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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09112026-121809


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BIAGI, PENELOPE
URN
etd-09112026-121809
Titolo
Dimensioni psicologiche dell’esperienza con Ayahuasca: uno studio esplorativo presso il Centro Paojilhuasca
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E SCIENZE COMPORTAMENTALI
Relatori
.
relatore Conversano, Ciro
correlatore Papini, Giorgia
Parole chiave
  • Ayahuasca
  • DMT
  • esperienza mistica
  • integrazione psichedelica
  • Mindfulness
  • N,N-Dimetiltriptamina
  • setting naturalistico
  • stati modificati di coscienza
Data inizio appello
28/09/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/09/2096
Riassunto (Inglese)
Ayahuasca is a psychoactive decoction of Amazonian origin obtained by combining the Banisteriopsis caapi vine—which contains β-carbolines that inhibit monoamine oxidase-A—with a plant rich in N,N-dimethyltryptamine (DMT), typically Psychotria viridis. Traditionally used in Amazonian shamanic rituals for therapeutic, initiatory, and healing purposes, the substance induces an altered state of consciousness characterized by perceptual, cognitive, and emotional changes; it is currently the subject of growing interest in international scientific research, which hypothesizes potential effects on psychological well-being.
While supported by an increasing number of studies, this hypothesis remains insufficiently verified in ritual contexts, where the traditional setting, the communal component, and Western psychological support protocols combine in ways that cannot be replicated in a laboratory. For this reason, a prospective, observational, naturalistic study was conducted at the Paojilhuasca Center (Iquitos, Peru), a facility that integrates traditional shamanic ceremonial practice with a Westernized support protocol. The study involved three assessment points: T0 (baseline, immediately prior to the retreat), T1 (post-ceremony), and T2 (three-month follow-up). This structure allows for the exploration of the temporal trajectory of psychological changes observed after the experience and at follow-up, as well as an investigation into the extent to which the intensity and quality of the experience during the ceremony are associated with long-term changes.
The sample, recruited on a voluntary basis from participants at the Paojilhuasca Center retreat, consisted of 13 adult subjects (11 of whom completed the follow-up); individuals with significant psychiatric or pharmacological contraindications—including a personal or family history of psychotic disorders—were excluded. At baseline (T0), the following instruments were administered: the Anamnestic Screening Questionnaire, DASS-21, PANAS, BFI-10, MLQ, the trait version of the NADA, and the FFMQ. In the post-ceremony phase (T1), the state version of the NADA, the Hallucinogen Rating Scale, and the Visual Self-Transcendence Scale (PBBS, S-FoRC, IOS) instruments designed to capture the phenomenological characteristics of the experience were used, alongside the FFMQ; the latter was the only instrument administered at all three assessment stages to examine changes in mindfulness dimensions over time. Finally, at the three-month follow-up (T2), the DASS-21, PANAS, BFI-10, MLQ, trait NADA, and FFMQ were re-administered, together with the Visual Self-Transcendence Scale, which was included again to examine the long-term trajectory of the self-transcendence dimensions observed after the experience.
An exploratory comparison between baseline and follow-up revealed increases in agreeableness and trait self-transcendence. Longitudinal analysis showed a significant effect of time on the total mindfulness score and on the dimensions related to describing internal experience and non-reactivity, with an increase between baseline and the post-ceremony assessment and stability at three months. Changes indicating a reduction were observed for anxiety and neuroticism, though the statistical results were inconclusive, whereas visual measures of self-transcendence decreased from the post-ceremony assessment to the follow-up.
Overall, the observed changes are consistent but must be interpreted with caution; the uncontrolled study design and the multi-component nature of the residential program make it impossible to attribute these changes solely to the administration of ayahuasca or to characterize them in clinical terms. Given the small sample size, the results should be considered preliminary, serving a descriptive and hypothesis-generating purpose.
Riassunto (Italiano)
L'ayahuasca è un decotto psicoattivo di origine amazzonica ottenuto dalla combinazione tra la liana Banisteriopsis caapi, contenente β-carboline ad azione inibitoria sulla monoaminossidasi-A, e una pianta ricca di N,N-dimetiltriptamina, tipicamente Psychotria viridis. Tradizionalmente impiegata nei rituali sciamanici amazzonici a fini terapeutici, iniziatici e di guarigione, la sostanza induce uno stato modificato di coscienza caratterizzato da alterazioni percettive, cognitive ed emotive, ed è oggi oggetto di crescente interesse nella ricerca scientifica internazionale, che ne ipotizza possibili effetti sul benessere psicologico.
Tale ipotesi, sebbene supportata da un crescente numero di studi, resta tuttavia poco verificata in contesti rituali, dove il setting tradizionale, la componente comunitaria e il protocollo di accompagnamento psicologico occidentale si combinano in modi non replicabili in laboratorio. Per questo motivo è stato condotto uno studio prospettico, osservazionale e naturalistico presso il Centro Paojilhuasca (Iquitos, Perù), un centro che integra la conduzione cerimoniale sciamanica tradizionale con un protocollo di supporto occidentalizzato. Lo studio si articola in tre tempi di rilevazione: T0 (baseline, immediatamente prima del ritiro), T1 (post-cerimonia) e T2 (follow-up a tre mesi). Tale articolazione consente di esplorare l’andamento nel tempo delle modificazioni psicologiche osservate dopo l’esperienza e al follow-up, e di indagare in che misura l'intensità e la qualità dell'esperienza vissuta durante la cerimonia si associno ai cambiamenti osservati a distanza.
Il campione, reclutato su base volontaria tra i partecipanti al retreat presso il Centro Paojilhuasca, è stato composto da 13 soggetti maggiorenni (11 dei quali hanno completato il follow-up), esclusi coloro con controindicazioni psichiatriche o farmacologiche rilevanti (tra cui una storia personale o familiare di disturbi psicotici). A T0 sono stati somministrati il Questionario anamnestico di screening, la DASS-21, la PANAS, il BFI-10, il MLQ, la NADA nella versione di tratto e il FFMQ. Nel post-cerimonia (T1) sono state impiegate la NADA nella versione di stato, la Hallucinogen Rating Scale e la Visual Self-Transcendence Scale (PBBS, S-FoRC, IOS), strumenti volti a rilevare caratteristiche fenomenologiche dell’esperienza, insieme al FFMQ, unico strumento riproposto in tutte e tre le fasi di rilevazione per esaminare l’andamento nel tempo delle dimensioni di mindfulness. Al follow-up a tre mesi (T2) sono state infine ripetute la DASS-21, PANAS, BFI-10, MLQ, la NADA di tratto e FFMQ, unitamente alla Visual Self-Transcendence Scale, riproposta per esaminare l’andamento a distanza delle dimensioni di self-transcendence rilevate dopo l’esperienza.
Nel confronto esplorativo tra baseline e follow-up sono emersi incrementi dell'amicalità e dell'autotrascendenza di tratto. L'analisi longitudinale ha evidenziato un effetto significativo del tempo sul punteggio totale di mindfulness e sulle dimensioni relative alla descrizione dell'esperienza interna e alla non-reattività, con incremento tra baseline e post-cerimonia e stabilità a tre mesi. Per ansia e nevroticismo sono emerse variazioni nella direzione di una riduzione, ma con risultati statistici non univoci, mentre le misure visive di self-transcendence decrescono dal post-cerimonia al follow-up.
Le variazioni rilevate risultano nel complesso coerenti, ma devono essere interpretate con cautela, ma il disegno non controllato e la natura multicomponente del programma residenziale non consentono di attribuirle alla sola somministrazione di ayahuasca né di qualificarle sul piano clinico. Data anche la ridotta numerosità campionaria, i risultati vanno intesi come preliminari, con valore descrittivo e di generazione di ipotesi.
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