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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09142026-225359


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
COSENTINO, CATERINA
URN
etd-09142026-225359
Titolo
Agli albori del giallo: l'Italia nel contesto europeo. Matilde Serao e Il delitto di via Chiatamone
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
.
relatore Prof. Zaccarello, Michelangelo
Parole chiave
  • Francesco Mastriani
  • giallo
  • Matilde Serao
  • misteri
  • proto-giallo
  • romanzo d'appendice
Data inizio appello
02/10/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
02/10/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il lavoro si propone di ricostruire la nascita e la diffusione del genere poliziesco in Italia, partendo dalle influenze imprescindibili dei maestri del genere esteri (Eugène Sue, Edgar Allan Poe, Émile Gaboriau, Arthur Conan Doyle) fino ad approdare alle soluzioni più originali di alcuni dei primi autori nostrani cimentatisi col genere prima ancora della svolta fondamentale del 1929, segnata dalla nascita della collana “I Gialli Mondadori”. A quest'altezza cronologica elementi quali l’indagine, il mistero e il delitto cominciano a diffondersi unitamente, seppur attraverso forme eterogenee di misteri, cronache romanzate di processi e romanzi ancora fortemente permeati da componenti fantastiche e gotiche. Una svolta consistente è segnata dall’approdo del giallo investigativo, che in Italia è riconducibile ai contributi di Jarro (Giulio Piccini), Emilio De Marchi e Carolina Invernizio, nei quali si consolida, come in molti degli antecedenti esteri, la centralità di una figura (più o meno esperta) che conduce le indagini in maniera parallela e autonoma rispetto alla polizia. Prima di prendere in esame un caso letterario affiancabile a quelli appena citati, Il Delitto di via Chiatamone di Matilde Serao, il secondo capitolo provvederà a fornire un’inquadratura dell’autrice, focalizzandosi in particolare sul suo rapporto con la città in evoluzione, che in seguito fornirà l'ambientazione per il suo primo giallo. Napoli era in quegli anni interessata da un brusco ridimensionamento conseguente alla caduta borbonica e, contemporaneamente, dall’esplosione urbanistica di fine Ottocento. È stato più volte sottolineato come la nascita del genere poliziesco sia intrinsecamente legato allo sviluppo della città moderna, che con il suo affollamento porta inevitabilmente a un peggioramento della qualità di vita nei suoi strati più bassi, con conseguente aumento della criminalità,mentre la topografia via via più estesa e intricata pare favorire un disperdersi di tracce e identità all’interno delle sue strade. Serao, in virtù del suo ruolo di intellettuale militante, è testimone fondamentale di questa trasformazione, e tenterà una conciliazione del suo impegno giornalistico con la narrativa all’insegna di un realismo moderato. Il delitto di via Chiatamone, romanzo del 1907, rappresenta la prima prova dell’autrice con l'emergente narrativa del delitto (ne farà seguito una seconda, La mano tagliata), della quale riprende gli elementi canonici: un omicidio, in questo caso scampato, un malvivente ricercato, un’indagine ufficiale destinata a inabissarsi e una, parallela, condotta all’insegna del senso morale dall’azione congiunta di un uomo di singolare intuito e di un’insospettabile aiutante dilettante. A questi elementi classici se ne affiancano altri degni di nota: l’immancabile attenzione documentaria per le descrizioni degli ambienti malfamati, tratto distintivo dell’autrice ed evidente “ponte” con la produzione impegnata dei decenni precedenti; il ricorso alla terminologia medica per i dettagli più cruenti, diretta eredità di Mastriani, e una prima, timida anticipazione di un espediente destinato ad avere lunga fortuna all’interno del genere, quello della stanza chiusa.
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