del 2008, fino alle più recenti regolamentazioni europee e linee guida EBA.
Il secondo capitolo approfondisce l’assetto istituzionale della vigilanza bancaria nell’Unione Europea. Vengono analizzate le competenze della BCE e delle autorità nazionali competenti, nonché gli strumenti operativi della supervisione prudenziale. Particolare attenzione è dedicata al Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), al monitoraggio dei principali indicatori di rischio (Key Risk Indicators) e agli stress test, strumenti disciplinati da linee guida EBA. Il capitolo tratta inoltre l’origine e l’evoluzione dei report di vigilanza, che negli ultimi anni hanno rafforzato l’attenzione verso governance, cultura del rischio e qualità della compliance. Tali report rappresentano un importante strumento di uniformità e trasparenza, contribuendo a ridurre la discrezionalità nazionale e a diffondere prassi di controllo più efficaci.
Il terzo, ed ultimo, capitolo esamina la valutazione dei rischi all'interno delle banche. Il capitolo inizia esaminando la peculiarità e la tipizzazione dei rischi bancari per trattare successivamente il processo di valutazione tramite il Risk and Control Self Assessment (RCSA), le matrici di rilevanza e lo stress testing, per concludere con i metodi gestione e reporting come il Risk Appetite Framework (RAF) e i piani di mitigazione del rischio.
Il primo capitolo ricostruisce il concetto di governance bancaria e la sua progressiva integrazione con il sistema dei controlli interni. Si analizzano i modelli organizzativi richiesti dalla normativa nazionale e dagli orientamenti europei, con particolare riferimento alle Disposizioni di vigilanza di Banca d’Italia (Circolare n. 285/2013) e alle Linee guida dell’EBA sulla governance interna. In tale quadro, la funzione di compliance emerge come presidio trasversale volto a garantire la conformità alle norme di legge, alla regolamentazione di settore e alle istruzioni delle autorità di vigilanza. L’evoluzione normativa della compliance viene ricostruita a partire dalla legge n. 197/1991, passando per le innovazioni introdotte dopo la crisi finanziaria del 2008, fino alle più recenti regolamentazioni europee e linee guida EBA.
Il secondo capitolo approfondisce l’assetto istituzionale della vigilanza bancaria nell’Unione Europea. Vengono analizzate le competenze della BCE e delle autorità nazionali competenti, nonché gli strumenti operativi della supervisione prudenziale. Particolare attenzione è dedicata al Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), al monitoraggio dei principali indicatori di rischio (Key Risk Indicators) e agli stress test, strumenti disciplinati da linee guida EBA. Il capitolo tratta inoltre l’origine e l’evoluzione dei report di vigilanza, che negli ultimi anni hanno rafforzato l’attenzione verso governance, cultura del rischio e qualità della compliance. Tali report rappresentano un importante strumento di uniformità e trasparenza, contribuendo a ridurre la discrezionalità nazionale e a diffondere prassi di controllo più efficaci.
Il terzo, ed ultimo, capitolo esamina la valutazione dei rischi all'interno delle banche. Il capitolo inizia esaminando la peculiarità e la tipizzazione dei rischi bancari per trattare successivamente il processo di valutazione tramite il Risk and Control Self Assessment (RCSA), le matrici di rilevanza e lo stress testing, per concludere con i metodi gestione e reporting come il Risk Appetite Framework (RAF) e i piani di mitigazione del rischio.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_Rex...vishi.pdf | 1.35 Mb |
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