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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09182026-144711


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
MORELLI, VERONICA
URN
etd-09182026-144711
Titolo
Lycopus europaeus L.: una pianta utile nel trattamento dell'ipertiroidismo
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Relatori
.
relatore Braca, Alessandra
Parole chiave
  • European Bugleweed
  • hyperthyroidism
  • ipertiroidismo
  • Lycopus europaeus L.
Data inizio appello
07/10/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/10/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’utilizzo di piante medicinali può essere considerato la forma di medicina più antica conosciuta dall’umanità. Molte civiltà antiche come quella Egizia, Greca, Romana ed Araba svilupparono profonde conoscenze delle proprietà farmacologiche delle piante e possiamo affermare che esse ancora oggi rappresentano il rimedio curativo più diffuso al mondo.
Le piante producono infatti numerosi metaboliti, sia primari che secondari, oggi più correttamente definiti “specializzati”, i quali nel loro insieme costituiscono fitocomplessi che suscitano grande interesse di studio, in quanto capaci di determinare un’azione terapeutica globale, spesso più efficace e meno tossica della molecola isolata, grazie all’interazione sinergica e all’equilibrio naturale delle sostanze.
È oggi evidente che il farmaco monomolecolare ha un ruolo insostituibile in tutte le patologie in cui la risposta biologica deve essere iperspecifica. Purtroppo, alcuni casi clinici sono caratterizzati dalla compresenza di diversi meccanismi patogenetici in cui il singolo farmaco non è sufficiente a garantire un completo trattamento del quadro clinico. Ecco che, in molte di queste situazioni, le piante medicinali rappresentano una promettente alternativa o supporto alle terapie convenzionali.
Oggetto di questo studio è Lycopus europaeus L., una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, nota nella tradizione fitoterapica europea per le sue proprietà regolatrici della funzione tiroidea. In particolare, essa è stata impiegata nel trattamento di disturbi associati all’ipertiroidismo, come tachicardia, agitazione e aumento della temperatura corporea.
Negli ultimi decenni l’interesse scientifico verso questa specie è cresciuto grazie a studi farmacologici di tipo sperimentale che hanno evidenziato la capacità dei suoi estratti di modulare l’attività tiroidea. In particolare, alcuni composti fenolici presenti nella pianta sembrano interferire con la sintesi e il rilascio degli ormoni tiroidei, contribuendo ad inibire l’attività endocrina.
L’impiego della pianta ha trovato riscontro anche in alcuni studi clinici su pazienti affetti da ipertiroidismo in forma lieve, dai quali è emersa in particolare una riduzione dei sintomi cardiovascolari associati all’eccesso di ormoni tiroidei.
Tuttavia, nonostante le promettenti evidenze, l’utilizzo terapeutico richiede cautela e ulteriori approfondimenti clinici.
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