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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09102026-121933


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
BAGNOLI, FILIPPO
URN
etd-09102026-121933
Titolo
Analisi degli stabilimenti produttivi della piana Lucchese e stima della domanda di trasporto merci
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
MANAGEMENT E CONTROLLO DEI PROCESSI LOGISTICI
Relatori
.
relatore Prof. Farina, Alessandro
correlatore Prof. Brocchini, Lorenzo
Parole chiave
  • Bagnoli
  • Lucca
  • produttivi
  • stabilimenti
Data inizio appello
20/10/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Lo studio delle dinamiche logistiche e spaziali di un sistema produttivo locale non può prescindere da un'analisi puntuale delle relazioni economiche e dei flussi di merci generati sul territorio. Il bacino della Piana Lucchese — comprendente i territori comunali di Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo e Villa Basilica — costituisce un polo industriale e artigianale di primaria rilevanza nel contesto regionale ed europeo. La spiccata concentrazione di imprese e la complessa articolazione della rete viaria locale rendono quest'area un caso studio ideale per l'analisi della mobilita merci. Questo lavoro di ricerca propone un percorso metodologico orientato alla georeferenziazione, al censimento visivo e alla caratterizzazione funzionale dei siti produttivi, ponendo le basi empiriche fondamentali per la quantificazione e la stima della domanda di trasporto merci in ingresso e in uscita (inbound e outbound).
La scelta di sviluppare una metodologia d'indagine sul campo nasce dalla necessità di superare un vincolo critico proprio dei registri amministrativi ufficiali, quali le banche dati delle Camere di Commercio. Tali archivi tendono infatti a registrare l'indirizzo della sede legale delle imprese, una cifra che risponde a criteri di natura fiscale o amministrativa e che spesso non coincide con l'ubicazione reale dello stabilimento manifatturiero o del polo logistico. Per correggere questa asimmetria informativa e realizzare un Geodatabase geograficamente fedele alla realtà, l'approccio metodologico è stato articolato in quattro stadi sequenziali: La fase di estrazione dati informatizzata tramite tecniche di web scraping, condotta sul portale registroaziende.it per raccogliere in modo sistematico i dati identificativi di base delle aziende (ragione sociale, indirizzo dichiarato, codice ATECO e stato di attività).
Il processo di filtraggio e selezione settoriale, mirato a isolare le attività direttamente responsabili della movimentazione fisica di merci, focalizzandosi sul comparto manifatturiero (codici ATECO 10–32). Per garantire una rappresentazione completa del carico logistico, il campione è stato integrato con alcune categorie a elevata generazione di traffico pesante, quali l'estrazione di materiali da cave (ATECO 08), la produzione di energia (ATECO 35) e le costruzioni/infrastrutture (ATECO 43), escludendo al contempo le attività terziarie, i servizi alla persona e il commercio al dettaglio.
La fase di telerilevamento e verifica spaziale ad alta risoluzione, attuata mediante l'impiego combinato di Google Maps e Google Street View per individuare visivamente l'effettivo impianto operativo, ricavare le coordinate geografiche puntuali nel sistema WGS84 e misurare la superficie coperta espresso in metri quadri (m^2), variabile proxy essenziale per valutare la capacità produttiva e il potenziale di traffico generato.
L'elaborazione cartografica in ambiente GIS, ottenuta strutturando la matrice dati in formato ⁠.csv⁠ e importandola nel software open-source QGIS, dove l'integrazione con i servizi di mappa interoperabili (WMS/WMTS) del Geoscopio della Regione Toscana ha consentito la sovrapposizione dei punti alla Carta Tecnico Regionale (CTR) e ai confini comunali per produrre ortofoto e carte tematiche ad alto rigore grafico.
L'applicazione rigorosa di questo protocollo ha consentito di mappare in modo capillare il tessuto produttivo dei comuni di Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo e Villa Basilica, associando a ciascun sito una scheda analitico-descrittiva e l'inquadramento fotogrammetrico del contesto territoriale. L'indagine ha confermato le principali vocazioni industriali che caratterizzano la Piana: Il distretto della carta e del cartone (ATECO 16 e 17), polo d'eccellenza industriale focalizzato sia sulla produzione di carta per uso igienico-sanitario (tissue) sia sull'imballaggio, contraddistinto da grandi stabilimenti e da flussi continui di merci pesanti.
Il settore della produzione di macchinari e della metallurgia (Paper & Machinery District, ATECO 24–30), fortemente integrato con l'industria cartaria per la fornitura e la manutenzione degli impianti tecnologici.
I settori agroalimentare (ATECO 10–12), tessile (ATECO 13–15), chimico-plastico (ATECO 18–23) e del mobile (ATECO 31–32), che completano il mosaico produttivo locale e determinano esigenze di trasporto differenziate.
La stima accurata della domanda logistica generata dagli impianti produttivi della Piana Lucchese rappresenta uno strumento strategico di notevole valore sotto il profilo gestionale, economico e di governo del territorio.
Innanzitutto, l'individuazione esatta degli insediamenti industriali e della loro impronta spaziale fornisce un supporto conoscitivo indispensabile per la pianificazione delle infrastrutture viarie; comprendere dove si concentrano i volumi di traffico merci e quali tipologie di veicoli interessano i diversi assi stradali permette agli enti locali di programmare interventi prioritari di manutenzione, adeguamento o ampliamento della rete viaria nei punti di maggiore congestione.
In secondo luogo, la quantificazione dei flussi legati ai diversi settori economici facilita l'ottimizzazione delle catene di fornitura interaziendali. Nello specifico, la forte integrazione verticale tra il comparto cartario e quello meccanico beneficia di un quadro informativo preciso, in grado di favorire il coordinamento tra fornitori e impianti di trasformazione e di ridurre i viaggi a vuoto dei vettori.
In aggiunta, la stima della domanda costituisce un passaggio essenziale per la valutazione dell'impatto ambientale della mobilità merci: modellando i flussi di traffico su gomma basati su dati reali di superficie e tipologia produttiva, i pianificatori possono quantificare le emissioni inquinanti e promuovere politiche di sostenibilità, come la creazione di hub per il consolidamento dei carichi o l'incentivazione dell'intermodalità con la rete ferroviaria.
Infine, l'opportunità di disporre di un dataset depurato dalle incongruenze delle sedi amministrative garantisce agli organi di governo locale una base decisionale solida per la gestione dello sviluppo urbanistico, la regolamentazione del traffico pesante e l'attrazione di nuovi investimenti industriali all'interno della Piana Lucchese.