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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11052025-165450


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GESI, TOMMASO
URN
etd-11052025-165450
Titolo
Il ruolo dell'attività motoria nella gestione dei bambini con ADHD
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
SCIENZE E TECNICHE DELLE ATTIVITA' MOTORIE PREVENTIVE E ADATTATE
Relatori
relatore Forti, Cristiano
Parole chiave
  • adhd
  • attività motoria
  • disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività
Data inizio appello
10/12/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
Il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, o ADHD, è il disturbo del neurosviluppo più frequente nei bambini con una prevalenza mondiale stimata intorno al 5%.
Alla base di questo disturbo possono coesistere più cause concatenanti, come l’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali, fattori neurobiologici o complicanze prenatali.
Le conseguenze dell’ADHD, disturbo che può persistere anche in età adulta, sono più evidenti nei bambini, e vanno ad incidere su ogni aspetto della loro vita.
I sintomi principali consistono in una difficoltà nel mantenere l’attenzione e la concentrazione a lungo, difficoltà nel regolare i comportamenti impulsivi e manifestazioni di iperattività.
Queste difficoltà potranno insorgere a scuola e in famiglia, determinando inoltre problemi di apprendimento, scarsa autostima, disagi nelle relazioni interpersonali con insegnanti e coetanei.
Alla base di queste manifestazioni sintomatologiche, nei bambini con ADHD, ci sono alterazioni delle funzioni esecutive, ovvero quei processi cognitivi che permettono di pianificare, prendere decisioni, risolvere i problemi e regolare i comportamenti per raggiungere obiettivi prefissati.
Inoltre, nei bambini con ADHD possono essere presenti problematiche motorie legate al possibile sviluppo della disprassia motoria, con deficit di equilibrio e coordinazione e difficoltà nella motricità fine e grossolana.
Grazie ad un’attenta revisione della letteratura scientifica, è stato possibile delineare come l’attività motoria abbia un ruolo centrale e fondamentale nella gestione di questo disturbo nei bambini.
L’attività motoria interviene, in primo luogo, nello sviluppo delle funzioni esecutive, in particolare la memoria di lavoro, la flessibilità cognitiva, il controllo inibitorio, la pianificazione e l’autoregolazione. Di conseguenza, migliorano le manifestazioni di disattenzione, impulsività e iperattività.
Fare attività motoria, nella vita del bambino, comporta miglioramenti anche nell’apprendimento scolastico, nelle relazioni sociali con gli adulti e i coetanei, aumenta l’autostima e il senso di autoefficacia.
L’attività motoria si può inserire, dunque, nella gestione multimodale e multidisciplinare del bambino con ADHD, per ricercare la sua crescita personale globale e completa.
Praticare, inoltre, uno sport potrà essere di fondamentale importanza, in quanto il bambino aumenterà la fiducia in sé stesso e la propria autonomia, imparerà a gestire le emozioni e a reagire alle difficoltà.
Le maggiori evidenze scientifiche, a supporto di questi benefici, si hanno per il nuoto e per le arti marziali.
Sport individuali potrebbero essere più indicati grazie al rapporto 1:1 tra istruttore e bambino, mentre gli sport di squadra potrebbero essere più utili nel favorire le relazioni interpersonali e il senso di autoefficacia.
Nell’attività motoria proposta al bambino ADHD, soprattutto quando egli fa parte di una squadra o di una classe, sarà fondamentale applicare delle strategie educative basate sull’inclusione.
Le attività dovranno essere stimolanti per tutti, e per garantire il benessere psicofisico del bambino e per assicurare condizioni positive di apprendimento, si potranno utilizzare metodologie come il “cooperative learning” o il “peer tutoring”.
Inoltre, nella programmazione di un’attività motoria sarà fondamentale coinvolgere attivamente il bambino con ADHD, programmare piccole pause, riconoscere eventuali progressi applicando il rinforzo positivo, utilizzare un linguaggio semplice e diretto e, infine, garantire l’inclusione del bambino nel resto del gruppo, considerando i suoi bisogni speciali e valutando le diversità come possibili risorse.
Le attività proposte alla classe e, di conseguenza, al bambino con ADHD non dovranno essere dei semplici giochi o esercizi, ma vere esperienze da trasferire e generalizzare nella vita quotidiana del bambino.
Sono necessari ulteriori studi per definire in modo univoco e preciso le modalità, il tipo e l’intensità dell’attività motoria più appropriate ai fini della gestione dei bambini con questo disturbo. Insegnanti, istruttori ed educatori dovrebbero conoscere a fondo tutti gli aspetti relativi all’ADHD, aspirando ad ottenere, per mezzo delle attività proposte, una piena inclusione sociale del bambino e il suo sviluppo globale.
Per concludere, l’attività motoria migliora la qualità della vita del bambino con ADHD, ne aumenta il benessere psicofisico e sociale, migliorando i sintomi e le conseguenze del disturbo. Grazie all’attività motoria e al movimento, i bambini con ADHD sviluppano abilità e competenze utili nella vita di tutti i giorni, a scuola, in famiglia e nelle relazioni personali.
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