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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-10272025-110811


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
DINI, GIANMARCO
URN
etd-10272025-110811
Titolo
Il nazional-libertarismo di Trump: radici teoriche e manifestazioni nella politica economica contemporanea
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
ISTITUZIONI, POLITICA E SOCIETA'
Relatori
relatore Prof. Balestrino, Alessandro
Parole chiave
  • american economic policy.
  • dazi
  • Hoppe
  • libertari
  • libertarians
  • nationalists
  • nazionalisti
  • politica economica americana
  • Rothbard
  • tariffs
  • Trump
  • Yarvin
Data inizio appello
01/12/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
La presente tesi si propone di analizzare l’evoluzione recente della politica economica statunitense nel contesto della seconda amministrazione Trump, ponendo particolare attenzione alla convergenza tra due correnti ideologiche tradizionalmente considerate antagoniste: il libertarismo di matrice economico-tecnologica e il nazionalismo di stampo protezionista. L’obiettivo principale del lavoro è duplice: in primo luogo, ricostruire le origini intellettuali di queste due correnti di pensiero; in secondo luogo, ipotizzare i tratti fondamentali di un’ipotetico progetto politico “nazional-libertario”, costituito dall’ibridazione ideologica tra i due mondi.

Il primo capitolo mette in luce alcune delle principali politiche economiche attuate dell’amministrazione a partire dal gennaio del 2025. Le prime, definibili genericamente come “libertarie” sono costituite da deregolamentazioni economiche, riduzione della burocrazia e tagli fiscali a vantaggio delle fasce di reddito più elevate. Le seconde, riconducibili all’orientamento nazionalista, sono caratterizzate dall’uso indiscriminato e aggressivo di dazi commerciali nei confronti dei partner esteri.

Il secondo capitolo della ricerca è dedicata alla ricostruzione delle radici ideologiche della tradizione libertaria statunitense, sviluppatasi a partire dalla scuola austriaca (von Mises, von Hayek) e consolidatasi nell’anarco-capitalismo di Rothbard e nelle sue evoluzioni paleolibertarie; particolarmente rilevanti sono le implicazioni politiche di tali teorie, che includono una critica radicale al sistema della democrazia rappresentativa.

Il terzo capitolo si propone di ricostruire la storia del nazionalismo economico, le cui origini affondano nel mercantilismo di (Mun, Colbert) e nel neomercantilismo (List e Carey), e che si manifesta in forme rinnovate nelle politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump.

L’ultimo capitolo esamina l’ibridazione di tali correnti nella prassi politico-economica, evidenziando due posizioni preminenti. La prima è quella di Hoppe, teorico del “capitalismo nazionale” che coniuga la visione economica libertaria con le posizioni culturali radicali del mondo nazionalista. La seconda è quella di Yarvin, ideatore del neocameralismo, che propone un modello politico autoritario fondato su criteri di efficienza e progresso tecnologico.

La tesi sostiene, in conclusione, che l’alleanza libertario-nazionalista non costituisce un mero accordo tattico, ma può configurarsi come un progetto politico coerente, pur presentando profonde contraddizioni teoriche che presuppongo l'abbandono di alcuni dei presupposti classici delle due visioni analizzate.





This thesis aims to analyze the recent evolution of U.S. economic policy in the context of the second Trump administration, with particular attention to the convergence between two ideological currents traditionally considered antagonistic: the techno-economic form of libertarianism and the protectionist strand of nationalism. The main objective of this work is twofold: first, to reconstruct the intellectual origins of these two schools of thought; and second, to outline the fundamental features of a hypothetical “national-libertarian” political project, arising from the ideological hybridization of the two worlds.

The first chapter highlights some of the main economic policies implemented by the administration since January 2025. The first group, which can broadly be described as “libertarian,” consists of economic deregulation, bureaucratic streamlining, and tax cuts favoring higher income brackets. The second group, linked to nationalist orientations, is characterized by the indiscriminate and aggressive use of trade tariffs against foreign partners.

The second chapter of the research is devoted to reconstructing the ideological roots of the American libertarian tradition, which emerged from the Austrian School (von Mises, von Hayek) and later crystallized in Rothbard’s anarcho-capitalism and its paleolibertarian developments. Particularly relevant are the political implications of these theories, which include a radical critique of the representative democratic system.

The third chapter seeks to trace the history of economic nationalism, whose origins lie in the mercantilism of Mun and Colbert and the neo-mercantilism of List and Carey, and which reemerges in renewed form within the protectionist policies of the Trump administration.

The final chapter examines the hybridization of these currents in political-economic practice, highlighting two leading positions. The first is that of Hoppe, theorist of “national capitalism,” which combines libertarian economic views with the radical cultural positions of the nationalist sphere. The second is that of Yarvin, creator of neocameralism, who proposes an authoritarian political model based on criteria of efficiency and technological progress.

In conclusion, the thesis argues that the libertarian-nationalist alliance does not merely represent a tactical agreement but can instead be understood as a coherent political project—albeit one marked by deep theoretical contradictions and by the abandonment of some classical assumptions of both traditions under analysis.
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