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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-08252026-170318


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
STEFANI, MATTIA
URN
etd-08252026-170318
Titolo
Il processo “mediatico” e le sue ricadute nell’ordinamento costituzionale. Il bilanciamento tra libertà di informazione, tutela della persona e garanzie del giusto processo
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Campanelli, Giuseppe
Parole chiave
  • comunicazione istituzionale
  • dignità della persona
  • diritto all'oblio
  • diritto alla reputazione
  • diritto costituzionale
  • fair trial
  • freedom of information
  • giusto processo
  • investigative secrecy
  • libertà di informazione
  • media trial
  • populismo giudiziario
  • presunzione di innocenza
  • processo mediatico
  • segreto investigativo
  • trial sensationalism
Data inizio appello
14/09/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato si propone di indagare il fenomeno del processo mediatico alla luce del diritto costituzionale e sovranazionale, verificando in quale misura esso incida sui principi sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
L’indagine si concentra, in particolare, sul difficile bilanciamento tra libertà di informazione (art. 21 Cost.) e altri valori fondamentali dell’ordinamento, quali la tutela della dignità della persona (art. 2 Cost.), la presunzione di innocenza (art. 27, comma 2, Cost.) e le garanzie previste per il giusto processo (art. 111 Cost.), con l’obiettivo di stabilire se l’attuale quadro normativo e giurisprudenziale sia effettivamente idoneo ad assicurare un corretto contemperamento delle diverse garanzie costituzionali.
La trattazione approfondisce il tema della comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari, le più recenti evoluzioni normative e le soluzioni adottate in altri ordinamenti europei di civil law (Francia, Spagna e Germania), al fine di individuare possibili strumenti di contrasto alle distorsioni della spettacolarizzazione giudiziaria.
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