Tesi etd-09032026-175302 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SALVATORELLI, GIANLUCA
URN
etd-09032026-175302
Titolo
Un'indagine sistematica sugli effetti della melatonina sui sogni e il sonno
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E SCIENZE COMPORTAMENTALI
Relatori
.
relatore Prof. Faraguna, Ugo
Parole chiave
- Melatonina
- Polisonnografia
- Sogni
- Sonno
- Studio Clinico Randomizzato
Data inizio appello
28/09/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
28/09/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il sonno umano è un processo ritmico e ciclico in cui due macro-stati distinti, il sonno NREM (non-rapid eye movement) e il sonno REM (rapid eye movement), si alternano per costituire il ciclo del sonno. All'interno del sonno NREM si distinguono la fase di addormentamento (N1), lo stadio N2, caratterizzato da grafoelementi tipici quali i fusi del sonno e i complessi K, e lo stadio N3 (sonno profondo), caratterizzato dalla presenza diffusa di onde lente, cruciali per la regolazione omeostatica del sonno e per il consolidamento della memoria. Al termine del sonno ad onde lente emerge il sonno REM, contraddistinto da un'attività elettroencefalografica desincronizzata e a frequenza mista. Nell'adulto, tali cicli si ripetono da 4 a 6 volte per notte, con un'attività onirica che può manifestarsi in tutte le fasi.
La melatonina, ormone secreto dalla ghiandola pineale con picco diurno/notturno tipicamente notturno ("ormone dell'oscurità"), esercita noti effetti cronobiotici nell'uomo, mentre la sua relazione con l'esperienza onirica rimane poco chiarita, con evidenze frammentate ed eterogenee riguardanti la vividezza e la frequenza degli incubi. Poiché l'espressione del sonno NREM e REM è modulata dalla finestra temporale circadiana, la probabilità e le caratteristiche delle esperienze oniriche dipendono sia dai correlati neurali del sogno sia dal timing circadiano con cui il cervello accede ai diversi stadi. Un disallineamento circadiano può alterare la continuità e l'architettura macrostrutturale del sonno, ripercuotendosi potenzialmente anche sul contenuto dei sogni.
Ad oggi, pochi trial clinici controllati hanno integrato all'interno del medesimo protocollo la somministrazione di melatonina, il monitoraggio polisonnografico (PSG) e l'analisi sistematica dei resoconti onirici (dream reports). Il presente lavoro di tesi propone un trial clinico randomizzato, controllato in doppio cieco con disegno crossover controbilanciato. Il protocollo ha compreso una notte di baseline (T0) e due sessioni sperimentali di trattamento (T1 e T2), distanziate da un periodo di washout di almeno una settimana. Durante le sessioni sono stati acquisiti tracciati polisonnografici a montaggio neurologico, dati actigrafici alla baseline, e resoconti onirici redatti liberamente al risveglio, analizzati mediante il sistema di codifica Hall-Van de Castle (HVdC). Alla baseline è stato inoltre somministrato il questionario MADRE per definire il fenotipo onirico abituale dei partecipanti (N=11) I risultati ottenuti tramite Modelli Lineari a Effetti Misti (LMM), controllati per l'ordine di somministrazione, indicano che la somministrazione acuta di melatonina (2 mg) produce un avanzamento di fase statisticamente significativo del punto medio del sonno (mid-sleep point, p Holm = 0.024) e dell'ora di risveglio (sleep offset, p Holm=0.009) rispetto alla condizione di controllo, senza variazioni significative nel momento di addormentamento (sleep onset p Holm=0.213). Per quanto riguarda l'attività onirica, l'analisi degli indici generali della scala Hall-Van de Castle non mostra variazioni statisticamente significative tra le condizioni sperimentali.
In conclusione, pur a fronte di una ridotta numerosità campionaria (N=11), lo studio dimostra che una singola somministrazione acuta di melatonina (2 mg) è in grado di indurre un significativo avanzamento di fase del mid-sleep point e dell'offset del sonno, in assenza di alterazioni sostanziali della struttura complessiva del contenuto onirico riportato.
La melatonina, ormone secreto dalla ghiandola pineale con picco diurno/notturno tipicamente notturno ("ormone dell'oscurità"), esercita noti effetti cronobiotici nell'uomo, mentre la sua relazione con l'esperienza onirica rimane poco chiarita, con evidenze frammentate ed eterogenee riguardanti la vividezza e la frequenza degli incubi. Poiché l'espressione del sonno NREM e REM è modulata dalla finestra temporale circadiana, la probabilità e le caratteristiche delle esperienze oniriche dipendono sia dai correlati neurali del sogno sia dal timing circadiano con cui il cervello accede ai diversi stadi. Un disallineamento circadiano può alterare la continuità e l'architettura macrostrutturale del sonno, ripercuotendosi potenzialmente anche sul contenuto dei sogni.
Ad oggi, pochi trial clinici controllati hanno integrato all'interno del medesimo protocollo la somministrazione di melatonina, il monitoraggio polisonnografico (PSG) e l'analisi sistematica dei resoconti onirici (dream reports). Il presente lavoro di tesi propone un trial clinico randomizzato, controllato in doppio cieco con disegno crossover controbilanciato. Il protocollo ha compreso una notte di baseline (T0) e due sessioni sperimentali di trattamento (T1 e T2), distanziate da un periodo di washout di almeno una settimana. Durante le sessioni sono stati acquisiti tracciati polisonnografici a montaggio neurologico, dati actigrafici alla baseline, e resoconti onirici redatti liberamente al risveglio, analizzati mediante il sistema di codifica Hall-Van de Castle (HVdC). Alla baseline è stato inoltre somministrato il questionario MADRE per definire il fenotipo onirico abituale dei partecipanti (N=11) I risultati ottenuti tramite Modelli Lineari a Effetti Misti (LMM), controllati per l'ordine di somministrazione, indicano che la somministrazione acuta di melatonina (2 mg) produce un avanzamento di fase statisticamente significativo del punto medio del sonno (mid-sleep point, p Holm = 0.024) e dell'ora di risveglio (sleep offset, p Holm=0.009) rispetto alla condizione di controllo, senza variazioni significative nel momento di addormentamento (sleep onset p Holm=0.213). Per quanto riguarda l'attività onirica, l'analisi degli indici generali della scala Hall-Van de Castle non mostra variazioni statisticamente significative tra le condizioni sperimentali.
In conclusione, pur a fronte di una ridotta numerosità campionaria (N=11), lo studio dimostra che una singola somministrazione acuta di melatonina (2 mg) è in grado di indurre un significativo avanzamento di fase del mid-sleep point e dell'offset del sonno, in assenza di alterazioni sostanziali della struttura complessiva del contenuto onirico riportato.
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