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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11132025-172201


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
NICOLETTI, MARTA
URN
etd-11132025-172201
Titolo
Applicazione della teoria del Nudge alla prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza: una scoping review
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Relatori
relatore Dott.ssa Pistoia, Annalisa
Parole chiave
  • Nudge;Infezioni correlate all'assistenza.
Data inizio appello
18/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/12/2095
Riassunto
l sistema sanitario contemporaneo è caratterizzato da un rapido e continuo processo di trasformazione, determinato dall’evoluzione tecnologica, dall’affinamento delle pratiche clinico-assistenziali e dall’aumento dell’aspettativa di vita. Quest’ultimo elemento, pur rappresentando un traguardo significativo, ha comportato negli anni un incremento della fragilità della popolazione, con una crescente quota di persone anziane affette da multimorbilità e bisognose di percorsi assistenziali complessi. In tale scenario, la sicurezza del paziente e la prevenzione delle complicanze correlate all’assistenza assumono un ruolo sempre più strategico, soprattutto per quanto riguarda le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), tra le principali cause di morbosità e mortalità nei contesti sanitari moderni. Le ICA vengono definite come infezioni che insorgono durante l’assistenza sanitaria in qualsiasi setting—ospedale, ambulatori, lungodegenze, assistenza domiciliare, strutture residenziali territoriali—e che non erano clinicamente manifeste, né in incubazione, al momento dell’ingresso del paziente nella struttura o dell’avvio dell’assistenza. Il concetto, inizialmente limitato alle infezioni nosocomiali, si è progressivamente esteso negli anni Novanta con il riconoscimento dell’importanza di considerare l’intera rete dei servizi sanitari e socio-sanitari. Le ICA rappresentano oggi un rilevante problema di salute pubblica a livello globale e comportano un impatto significativo non solo sul piano clinico, ma anche su quello economico e organizzativo, influenzando qualità e sicurezza delle cure.
La prevenzione delle ICA richiede un approccio sistemico e multifattoriale, che integri aspetti strutturali, tecnologici, organizzativi e comportamentali. Nonostante l’evoluzione delle pratiche basate sulle evidenze, nessun sistema sanitario può ritenersi esente dal rischio infettivo.
Il ruolo dell’infermiere è particolarmente centrale in questo ambito: la sua adesione alle raccomandazioni e alle procedure di prevenzione rappresenta un determinante cruciale nel contenimento delle infezioni correlate all’assistenza. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che i comportamenti professionali non dipendono esclusivamente dalla conoscenza delle linee guida, ma anche da fattori cognitivi, ambientali e decisionali che influenzano la quotidiana pratica clinica.
Negli ultimi anni, l’interesse crescente verso le scienze comportamentali ha portato all’introduzione di nuovi strumenti per comprendere e orientare i comportamenti sanitari, tra cui la teoria del Nudge, formulata da Richard Thaler e Cass Sunstein (2008). Il Nudge si basa sul concetto di “architettura delle scelte”, ovvero l’insieme delle modalità con cui viene presentata un’opzione decisionale. Attraverso piccole modifiche nell’ambiente o nel processo decisionale, il Nudge consente di guidare il comportamento degli individui in modo prevedibile ma non coercitivo, senza imporre divieti o limitazioni della libertà personale. In ambito sanitario, questa prospettiva ha mostrato un grande potenziale nel miglioramento dell’aderenza alle buone pratiche cliniche, nella promozione della sicurezza del paziente e nel supporto ai processi decisionali degli operatori.
È tuttavia necessario sottolineare che il Nudging non può e non deve sostituire politiche strutturali o interventi organizzativi di più ampia portata: esso rappresenta uno strumento complementare, che si integra all’interno di un più vasto sistema di strategie finalizzate alla prevenzione delle ICA e al miglioramento dell’efficacia assistenziale. La sfida contemporanea consiste dunque nell’identificare modalità innovative, etiche ed efficaci per promuovere comportamenti preventivi e ridurre l’incidenza delle infezioni correlate all’assistenza.
Alla luce di questo quadro, la presente tesi si propone di analizzare l’applicazione dei Nudge comportamentali nel contesto della prevenzione delle ICA, attraverso lo svolgimento di una revisione sistematica della letteratura. La revisione è stata condotta mediante l’incrocio degli articoli scientifici che trattano sia il tema delle ICA sia quello dei Nudge, al fine di identificare gli studi che hanno valutato l’impatto delle “spinte gentili” sui comportamenti degli operatori sanitari e sui tassi di infezione nei diversi contesti assistenziali.
L’obiettivo principale della tesi è individuare e analizzare gli interventi di Nudging impiegati per migliorare l’adesione alle procedure di prevenzione come l’igiene delle mani.
I risultati attesi della revisione sistematica forniscono una panoramica aggiornata sul ruolo del Nudging nelle pratiche di controllo delle infezioni, contribuendo a comprendere in che misura gli interventi comportamentali possano integrarsi con i modelli tradizionali di prevenzione e quali prospettive future possano essere sviluppate per migliorare ulteriormente la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza.
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