Dalla prevenzione all'esecuzione: il giudizio prognostico della pericolosità sociale e l'uso di algoritmi predittivi come strumenti di tutela collettiva.
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Prof. Bresciani, Luca
Parole chiave
algoritmi predittivi
fase cautelare
fase dell'esecuzione
fase di prevenzione
giudizio prognostico
pericolosità sociale
Data inizio appello
02/12/2024
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto
La presente Tesi ha come oggetto di studio l’analisi del controverso concetto della pericolosità sociale, esaminando la sua difficile valutazione e la sua implicazione lungo tutto il processo penale, dalle misure di prevenzione fino alla fase di esecuzione. Inizialmente si esplora la definizione di pericolosità sociale nell’ottica di salvaguardia e sicurezza della collettività. Percorrendo il dibattito dottrinale circa l’attuale concezione della pericolosità e del soggetto pericoloso si rileva la difficoltà del giudizio prognostico sulla pericolosità dettagliatamente affrontata in tutte le fasi del processo penale. Le critiche all'inaffidabilità del giudizio prognostico di pericolosità vengono placate da nuovi studi utili per la realizzazione di strumenti predittivi basati su algoritmi e sull’IA. A partire dalle misure di prevenzione il concetto di pericolosità deve essere valutato circa la sua sussistenza, sulla quale si basa l’applicazione di queste misure in una fase ante delictum. Successivamente, si analizza come il giudizio di pericolosità sociale influisca sulle decisioni giudiziarie nella fase di cognizione, con particolare attenzione ai diritti individuali dell’imputato e al rispetto dei principi costituzionali nella disposizione delle misure cautelari. Nella fase di esecuzione, per finire, si esamina come la pericolosità sociale continui a rivestire un ruolo cruciale nell’applicazione di misure di sicurezza e nella concessione dei benefici penitenziari.