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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-10282025-003408


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
Autore
IANNACCONE, FABIO
URN
etd-10282025-003408
Titolo
Percorso diagnostico-terapeutico dello stato epilettico: studio di popolazione, esiti e determinanti prognostici nell’esperienza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
NEUROLOGIA
Relatori
relatore Prof.ssa Bonanni, Enrica
correlatore Dott.ssa Pizzanelli, Chiara
Parole chiave
  • antiseizure medications
  • eeg
  • electroencephalogram
  • elettroencefalogramma
  • EMSE
  • epilessia
  • farmaci anticrisi
  • mRS
  • SACE
  • stato epilettico
  • status epilepticus
  • STESS
Data inizio appello
12/11/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
12/11/2095
Riassunto
Lo stato epilettico (SE) è un’emergenza neurologica, la cui prognosi riflette la gravità clinica, l’eziologia e la tempestività dell’intervento.
In questo studio retrospettivo sono stati analizzati 73 pazienti consecutivi con SE, verificatosi in AOUP dall’1/1/2024 al 31/8/2025.
Gli SE ad esordio intraospedaliero sono risultati più spesso associati a cause acute (p<0,001) e a maggiore mortalità a 30 giorni (p=0,039) rispetto agli extraospedalieri. Inoltre, tra le categorie semeiologiche, il GCSE (SE generalizzato convulsivo) ha mostrato la risposta più precoce alla terapia e la minore mortalità, mentre il NCSE (SE non convulsivo) con coma è risultato associato agli esiti peggiori.
Per quanto riguarda ancora la prognosi, gli SE globalmente considerati, pur risoltisi nell’82,2% dei casi, hanno comportato una mortalità complessiva a 30 giorni del 39,7% e un peggioramento funzionale nel 28,3% dei sopravvissuti. I principali predittori di mortalità a 30 giorni sono stati mRS pre-esordio >2 (p=0,002), punteggio STESS (SE Severity Score) >2 (p=0,002) e punteggio EMSE (Epidemiology Based Mortality Score in SE) ≥64 (p<0,001). L’EMSE è emerso anche come predittore di peggioramento funzionale (p=0,001); tra i suoi item, l’“EMSE-EEG”, che pondera la presenza di pattern EEG sfavorevoli (burst suppression, scariche periodiche generalizzate o lateralizzate, attività ictale persistente dopo SE), è risultato quello con il contributo maggiore.
Andando ad analizzare in particolare il fattore tempo, si è osservato poi che una durata dello SE >108 ore aumentava significativamente il rischio di non risoluzione (p=0,013) e una durata >52 ore quello di peggioramento funzionale (p=0,002). In particolare, nel NCSE un ritardo nell’esecuzione dell’EEG si correlava a una più lunga durata dello stato (p=0.038).
Nel complesso, questa analisi dimostra, oltre alla rilevanza dei fattori clinici dello SE, anche il peso prognostico del tempo ed il ruolo centrale dell’EEG, sia come strumento diagnostico precoce sia come indice di severità clinica.
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