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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11132025-220415


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
NUCCI, CHIARA
URN
etd-11132025-220415
Titolo
Gut-skin axis: dialogo tra organi infiammati
Dipartimento
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Relatori
relatore Marchetti, Veronica
correlatore Anguillesi, Mascia
Parole chiave
  • cane
  • cibo
  • cute
  • diarrea
  • enteropatia
  • fre
  • gut-skin axis
  • intestino
  • leaky gut
  • pelle
  • prurito
  • rac
  • vomito
Data inizio appello
19/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
19/12/2028
Riassunto
Negli ultimi anni è emerso con crescente evidenza come il microbiota intestinale e quello cutaneo non siano compartimenti isolati, ma costituiscano un sistema integrato di comunicazione bidirezionale definito “gut–skin axis”. Tale asse rappresenta l’interazione funzionale tra intestino e cute, due organi dinamici e complessi che condividono caratteristiche strutturali, immunologiche e neuroendocrine. Entrambi fungono da interfaccia tra organismo e ambiente, ospitano popolazioni microbiche numericamente e funzionalmente rilevanti e svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell’omeostasi immunitaria sistemica. Le recenti conoscenze sottolineano come il microbiota intestinale, considerato un vero organo metabolicamente attivo, intervenga nella digestione e nella sintesi di numerosi composti biologicamente significativi, tra cui acidi grassi a catena corta, acidi biliari secondari, vitamine e metaboliti microbici dotati di proprietà immunomodulanti. Un'alterazione della composizione o dell’abbondanza di questa comunità microbica genera disbiosi, condizione in grado di compromettere la barriera intestinale e di ridurre la tolleranza immunologica, favorendo un ambiente pro-infiammatorio sistemico.
Tale condizione patologica è alla base della cosiddetta Leaky Gut Syndrome, caratterizzata da un’alterazione delle tight junctions intestinali che garantiscono la funzionalità della barriera epiteliale. Il venir meno dell’integrità della barriera determina l’aumento della permeabilità intestinale, con conseguente passaggio di antigeni e metaboliti nel circolo sistemico e attivazione di citochine, proteine di fase acuta e mediatori dell’infiammazione. Le ripercussioni di questo stato disbiotico non rimangono circoscritte al tratto gastroenterico: numerosi studi dimostrano che la disbiosi intestinale può indurre o aggravare processi infiammatori a carico della cute, confermando l’esistenza di un collegamento fisiopatologico diretto fra i due distretti. Mediante la circolazione di mediatori immunitari e metaboliti batterici, la compromissione della barriera intestinale si traduce in uno squilibrio immunologico sistemico che può esprimersi clinicamente con manifestazioni cutanee associate a molte patologie dermatologiche a componente allergica o infiammatoria.
La comunicazione intestino–pelle avviene attraverso un complesso network di cellule immunitarie e segnali molecolari che coinvolge peptidi antimicrobici, cellule dendritiche, linfociti T regolatori e recettori di riconoscimento del pattern microbico. In condizioni di disbiosi, i batteri rilasciano PAMPs che, attivando i TLRs, promuovono il rilascio di interleuchine e TNF-α. Parallelamente, il danno tissutale conduce alla produzione di DAMPs, sostenendo e amplificando la cascata infiammatoria. Tale sequenza di eventi determina un deterioramento delle barriere epiteliali e la diffusione sistemica di segnali pro-infiammatori con potenziali ricadute anche a livello cutaneo.
Dal punto di vista immunologico, le strutture linfoidi intestinali (GALT) e le cellule dendritiche svolgono un ruolo centrale nella regolazione della risposta immunitaria e nel mantenimento della tolleranza. La colonizzazione microbica influenza significativamente la maturazione delle cellule T regolatorie e la produzione di IL-10 e IL-22, due citochine di rilievo nel controllo dell’infiammazione cutanea. Quando tale equilibrio viene compromesso, prevale una risposta immunitaria Th17-dominante, caratterizzata dalla produzione di IL-17 e TNF-α, meccanismo alla base di molte patologie dermatologiche croniche. Queste osservazioni, seppur derivate principalmente dalla medicina umana, evidenziano la profonda interconnessione immunologica tra i due organi.
La dimostrazione della bidirezionalità dell’asse è stata ulteriormente consolidata da studi che mostrano come stimoli cutanei, quali l’esposizione ai raggi UVB, possano influenzare profondamente l’intestino e il suo microbiota. L’irradiazione UVB induce la sintesi di vitamina D3 a livello epidermico e l’attivazione del recettore VDR nell’intestino, rafforzando le giunzioni epiteliali e stimolando la produzione di peptidi antimicrobici. Inoltre, la fotossidazione del triptofano genera ligandi dell’Aryl Hydrocarbon Receptor, capaci di promuovere la produzione intestinale di IL-22 e di sostenere l’integrità della mucosa intestinale. Questi meccanismi confermano l’esistenza di un flusso di segnali dalla pelle verso l’intestino, completando il quadro della comunicazione bidirezionale dell’asse.
Numerosi studi condotti su pazienti con allergie alimentari o dermatite atopica hanno rilevato alterazioni concomitanti del microbiota intestinale e cutaneo, con correlazioni dirette tra i taxa presenti nei due distretti. Anche in ambito veterinario, la letteratura recente supporta l’esistenza del gut–skin axis nel cane. In soggetti con dermatite atopica sono state descritte disbiosi intestinali caratterizzate da ridotta diversità batterica e da uno sbilanciamento tra specie commensali e pro-infiammatorie; alterazioni simultanee del microbiota intestinale e cutaneo rafforzano ulteriormente la connessione funzionale tra i due ecosistemi microbici.
In questo contesto si collocano condizioni come la Food Responsive Enteropathy (FRE) e la Microbiota-related Modulation Responsive Enteropathy (MrMRE), che rappresentano modelli ideali per lo studio dell’asse intestino–pelle. Le FRE costituiscono una delle più frequenti enteropatie croniche nel cane e si presentano con diarrea, vomito, perdita di peso e dolore addominale, in assenza di cause extra-intestinali identificabili. La diagnosi si basa sulla risposta clinica a una dieta di eliminazione, solitamente monoproteica o idrolizzata, la quale induce remissione nella maggior parte dei soggetti. L’intervento dietetico, oltre a limitare l’esposizione antigenica, contribuisce al ripristino dell’eubiosi intestinale, sottolineando il ruolo del microbiota nell’omeostasi gastroenterica. La recente introduzione della categoria MrMRE evidenzia ulteriormente l’importanza del microbiota nella patogenesi delle enteropatie croniche, superando la storica classificazione basata sulla risposta antibiotica.
Nonostante le FRE si manifestino principalmente con segni gastroenterici, una quota significativa di soggetti mostra anche manifestazioni dermatologiche. È riportato che fino al 25% dei cani affetti presenti sintomi cutanei concomitanti, come prurito, alopecia e otite esterna, con il prurito osservato nel 38% dei casi. Tale associazione suggerisce che i meccanismi infiammatori alla base dell’enteropatia possano coinvolgere anche la cute, rafforzando l’ipotesi di una comunicazione intestino–pelle mediata dal microbiota.
Materiali e Metodi integrati - Il presente studio, condotto su cani affetti da FRE, si basa su un disegno prospettico articolato in tre momenti: T0 (baseline), T1 (4 settimane) e T2 (8 settimane). A T0 venivano raccolti dati anamnestici e clinici mediante schede standardizzate che documentavano in modo sistematico i segni gastroenterici e dermatologici. Non era richiesto che tutti i soggetti completassero l’intero follow-up: alcuni hanno eseguito solo T0, altri T0–T1, mentre solo una parte ha completato T0–T1–T2. Questa variabilità è stata registrata e considerata nelle analisi descrittive. In ogni visita venivano osservati e documentati possibili parallelismi o divergenze tra l’evoluzione dei segni gastrointestinali e dermatologici, al fine di indagare potenziali correlazioni cliniche riconducibili al gut–skin axis.
Obiettivi dello studio integrati - Alla luce del quadro teorico e del disegno sperimentale adottato, lo studio si propone di contribuire all’ampliamento delle conoscenze sul ruolo dell’asse intestino-pelle nel cane affetto da FRE e/o MrMRE, attraverso tre principali obiettivi:
Descrivere in modo sistematico la prevalenza e la tipologia dei segni clinici gastrointestinali e dermatologici nei cani inclusi, mediante la raccolta strutturata di dati anamnestici e clinici.
Valutare la risposta clinica alla dieta di eliminazione o idrolizzata attraverso follow-up a 4 e 8 settimane (T1, T2).
Analizzare le correlazioni tra miglioramento gastroenterico e dermatologico e altre variabili cliniche, con l’obiettivo di evidenziare possibili parallelismi riconducibili al gut–skin axis.
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