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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09152026-105852


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SPERANZA, DENISE ELEONORA
URN
etd-09152026-105852
Titolo
Scrivere per testimoniare: guerra, repressione ed esilio nella scrittura autobiografica di Carlota O'Neill
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE, LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Relatori
.
relatore Cappelli, Federica
Parole chiave
  • autobiografia
  • Carlota O’Neill
Data inizio appello
02/10/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
This thesis examines Carlota O’Neill’s autobiographical and testimonial writing, with particular attention to Una mujer en la guerra de España and Los muertos también hablan, through which the author recounts her experience of imprisonment during the Spanish Civil War and the subsequent Francoist repression. After outlining the historical context of the Second Republic, the Civil War and the dictatorship, the study explores the condition of Republican women and the reality of women’s prisons. The analysis focuses on the representation of prison life, violence, the loss of family ties and the other female prisoners, showing how the author’s individual memory gradually opens up to a collective dimension. The thesis also examines exile and stylistic aspects of O’Neill’s writing, highlighting its value as a means of preserving the memory of and bearing witness to Francoist repression.
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza la scrittura autobiografica e testimoniale di Carlota O’Neill, con particolare attenzione a Una mujer en la guerra de España e Los muertos también hablan, attraverso le quali l’autrice racconta l’esperienza della prigionia durante la Guerra civile spagnola e la successiva repressione franchista. Dopo aver delineato il contesto storico della Seconda Repubblica, della Guerra civile e della dittatura, il lavoro approfondisce la condizione delle donne repubblicane e la realtà delle carceri femminili. L’analisi si concentra sulla rappresentazione della vita carceraria, della violenza, della perdita degli affetti familiari e delle altre donne detenute, mostrando come la memoria individuale dell’autrice si apra progressivamente a una dimensione collettiva. Vengono inoltre esaminati l’esilio e gli aspetti stilistici della sua scrittura, evidenziandone il valore come strumento di memoria e testimonianza della repressione franchista.
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