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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09132026-130239


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
CAFARO, DAVIDE
URN
etd-09132026-130239
Titolo
La sostenibilità nelle decisioni strategiche aziendali: un’analisi delle dinamiche di investimento nel settore manifatturiero
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
.
relatore Prof.ssa Iacoviello, Giuseppina
Parole chiave
  • investimenti
  • settore manifatturiero
  • sostenibilità
  • strategia
Data inizio appello
16/10/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
16/10/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Negli ultimi anni la sostenibilità ha assunto un ruolo sempre più rilevante nella vita delle imprese. Se in passato veniva associata soprattutto alla tutela dell’ambiente e alla responsabilità sociale, oggi entra anche nelle valutazioni che riguardano la strategia, i rischi, le opportunità e le relazioni con gli stakeholder. Da questa evoluzione nasce la tesi, che si propone di approfondire il rapporto tra sostenibilità e decisioni strategiche aziendali, affiancando alla ricostruzione teorica e normativa un’analisi delle dinamiche di investimento nel settore manifatturiero.
Il punto di partenza è l’evoluzione stessa del concetto di sostenibilità. A partire dalla definizione di sviluppo sostenibile contenuta nel Rapporto Brundtland, viene ricostruito il percorso che ha portato le questioni ambientali e sociali ad avvicinarsi progressivamente alla gestione dell’impresa. In questo passaggio assumono rilievo la Corporate Social Responsibility e, successivamente, il concetto di Creating Shared Value proposto da Porter e Kramer, che permette di leggere la relazione tra impresa e società non soltanto in termini di responsabilità, ma anche di creazione di valore. Il collegamento con i temi del vantaggio competitivo, della reputazione e degli stakeholder consente così di mostrare come la sostenibilità possa entrare nelle scelte dell’impresa e nel modo in cui questa costruisce le proprie relazioni e persegue obiettivi di lungo periodo.
Affinché questi aspetti possano incidere concretamente sulle decisioni, tuttavia, è necessario poterli tradurre in informazioni utilizzabili. È in questo contesto che si inserisce la diffusione dei criteri ESG – Environmental, Social and Governance – attraverso i quali le dimensioni ambientali, sociali e di governance vengono osservate e valutate in modo più strutturato. La tesi approfondisce il significato delle tre componenti e il ruolo svolto dagli indicatori e dai rating ESG, mettendone in evidenza anche le principali criticità. Metodologie differenti possono infatti condurre a valutazioni non sempre coincidenti della stessa impresa, rendendo più difficile il confronto tra le performance e facendo emergere l’esigenza di informazioni maggiormente omogenee, trasparenti e affidabili.
Questa esigenza conduce al tema della rendicontazione di sostenibilità e alla sua evoluzione nel contesto europeo. Particolare attenzione viene dedicata alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e al principio della doppia materialità. Quest’ultimo richiede di considerare due prospettive tra loro complementari: gli effetti che rischi e opportunità legati alla sostenibilità possono avere sull’impresa e, allo stesso tempo, gli impatti che l’attività aziendale produce sull’ambiente e sulla società. La disponibilità di queste informazioni non risponde però soltanto a esigenze di comunicazione verso l’esterno. Se integrate nei sistemi di gestione, le informazioni ESG possono ampliare la base conoscitiva a disposizione del management e contribuire alla valutazione delle performance, dei rischi e delle opportunità. La sostenibilità può quindi trovare spazio anche nei processi attraverso cui vengono definite e valutate le decisioni aziendali.
Su queste basi si sviluppa la parte empirica del lavoro, nella quale l’attenzione si concentra sugli investimenti come espressione concreta delle scelte di allocazione delle risorse. L’analisi riguarda il periodo compreso tra il 2017 e il 2024 e prende in considerazione cinque comparti appartenenti al settore manifatturiero, corrispondenti ai codici ATECO 17, 20, 22, 23 e 24: produzione di carta, industria chimica, fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, produzione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e metallurgia. Si tratta di comparti caratterizzati da un’elevata intensità energetica e, proprio per questo, particolarmente esposti alle sfide della transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
Utilizzando i dati economico-finanziari disponibili nella banca dati AIDA è stato costruito un campione di 1.733 imprese. Per ciascuna di esse è stata analizzata l’intensità degli investimenti rispetto ai ricavi, distinguendo tra investimenti materiali e immateriali. Data la forte eterogeneità delle imprese considerate, l’analisi si basa principalmente sulla mediana e sul primo e terzo quartile, affiancati dal numero di osservazioni disponibili per ciascun anno. L’impostazione adottata è descrittiva, longitudinale e comparativa: non si cerca quindi di dimostrare che la sostenibilità abbia causato determinate scelte di investimento, ma di osservare come l’intensità degli investimenti sia cambiata nel tempo e quali differenze emergano tra i comparti e tra le due tipologie considerate.
I risultati restituiscono un quadro tutt’altro che uniforme. Gli investimenti materiali mostrano, nel complesso, una relativa stabilità nella prima parte del periodo, seguita da una flessione nel 2022 e da un recupero nel biennio 2023-2024. Gli investimenti immateriali presentano invece variazioni più contenute e terminano il periodo su livelli vicini a quelli iniziali. Anche passando dal dato complessivo ai singoli comparti emergono percorsi differenti: non tutti i settori reagiscono nello stesso modo e una maggiore intensità degli investimenti materiali non si accompagna necessariamente a un analogo andamento di quelli immateriali.
È proprio questa eterogeneità a rappresentare uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi. La crescente attenzione alla sostenibilità non sembra tradursi in un’unica traiettoria di investimento. Le imprese prendono le proprie decisioni all’interno di contesti nei quali esigenze ambientali e normative si intrecciano con fattori economici, produttivi e tecnologici. Un nuovo impianto, ad esempio, può rispondere contemporaneamente alla necessità di migliorare l’efficienza, sostituire tecnologie obsolete, aumentare la capacità produttiva o ridurre l’impatto ambientale. Sarebbe quindi riduttivo ricondurre automaticamente le variazioni osservate a una sola di queste motivazioni.
Questa cautela è importante anche alla luce dei limiti dell’analisi. I dati disponibili in AIDA permettono di osservare l’ammontare degli investimenti, ma non di conoscerne la finalità specifica e quindi di identificare quelli direttamente riconducibili a obiettivi ambientali o ESG. Allo stesso tempo, le grandezze contabili non riescono necessariamente a cogliere tutte le risorse destinate a innovazione, digitalizzazione e trasformazione organizzativa. La natura descrittiva dello studio, infine, non consente di individuare rapporti di causa-effetto tra sostenibilità e andamento degli investimenti.
Nel complesso, dalla tesi emerge quindi un rapporto tra sostenibilità e decisioni aziendali più complesso di una semplice relazione diretta. La sostenibilità è diventata una componente sempre più presente nel quadro entro cui le imprese valutano rischi, opportunità e priorità, ma si confronta inevitabilmente con le condizioni economiche, tecnologiche e produttive nelle quali ciascuna impresa opera. Le differenze riscontrate tra periodi, comparti e tipologie di investimento non rappresentano quindi un elemento marginale dell’analisi, ma aiutano a comprendere proprio questa complessità. Più che un unico percorso verso la sostenibilità, emergono modalità diverse attraverso cui le imprese possono adattare le proprie scelte e l’allocazione delle risorse alle trasformazioni in corso.
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