Tesi etd-11112025-145215 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
CONSORTINI, LEONARDO
URN
etd-11112025-145215
Titolo
ADEMPIMENTO COLLABORATIVO: L’EVOLUZIONE DEL RAPPORTO TRA CONTRIBUENTE E AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof. Zanotti, Nicolò
Parole chiave
- adempimento collaborativo
- cooperative compliance
Data inizio appello
10/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/12/2095
Riassunto
La tesi analizza l’istituto dell’Adempimento Collaborativo e, più in generale, l’evoluzione del rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, passando da un modello conflittuale e repressivo a uno basato su fiducia, trasparenza e gestione preventiva del rischio fiscale.
In apertura viene descritto il contesto italiano: alto livello di evasione ed elusione, contenzioso tributario enorme e di lunga durata, scarso grado di fiducia nel fisco. In questo scenario il legislatore introduce, con la legge delega n. 23/2014 e il D.Lgs. 128/2015, il regime opzionale dell’Adempimento Collaborativo, ispirato ai modelli di cooperative compliance già sperimentati in Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Australia e promossi dall’OCSE.
Il primo capitolo ricostruisce la genesi storica dell’istituto. Vengono illustrati i programmi esteri di cooperative compliance e il ruolo dei documenti OCSE nel fissare i principi chiave: emersione ex ante dei rischi fiscali, trasparenza bilaterale, proporzionalità dei controlli. Si analizza poi il recepimento italiano: dapprima accesso riservato ai contribuenti con ricavi superiori a 10 miliardi, poi progressiva riduzione delle soglie e introduzione del Tax Control Framework (TCF) come condizione tecnica essenziale per entrare nel regime.
Il secondo capitolo entra nel funzionamento operativo dell’Adempimento Collaborativo. Il regime è descritto come un metodo stabile di relazione, in cui il controllo si sposta dall’ex post all’ex ante: l’impresa segnala in anticipo operazioni e profili dubbi, l’Amministrazione risponde con valutazioni motivate e tempestive. Centrale è il TCF, inteso come sistema di governance del rischio fiscale integrato nei processi aziendali, con mappatura dei rischi, controlli chiave, meccanismi di early warning e documentazione tracciabile.
Vengono poi esaminati i benefici per il contribuente aderente: maggiore certezza preventiva, riduzione delle sanzioni, accorciamento dei termini di accertamento in presenza di TCF certificato, semplificazioni procedurali e vantaggi reputazionali verso mercato e istituzioni finanziarie. Dal lato dell’Amministrazione, il regime consente una migliore allocazione delle risorse di controllo e un dialogo più informato con i soggetti a maggior rischio potenziale.
La tesi però non nasconde le criticità: rischio di regime “di élite” concentrato sui grandi gruppi, costi organizzativi elevati per le imprese, pericolo di una “compliance di facciata” puramente formale, necessità per l’Agenzia delle Entrate di dotarsi di competenze e strumenti adeguati. In questo quadro viene presentato anche il Concordato Preventivo Biennale come forma semplificata e di massa di compliance collaborativa rivolta a PMI e professionisti.
Il terzo capitolo guarda alle prospettive future: possibile estensione a nuove categorie di contribuenti attraverso percorsi graduati di maturità organizzativa, impatto decisivo della digitalizzazione (fatturazione elettronica, dati in tempo reale, intelligenza artificiale) e confronto con i modelli cooperativi europei ed extraeuropei.
Nelle conclusioni, la tesi si chiede se l’Italia sia davvero pronta a un modello fiscale basato su fiducia e cooperazione stabile, e se l’Adempimento Collaborativo possa diventare uno strumento efficace di contrasto a evasione ed elusione o restare confinato a poche grandi imprese. La risposta è prudenzialmente positiva: l’istituto ha un forte potenziale di modernizzazione del sistema tributario, ma il suo successo dipenderà dall’estensione controllata del regime, dalla semplificazione normativa e dalla capacità di evitare derive meramente formali.
The thesis analyzes the “Collaborative Compliance” regime (Adempimento Collaborativo) and, more generally, the evolution of the relationship between taxpayers and the tax administration, moving from a conflict-based, punitive model to one based on trust, transparency, and the preventive management of tax risk.
It begins by describing the Italian context: high levels of tax evasion and avoidance, a huge and lengthy volume of tax litigation, and a low degree of trust in the tax authorities. In this scenario, the legislator introduces, with Delegated Law no. 23/2014 and Legislative Decree 128/2015, an optional regime of Collaborative Compliance, inspired by cooperative compliance models already tested in the Netherlands, the United Kingdom, the United States, Australia and promoted by the OECD.
The first chapter reconstructs the historical genesis of the regime. It illustrates the foreign cooperative compliance programmes and the role of OECD documents in setting out the key principles: ex-ante disclosure of tax risks, mutual transparency, and proportionality of controls. It then analyses how these ideas were transposed into Italian law: at first the regime was accessible only to taxpayers with revenues over 10 billion euros, then the thresholds were gradually lowered and the Tax Control Framework (TCF) was introduced as a key technical requirement to access the regime.
The second chapter examines how Collaborative Compliance works in practice. The regime is described as a stable method of interaction in which control shifts from ex-post to ex-ante: the company reports transactions and uncertain profiles in advance, and the tax administration responds with reasoned and timely assessments. At the core lies the TCF, understood as a system of tax-risk governance integrated into business processes, with risk mapping, key controls, early-warning mechanisms and trackable documentation.
The thesis then looks at the benefits for participating taxpayers: greater legal certainty in advance, reduction of penalties, shortening of assessment periods where a certified TCF is in place, procedural simplifications and reputational advantages with markets and financial institutions. From the administration’s viewpoint, the regime allows for better allocation of audit resources and more informed dialogue with potentially higher-risk taxpayers.
However, the thesis does not overlook the critical issues: the risk of an “elite” regime limited to large groups, high organisational costs for companies, the danger of purely formal or “cosmetic” compliance, and the need for the Revenue Agency to equip itself with adequate skills and tools. In this context, the two-year Preventive Tax Agreement (Concordato Preventivo Biennale) is presented as a simplified, large-scale form of collaborative compliance aimed at SMEs and self-employed professionals.
The third chapter looks at future prospects: possible extension to new categories of taxpayers through gradual organisational-maturity paths, the decisive impact of digitalisation (e-invoicing, real-time data, artificial intelligence), and comparison with cooperative models in other European and non-European countries.
In the conclusions, the thesis asks whether Italy is truly ready for a tax model based on stable trust and cooperation, and whether Collaborative Compliance can become an effective tool to combat tax evasion and avoidance or will remain confined to a few large enterprises. The answer is cautiously positive: the regime has strong potential to modernise the tax system, but its success will depend on a controlled extension of access, regulatory simplification, and the ability to avoid merely formal implementation.
In apertura viene descritto il contesto italiano: alto livello di evasione ed elusione, contenzioso tributario enorme e di lunga durata, scarso grado di fiducia nel fisco. In questo scenario il legislatore introduce, con la legge delega n. 23/2014 e il D.Lgs. 128/2015, il regime opzionale dell’Adempimento Collaborativo, ispirato ai modelli di cooperative compliance già sperimentati in Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Australia e promossi dall’OCSE.
Il primo capitolo ricostruisce la genesi storica dell’istituto. Vengono illustrati i programmi esteri di cooperative compliance e il ruolo dei documenti OCSE nel fissare i principi chiave: emersione ex ante dei rischi fiscali, trasparenza bilaterale, proporzionalità dei controlli. Si analizza poi il recepimento italiano: dapprima accesso riservato ai contribuenti con ricavi superiori a 10 miliardi, poi progressiva riduzione delle soglie e introduzione del Tax Control Framework (TCF) come condizione tecnica essenziale per entrare nel regime.
Il secondo capitolo entra nel funzionamento operativo dell’Adempimento Collaborativo. Il regime è descritto come un metodo stabile di relazione, in cui il controllo si sposta dall’ex post all’ex ante: l’impresa segnala in anticipo operazioni e profili dubbi, l’Amministrazione risponde con valutazioni motivate e tempestive. Centrale è il TCF, inteso come sistema di governance del rischio fiscale integrato nei processi aziendali, con mappatura dei rischi, controlli chiave, meccanismi di early warning e documentazione tracciabile.
Vengono poi esaminati i benefici per il contribuente aderente: maggiore certezza preventiva, riduzione delle sanzioni, accorciamento dei termini di accertamento in presenza di TCF certificato, semplificazioni procedurali e vantaggi reputazionali verso mercato e istituzioni finanziarie. Dal lato dell’Amministrazione, il regime consente una migliore allocazione delle risorse di controllo e un dialogo più informato con i soggetti a maggior rischio potenziale.
La tesi però non nasconde le criticità: rischio di regime “di élite” concentrato sui grandi gruppi, costi organizzativi elevati per le imprese, pericolo di una “compliance di facciata” puramente formale, necessità per l’Agenzia delle Entrate di dotarsi di competenze e strumenti adeguati. In questo quadro viene presentato anche il Concordato Preventivo Biennale come forma semplificata e di massa di compliance collaborativa rivolta a PMI e professionisti.
Il terzo capitolo guarda alle prospettive future: possibile estensione a nuove categorie di contribuenti attraverso percorsi graduati di maturità organizzativa, impatto decisivo della digitalizzazione (fatturazione elettronica, dati in tempo reale, intelligenza artificiale) e confronto con i modelli cooperativi europei ed extraeuropei.
Nelle conclusioni, la tesi si chiede se l’Italia sia davvero pronta a un modello fiscale basato su fiducia e cooperazione stabile, e se l’Adempimento Collaborativo possa diventare uno strumento efficace di contrasto a evasione ed elusione o restare confinato a poche grandi imprese. La risposta è prudenzialmente positiva: l’istituto ha un forte potenziale di modernizzazione del sistema tributario, ma il suo successo dipenderà dall’estensione controllata del regime, dalla semplificazione normativa e dalla capacità di evitare derive meramente formali.
The thesis analyzes the “Collaborative Compliance” regime (Adempimento Collaborativo) and, more generally, the evolution of the relationship between taxpayers and the tax administration, moving from a conflict-based, punitive model to one based on trust, transparency, and the preventive management of tax risk.
It begins by describing the Italian context: high levels of tax evasion and avoidance, a huge and lengthy volume of tax litigation, and a low degree of trust in the tax authorities. In this scenario, the legislator introduces, with Delegated Law no. 23/2014 and Legislative Decree 128/2015, an optional regime of Collaborative Compliance, inspired by cooperative compliance models already tested in the Netherlands, the United Kingdom, the United States, Australia and promoted by the OECD.
The first chapter reconstructs the historical genesis of the regime. It illustrates the foreign cooperative compliance programmes and the role of OECD documents in setting out the key principles: ex-ante disclosure of tax risks, mutual transparency, and proportionality of controls. It then analyses how these ideas were transposed into Italian law: at first the regime was accessible only to taxpayers with revenues over 10 billion euros, then the thresholds were gradually lowered and the Tax Control Framework (TCF) was introduced as a key technical requirement to access the regime.
The second chapter examines how Collaborative Compliance works in practice. The regime is described as a stable method of interaction in which control shifts from ex-post to ex-ante: the company reports transactions and uncertain profiles in advance, and the tax administration responds with reasoned and timely assessments. At the core lies the TCF, understood as a system of tax-risk governance integrated into business processes, with risk mapping, key controls, early-warning mechanisms and trackable documentation.
The thesis then looks at the benefits for participating taxpayers: greater legal certainty in advance, reduction of penalties, shortening of assessment periods where a certified TCF is in place, procedural simplifications and reputational advantages with markets and financial institutions. From the administration’s viewpoint, the regime allows for better allocation of audit resources and more informed dialogue with potentially higher-risk taxpayers.
However, the thesis does not overlook the critical issues: the risk of an “elite” regime limited to large groups, high organisational costs for companies, the danger of purely formal or “cosmetic” compliance, and the need for the Revenue Agency to equip itself with adequate skills and tools. In this context, the two-year Preventive Tax Agreement (Concordato Preventivo Biennale) is presented as a simplified, large-scale form of collaborative compliance aimed at SMEs and self-employed professionals.
The third chapter looks at future prospects: possible extension to new categories of taxpayers through gradual organisational-maturity paths, the decisive impact of digitalisation (e-invoicing, real-time data, artificial intelligence), and comparison with cooperative models in other European and non-European countries.
In the conclusions, the thesis asks whether Italy is truly ready for a tax model based on stable trust and cooperation, and whether Collaborative Compliance can become an effective tool to combat tax evasion and avoidance or will remain confined to a few large enterprises. The answer is cautiously positive: the regime has strong potential to modernise the tax system, but its success will depend on a controlled extension of access, regulatory simplification, and the ability to avoid merely formal implementation.
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