Tesi etd-11032025-130904 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MASSARO, MARTINA
URN
etd-11032025-130904
Titolo
Stress lavoro-correlato e insonnia negli operatori sanitari: il ruolo della mindfulness come fattore protettivo
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E SCIENZE COMPORTAMENTALI
Relatori
relatore Prof. Gemignani, Angelo
correlatore Dott.ssa Aquino, Giulia
correlatore Dott.ssa Aquino, Giulia
Parole chiave
- insomnia
- insonnia
- mindfulness
- stress lavoro-correlato
- work-related stress
Data inizio appello
26/11/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
26/11/2095
Riassunto
Negli ultimi anni l’interesse nei confronti dello stress lavoro-correlato negli operatori sanitari è aumentato notevolmente, a causa degli effetti negativi che esso può avere a livello psicofisico e sulla qualità dell’assistenza fornita ai pazienti. In questo contesto, la mindfulness si è dimostrata un’efficace risorsa nella riduzione dello stress e nel miglioramento della qualità del sonno. Sulla base del modello dello stress-buffering (Cohen & Wills, 1985), secondo cui la mindfulness potrebbe agire come fattore protettivo (“buffer”), attenuando lo stress percepito e, di conseguenza, incrementando gli esiti positivi di salute psicofisica, il presente studio si propone di: (i) descrivere le caratteristiche socio-demografiche e lavorative di un campione di operatori sanitari; (ii) analizzare le correlazioni tra mindfulness disposizionale, stress percepito e insonnia; (iii) verificare, in linea con il modello dello stress-buffering, se la mindfulness disposizionale può attenuare la gravità dell’insonnia tramite la riduzione dello stress percepito.
Il campione del presente studio era composto da 62 partecipanti (69.4% donne), con un’età media di 49.7 anni (DS = 10.02; range: 29-69). Ai partecipanti è stata somministrata una batteria di questionari con lo scopo di analizzare le seguenti misure: Insomnia Severity Index (ISI), Five Facets of Mindfulness Questionnaire – 15 item (FFMQ-15) e Perceived Stress Scale (PSS).
Dalle analisi preliminari emerge che il punteggio totale FFMQ-15 è negativamente correlato con i livelli di stress (r = -0.56, p < .001) e con la gravità dell’insonnia (r = -0.3, p = .03). Inoltre, lo stress risulta essere correlato positivamente con la gravità dell’insonnia (r = 0.42, p = .002). Come mostrano i risultati, l’effetto indiretto della mindfulness sull’insonnia tramite lo stress è risultato significativo e negativo (ACME = -0.24, IC95% [-0.42; -0.10], p < .001), mentre l’effetto diretto sull’insonnia è risultato non significativo (ADE = -0.09, p = .47). L’effetto totale è risultato negativo e significativo (β = -0.33, p = .005), con una proporzione mediata pari a circa il 72%. In termini di varianza spiegata, la mindfulness spiegava circa il 37% della varianza dello stress percepito (PSS; R² = .37), mentre il modello dell’esito spiegava l’11% della varianza dell’insonnia considerando solo la mindfulness, e il 21% quando si includeva anche lo stress percepito. L’incremento della varianza dell’8-10% (ΔR² = .098), legata all’aggiunta del PSS, conferma che lo stress percepito è un mediatore robusto della relazione tra mindfulness e insonnia. Questo pattern rimane sostanzialmente invariato anche quando vengono inserite le covariate (età, genere, turni di lavoro, uso di farmaci sul SNC e pratica di meditazione). L’effetto indiretto (ACME = -0.24, IC95% [-0.49; -0.07], p = .002) si è confermato significativo e negativo, mentre l’effetto diretto (ADE = -0.10, p = .52) è risultato non significativo. Infine, l’effetto totale è rimasto significativo (β = -0.35, p = .019), con una proporzione mediata del 70%.
Coerentemente con le evidenze presenti in letteratura, il presente studio si è proposto di indagare il ruolo della mindfulness come fattore di protezione nei confronti dell’insonnia, mediante la modulazione della risposta allo stress. Ciò risulta rilevante soprattutto in contesti lavorativi ad alto stress, come quello sanitario, in cui i turni di lavoro notturni, gli eccessivi carichi emotivi e la pressione lavorativa possono tradursi in un peggioramento della qualità della vita e del sonno.
Il campione del presente studio era composto da 62 partecipanti (69.4% donne), con un’età media di 49.7 anni (DS = 10.02; range: 29-69). Ai partecipanti è stata somministrata una batteria di questionari con lo scopo di analizzare le seguenti misure: Insomnia Severity Index (ISI), Five Facets of Mindfulness Questionnaire – 15 item (FFMQ-15) e Perceived Stress Scale (PSS).
Dalle analisi preliminari emerge che il punteggio totale FFMQ-15 è negativamente correlato con i livelli di stress (r = -0.56, p < .001) e con la gravità dell’insonnia (r = -0.3, p = .03). Inoltre, lo stress risulta essere correlato positivamente con la gravità dell’insonnia (r = 0.42, p = .002). Come mostrano i risultati, l’effetto indiretto della mindfulness sull’insonnia tramite lo stress è risultato significativo e negativo (ACME = -0.24, IC95% [-0.42; -0.10], p < .001), mentre l’effetto diretto sull’insonnia è risultato non significativo (ADE = -0.09, p = .47). L’effetto totale è risultato negativo e significativo (β = -0.33, p = .005), con una proporzione mediata pari a circa il 72%. In termini di varianza spiegata, la mindfulness spiegava circa il 37% della varianza dello stress percepito (PSS; R² = .37), mentre il modello dell’esito spiegava l’11% della varianza dell’insonnia considerando solo la mindfulness, e il 21% quando si includeva anche lo stress percepito. L’incremento della varianza dell’8-10% (ΔR² = .098), legata all’aggiunta del PSS, conferma che lo stress percepito è un mediatore robusto della relazione tra mindfulness e insonnia. Questo pattern rimane sostanzialmente invariato anche quando vengono inserite le covariate (età, genere, turni di lavoro, uso di farmaci sul SNC e pratica di meditazione). L’effetto indiretto (ACME = -0.24, IC95% [-0.49; -0.07], p = .002) si è confermato significativo e negativo, mentre l’effetto diretto (ADE = -0.10, p = .52) è risultato non significativo. Infine, l’effetto totale è rimasto significativo (β = -0.35, p = .019), con una proporzione mediata del 70%.
Coerentemente con le evidenze presenti in letteratura, il presente studio si è proposto di indagare il ruolo della mindfulness come fattore di protezione nei confronti dell’insonnia, mediante la modulazione della risposta allo stress. Ciò risulta rilevante soprattutto in contesti lavorativi ad alto stress, come quello sanitario, in cui i turni di lavoro notturni, gli eccessivi carichi emotivi e la pressione lavorativa possono tradursi in un peggioramento della qualità della vita e del sonno.
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Tesi non consultabile. |
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