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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09142026-113342


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
LUCHINI, ELISA
URN
etd-09142026-113342
Titolo
Intolleranza al lattosio e microbiota intestinale: indagine su scelte alimentari e utilizzo di probiotici tra soggetti intolleranti e tolleranti
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Testai, Lara
correlatore Dott.ssa Facioni, Maria Sole
Parole chiave
  • gut microbiota
  • intolleranza al lattosio
  • lactose intolerance
  • microbiota intestinale
  • prebiotici
  • prebiotics
  • probiotici
  • probiotics
Data inizio appello
07/10/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
07/10/2096
Riassunto (Inglese)
This thesis focuses on an in-depth analysis of the management of lactose intolerance, with particular emphasis on the correlation between diet and the role of the gut microbiota in affected individuals.
The methodological approach was based on a careful review of the literature. This review identified a total of 19 promising probiotic strains, categorized by enzymatic activity and symptom management, 2 examples of probiotic foods, and 6 prebiotic approaches. Subsequently, a questionnaire was developed and administered to both intolerant and tolerant individuals, resulting in a final sample of 683 respondents, of whom 215 were tolerant and 468 were intolerant. The questions focused on collecting data regarding lifestyle, dietary management of lactose intolerance, perception and severity of symptoms, and spontaneous or guided use of probiotic and prebiotic supplements. These responses made it possible to highlight the dynamics of lactose exclusion or management in the diet, patterns of use, and the level of awareness regarding probiotic supplementation as a strategy to support gut health.
The findings of the study offer a complex, multifactorial view of lactose intolerance, highlighting that this condition cannot be reduced to a simple enzyme deficiency but involves behavioral factors, intestinal hypersensitivity, and dietary supplement choices that are not always appropriate.
In particular, it has been found that a formal diagnosis (breath test or genetic test) often leads to excessive dietary restrictions, whereas the absence of such a diagnosis tends to allow for greater flexibility. However, the persistence of gastrointestinal symptoms despite the consumption of lactose-free products or plant-based alternatives demonstrates that simply eliminating lactose is not sufficient to restore gut health in individuals with lactose intolerance. Furthermore, it has been found that lactose intolerance is often associated with generalized intestinal hypersensitivity, meaning that individuals with this condition tend to drastically reduce their intake not only of dairy products (milk, milk derivatives, and fermented foods) but also of grains, legumes, and fruits, due to bloating, pain, and diarrhea, symptoms that often occur even when consuming foods rich in FODMAPs. Individuals with lactose intolerance have emerged as the primary consumers of probiotics to manage chronic disorders and restore gut balance, while those who tolerate lactose take them primarily for general well-being. However, improper and nonspecific use is prevalent. The product’s intended target rarely matches the patient’s actual condition, risking ineffectiveness or even worsening dysbiosis. Nevertheless, the most common strains on the market are backed by solid scientific evidence regarding lactase production and symptom control.
The results of this study highlight the need to move beyond restrictive approaches in order to promote a model of personalized nutrition and therapy. The microbiota is confirmed as a key modulator of lactose tolerance and symptom persistence; therefore, targeted modulation of the intestinal balance promotes the selection of bacteria capable of expressing the lactase enzyme, rebalancing fermentation patterns and the production of short-chain fatty acids. Probiotic supplementation thus emerges as an essential tool, requiring the future development of dedicated formulations based on specific, clinically tested strains.
Riassunto (Italiano)
La tesi è focalizzata sull’analisi approfondita della gestione dell’intolleranza al lattosio con particolare riferimento alla correlazione tra dieta e ruolo del microbiota intestinale nei soggetti affetti.
L’approccio metodologico è stato fondato su un’attenta analisi della letteratura. Tale revisione ha individuato complessivamente 19 ceppi probiotici promettenti, divisi per attività enzimatica e gestione dei sintomi, 2 esempi di alimenti probiotici e 6 approcci prebiotici. Successivamente, è stato elaborato e somministrato un questionario, rivolto sia a individui intolleranti e tolleranti e che ha raggiunto un campione finale di 683 rispondenti, di cui 215 tolleranti e 468 intolleranti. Le domande sono state incentrate nella raccolta di dati inerenti allo stile di vita, gestione dietetica dell'intolleranza, percezione e gravità dei sintomi, e utilizzo spontaneo o guidato di integratori a base di probiotici e prebiotici. Tali risposte hanno consentito di evidenziare le dinamiche di esclusione o gestione del lattosio nella dieta, le modalità di utilizzo e il grado di consapevolezza dell’integrazione probiotica come strategia di supporto per il benessere intestinale.
I risultati emersi dallo studio offrono una visione complessa e multifattoriale dell'intolleranza al lattosio, evidenziando come questa condizione non possa essere ridotta a un semplice deficit enzimatico, ma coinvolga aspetti comportamentali, ipersensibilità intestinali e scelte di integrazione non sempre mirate.
In particolare, è emerso che la presenza di una diagnosi formale (Breath Test o test genetico) spinge spesso a restrizioni eccessive mentre, al contrario, l'assenza favorisce una maggiore flessibilità. Tuttavia, la persistenza di disturbi gastrointestinali nonostante il consumo di prodotti delattosati o alternative vegetali, dimostra che la semplice eliminazione dello zucchero non è sufficiente a ripristinare la salute intestinale del soggetto intollerante. Inoltre, è stato rilevato che spesso la condizione di intolleranza si associa a un'ipersensibilità intestinale generalizzata, per cui gli individui intolleranti tendono a ridurre drasticamente, oltre ai prodotti lattiero-caseari (latte, derivati del latte e alimenti fermentati) anche cereali, legumi e frutta, a causa di gonfiore, dolore e diarrea, che si manifestano spesso anche in corrispondenza del consumo di alimenti ricchi di FODMAPs. Gli intolleranti sono emersi come i principali consumatori di probiotici per gestire disturbi cronici e ripristinare l'equilibrio intestinale, mentre i tolleranti li assumono prevalentemente per un benessere generale. Tuttavia, prevale un uso improprio e aspecifico. Il target del prodotto solo in pochi casi coincide con la condizione reale del paziente, rischiando di rivelarsi inefficace o di peggiorare la disbiosi. Ciononostante, le specie più diffuse sul mercato vantano una solida evidenza scientifica nella produzione dell'enzima lattasi e nel controllo dei sintomi.
I risultati di questo studio evidenziano la necessità di superare gli approcci restrittivi per promuovere un modello di nutrizione e terapia personalizzata. Il microbiota si conferma un modulatore chiave della tolleranza al lattosio e della persistenza dei sintomi per cui una modulazione mirata dell’equilibrio intestinale favorisce la selezione di batteri in grado di esprimere l'enzima lattasi, riequilibrando i pattern fermentativi e la produzione di acidi grassi a catena corta. L’integrazione probiotica si configura quindi come uno strumento essenziale, che richiede in futuro lo sviluppo di formulazioni dedicate, basate su ceppi specifici e clinicamente testati.
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