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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11072025-115930


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
RIBECAI, NICCOLO'
URN
etd-11072025-115930
Titolo
La sindacabilità dei tax rulings alla luce del divieto degli aiuti di Stato: la dottrina Vestager nella lotta agli schemi di pianificazione fiscale aggressiva
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Prof.ssa Boletto, Giulia
Parole chiave
  • aiuti di Stato
  • armonizzazione fiscale
  • concorrenza fiscale tra Stati
  • dottrina Vestager
  • harmful tax competition
  • pianificazione fiscale aggressiva
  • prezzi di trasferimento
  • principio di libera concorrenza
  • tax rulings
Data inizio appello
01/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
01/12/2065
Riassunto
Il presente elaborato sviluppa il tema della sindacabilità dei tax rulings alla luce del divieto degli aiuti di Stato, sancito a livello europeo nell’articolo 107, paragrafo 1 del TFUE e di cui si è fatta promotrice la Commissione europea attraverso la c.d. dottrina Vestager. Per poter analizzare in maniera compiuta tale approccio operativo, risulta necessario esaminare, in prima battuta, il contesto economico e giuridico in cui tali accordi preventivi in materia fiscale vengono stipulati tra i grandi gruppi multinazionali e le amministrazioni finanziarie di alcuni Stati membri dell’UE, a vantaggio esclusivo di queste ultime. Infatti, la tesi si sofferma inizialmente sul fenomeno generale della concorrenza fiscale tra Stati, distinguendo tra una tax competition “leale” e l’harmful tax competition, con particolare attenzione agli effetti della globalizzazione e della digitalizzazione dell’economia mondiale generanti, a sua volta, fenomeni di allocazione artificiosa degli utili e di erosione delle basi imponibili degli Stati di appartenenza.
A questo riguardo, viene esaminato il ruolo centrale svolto dalle multinazionali (MNEs) nell’architettura di sofisticate forme di pianificazione fiscale aggressiva producenti indebiti risparmi d’imposta e un conseguente impatto negativo sulla sovranità tributaria degli Stati e sul loro welfare. Si approfondiscono poi le iniziative dell’OCSE nel contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva, tra cui il progetto BEPS, e le risposte dell’Unione Europea, come il pacchetto Monti e il Codice di condotta. Successivamente, l’elaborato conduce un’attenta disamina della disciplina europea sugli aiuti di Stato (artt. 107-109 TFUE) e dei suoi principali requisiti, oltre ad una spiegazione puntuale di cosa sono i tax rulings e soprattutto gli Advanced Pricing Agreements (APAs) e del loro uso distorto che ne è stato fatto nei casi giurisprudenziali emblematici riguardanti Google, Amazon, Apple e Fiat Chrysler. Pertanto, la tesi si occupa di descrivere approfonditamente taluni schemi di pianificazione fiscale aggressiva realizzati in queste controversie, a seguito delle quali la Commissione ha adottato delle decisioni integranti ordini di recupero rispetto ai supposti aiuti di Stato e le successive pronunce del Tribunale europeo di primo grado e anche della Corte di giustizia. Tali sentenze hanno ridefinito e allo stesso tempo plasmato la linea d’intervento della stessa dottrina Vestager, generando delle forti tensioni tra i regimi fiscali nazionali e il diritto europeo, mostrando le difficoltà probatorie della Commissione nell’ambito della c.d. analisi trifasica per accertare la sussistenza di un aiuto di Stato e suscitando così numerose critiche a livello dottrinale circa l’utilizzo del principio di libera concorrenza quale parametro unico per riscontrare la selettività di una o più misure fiscali oggetto dei tax rulings contestati. In conclusione, dopo aver riportato tali riflessioni critiche sull’efficacia dell’intervento della Commissione europea nel contrasto alla concorrenza fiscale dannosa, si propone un’ultima riflessione sulla necessità di una maggiore armonizzazione fiscale a livello europeo in materia di imposte dirette, anche alla luce della recente proposta di direttiva BEFIT, per garantire maggiore equità, trasparenza e coerenza nel trattamento fiscale dei grandi gruppi multinazionali e permettere anche una giusta redistribuzione della loro materia imponibile tra i vari Stati membri.
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