Tesi etd-10292025-104511 |
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Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
ANGIOCCHI, YLENIA
URN
etd-10292025-104511
Titolo
Le masse non salivari del collo: ruolo del sampling ecoguidato e modello operativo della Lump Clinic
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
OTORINOLARINGOIATRIA
Relatori
relatore Prof. Fiacchini, Giacomo
relatore Prof. Bussu, Francesco
relatore Prof. Bussu, Francesco
Parole chiave
- approccio multidisciplinare
- core-biopsy.
- follow-up
- lump clinic
- Masse laterocervicali
- natura e istotipo della lesione
- rapid on-site evaluation
- stadiazione
- ultrasound guided sampling
Data inizio appello
18/11/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/11/2095
Riassunto
Nel distretto testa-collo, la presenza di una massa laterocervicale rappresenta una condizione clinica comune ma eterogenea, che può derivare da numerose cause — infiammatorie, congenite, dismorfiche o neoplastiche. L’approccio diagnostico corretto è quindi fondamentale per orientare il percorso terapeutico e per evitare ritardi o errori nella gestione di patologie anche potenzialmente gravi.
Negli ultimi anni si è affermato in molti Paesi anglosassoni un modello organizzativo denominato Neck Lump Clinic, che integra in un unico setting multidisciplinare la valutazione clinica, l’imaging ecografico e le procedure di ultrasound-guided sampling, riducendo i tempi diagnostici e migliorando la qualità delle decisioni terapeutiche. In questa parte della tesi ci concentreremo sulle procedure che abbiamo svolto presso la cosiddetta “LuMP Clinic” per il campionamento ecoguidato di masse nella regione testa-collo, escludendo quelle di origine nelle ghiandole salivari maggiori. L’obiettivo è descrivere il nostro approccio, i criteri di selezione e i principali motivi clinici per cui eseguiamo questi prelievi. La tesi illustrerà tre grandi categorie di procedure ecoguidate su masse non salivari: prima di tutto la definizione della natura della massa (benigna, maligna, infiammatoria), poi il follow-up di lesioni note per rilevare eventuali recidive, e infine la stadiazione linfonodale in tumori maligni già diagnosticati.
Riguardo al primo obiettivo; La definizione della natura e dell’istotipo della massa cervicale costituisce quindi il primo e principale obiettivo del sampling. Laddove sia possibile ottenere una diagnosi istologica precisa, anche in caso di metastasi a distanza, il percorso diagnostico si può considerare concluso, consentendo al paziente di avviare tempestivamente il trattamento oncologico più appropriato.
Riguardo al secondo obiettivo; la FNAB consente di confermare o escludere la presenza di metastasi linfonodali sospette in pazienti con carcinoma squamoso del distretto testa-collo. La positività citologica per cellule epiteliali corrisponde alla conferma di una metastasi regionale e consente di definire lo stadio N della neoplasia.
Riguardo al terzo obiettivo, la metodica viene utilizzata nel monitoraggio dei pazienti già trattati, al fine di identificare recidive linfonodali o locali. È un’applicazione particolarmente utile nei carcinomi cutanei del distretto testa-collo, nei carcinomi del vestibolo nasale e nei carcinomi del labbro, che presentano pattern metastatizzanti relativamente prevedibili ma spesso non sono sottoposti a svuotamento elettivo. In questi casi, la sensibilità del sampling ecoguidato consente di individuare precocemente le metastasi occulte, migliorando la salvageability e ottimizzando la gestione terapeutica.
Ovviamente l'efficacia della procedura verrà misurata sulla base dell'obiettivo della stessa quindi nel primo caso sulla capacità di discriminare tra massa e benigne maligne ed eventualmente di predire l'esame istologico definitivo, nel secondo e nel terzo caso sull'abilità di riscontrare un tumore del quale già si conosce la natura e l’istotipo.
Nella maggior parte dei casi un ago sottile per la citologia sia sufficiente; in questa fase è prevista la Rapid On-Site Evaluation (ROSE), ossia la valutazione citologica immediata del materiale prelevato da parte dell’anatomo-patologo presente in sala. La ROSE consente di verificare in tempo reale l’adeguatezza del prelievo e di ottenere un primo orientamento diagnostico. Mentre, nel caso in cui dovesse servire una diagnosi istologica più precisa, utilizziamo una core-biopsy con una tecnica modificata per ridurre il disagio e ottenere campioni adeguati anche da linfonodi più piccoli. Infine, uno dei punti di forza del modello LuMP Clinic rispetto alle modalità diagnostiche convenzionali è la valutazione multiparametrica simultanea. L’integrazione in tempo reale tra clinico, radiologo e anatomo-patologo consente di personalizzare l’approccio al paziente e rende la LuMP Clinic un ambiente diagnostico di tipo “one-stop”, che garantisce risultati rapidi, affidabili e pienamente integrabili nel percorso terapeutico del paziente.
Negli ultimi anni si è affermato in molti Paesi anglosassoni un modello organizzativo denominato Neck Lump Clinic, che integra in un unico setting multidisciplinare la valutazione clinica, l’imaging ecografico e le procedure di ultrasound-guided sampling, riducendo i tempi diagnostici e migliorando la qualità delle decisioni terapeutiche. In questa parte della tesi ci concentreremo sulle procedure che abbiamo svolto presso la cosiddetta “LuMP Clinic” per il campionamento ecoguidato di masse nella regione testa-collo, escludendo quelle di origine nelle ghiandole salivari maggiori. L’obiettivo è descrivere il nostro approccio, i criteri di selezione e i principali motivi clinici per cui eseguiamo questi prelievi. La tesi illustrerà tre grandi categorie di procedure ecoguidate su masse non salivari: prima di tutto la definizione della natura della massa (benigna, maligna, infiammatoria), poi il follow-up di lesioni note per rilevare eventuali recidive, e infine la stadiazione linfonodale in tumori maligni già diagnosticati.
Riguardo al primo obiettivo; La definizione della natura e dell’istotipo della massa cervicale costituisce quindi il primo e principale obiettivo del sampling. Laddove sia possibile ottenere una diagnosi istologica precisa, anche in caso di metastasi a distanza, il percorso diagnostico si può considerare concluso, consentendo al paziente di avviare tempestivamente il trattamento oncologico più appropriato.
Riguardo al secondo obiettivo; la FNAB consente di confermare o escludere la presenza di metastasi linfonodali sospette in pazienti con carcinoma squamoso del distretto testa-collo. La positività citologica per cellule epiteliali corrisponde alla conferma di una metastasi regionale e consente di definire lo stadio N della neoplasia.
Riguardo al terzo obiettivo, la metodica viene utilizzata nel monitoraggio dei pazienti già trattati, al fine di identificare recidive linfonodali o locali. È un’applicazione particolarmente utile nei carcinomi cutanei del distretto testa-collo, nei carcinomi del vestibolo nasale e nei carcinomi del labbro, che presentano pattern metastatizzanti relativamente prevedibili ma spesso non sono sottoposti a svuotamento elettivo. In questi casi, la sensibilità del sampling ecoguidato consente di individuare precocemente le metastasi occulte, migliorando la salvageability e ottimizzando la gestione terapeutica.
Ovviamente l'efficacia della procedura verrà misurata sulla base dell'obiettivo della stessa quindi nel primo caso sulla capacità di discriminare tra massa e benigne maligne ed eventualmente di predire l'esame istologico definitivo, nel secondo e nel terzo caso sull'abilità di riscontrare un tumore del quale già si conosce la natura e l’istotipo.
Nella maggior parte dei casi un ago sottile per la citologia sia sufficiente; in questa fase è prevista la Rapid On-Site Evaluation (ROSE), ossia la valutazione citologica immediata del materiale prelevato da parte dell’anatomo-patologo presente in sala. La ROSE consente di verificare in tempo reale l’adeguatezza del prelievo e di ottenere un primo orientamento diagnostico. Mentre, nel caso in cui dovesse servire una diagnosi istologica più precisa, utilizziamo una core-biopsy con una tecnica modificata per ridurre il disagio e ottenere campioni adeguati anche da linfonodi più piccoli. Infine, uno dei punti di forza del modello LuMP Clinic rispetto alle modalità diagnostiche convenzionali è la valutazione multiparametrica simultanea. L’integrazione in tempo reale tra clinico, radiologo e anatomo-patologo consente di personalizzare l’approccio al paziente e rende la LuMP Clinic un ambiente diagnostico di tipo “one-stop”, che garantisce risultati rapidi, affidabili e pienamente integrabili nel percorso terapeutico del paziente.
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