Tesi etd-08272026-133507 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
MONTALI, MATTEO
URN
etd-08272026-133507
Titolo
Dal perito all'algoritmo, passando per il cervello. Il giudizio prognostico di pericolosità sociale alla prova delle nuove tecnologie
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Venafro, Emma
Parole chiave
- Intelligenza artificiale
- Neuroscienze
Data inizio appello
14/09/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Questa tesi spiega come la tecnologia può essere usata per capire se una persona può essere definita socialmente pericolosa.
Nel primo capitolo si racconta come le neuroscienze siano entrate nei tribunali italiani. Vengono analizzati alcuni processi famosi (Trieste, Como e Venezia) e le regole usate dai giudici per stabilire se una prova scientifica è valida e affidabile.
Il secondo capitolo approfondisce i legami biologici e genetici con i comportamenti violenti. Il punto centrale è che le scansioni cerebrali mostrano tendenze generali su gruppi di persone, ma non possono prevedere le scelte di un singolo individuo. Oggi, quindi, la scienza non ha ancora risultati solidi per fare previsioni individuali certe.
Nel terzo capitolo si mostra che questo limite si ripete, in modo ancora più critico, con i software e gli algoritmi che calcolano il rischio di recidiva (come nei casi americani Loomis e COMPAS). Mentre un perito umano spiega il suo ragionamento a parole e la difesa può contestarlo, l'algoritmo calcola solo un punteggio finale opaco, rendendo quasi impossibile ribattere. Infine, si analizzano i problemi di trasparenza, i possibili pregiudizi dei programmi, il segreto industriale delle aziende e le tutele previste dalle nuove norme europee sull'intelligenza artificiale (l'AI Act).
Nel primo capitolo si racconta come le neuroscienze siano entrate nei tribunali italiani. Vengono analizzati alcuni processi famosi (Trieste, Como e Venezia) e le regole usate dai giudici per stabilire se una prova scientifica è valida e affidabile.
Il secondo capitolo approfondisce i legami biologici e genetici con i comportamenti violenti. Il punto centrale è che le scansioni cerebrali mostrano tendenze generali su gruppi di persone, ma non possono prevedere le scelte di un singolo individuo. Oggi, quindi, la scienza non ha ancora risultati solidi per fare previsioni individuali certe.
Nel terzo capitolo si mostra che questo limite si ripete, in modo ancora più critico, con i software e gli algoritmi che calcolano il rischio di recidiva (come nei casi americani Loomis e COMPAS). Mentre un perito umano spiega il suo ragionamento a parole e la difesa può contestarlo, l'algoritmo calcola solo un punteggio finale opaco, rendendo quasi impossibile ribattere. Infine, si analizzano i problemi di trasparenza, i possibili pregiudizi dei programmi, il segreto industriale delle aziende e le tutele previste dalle nuove norme europee sull'intelligenza artificiale (l'AI Act).
File
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Tesi non consultabile. |
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