Tesi etd-08252026-124633 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
LORENZI, GIADA
URN
etd-08252026-124633
Titolo
Correlati clinici dell’utilizzo dei gabapentinoidi: Studio retrospettivo prospettico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Pini, Stefano
co-supervisore Dott. Pacciardi, Bruno
co-supervisore Prof.ssa Rutigliano, Grazia
co-supervisore Dott. Pacciardi, Bruno
co-supervisore Prof.ssa Rutigliano, Grazia
Parole chiave
- Gabapentin
- gabapentinoidi
- Pregabalin
Data inizio appello
15/09/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/09/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione. I gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) agiscono riducendo il rilascio di neurotrasmettitori e l’eccitabilità neuronale, attraverso l’inibizione dei canali del calcio voltaggio-dipendenti. Globalmente, si è assistito ad un drastico aumento del loro utilizzo in anni recenti. In particolare, in Italia, tra il 2014 e il 2019, le prescrizioni di pregabalin sono aumentate del 7.7%, mentre quelle di gabapentin del 2.6%. Questo ampio utilizzo dei gabapentinoidi nella pratica psichiatrica ha condotto alla loro riclassificazione come farmaci a prescrizione non ripetibile nel 2019. Una grande parte delle prescrizioni di gabapentinoidi avvengono fuori indicazione (off-label). Solo il 17% delle prescrizioni nei pazienti ricoverati risulta avere un'indicazione approvata, e l’uso off-label supera la metà del totale delle prescrizioni in molti paesi, come Regno Unito e Stati Uniti. Sono state sollevate crescenti preoccupazioni quanto al loro profilo di sicurezza, in particolare sono stati segnalati rischi di abuso, dipendenza, aumento della mortalità in caso di co-prescrizione con oppioidi e sindromi da astinenza. Il nostro studio si pone l’obbiettivo di analizzare il pattern prescrittivo dei gabapentinoidi nel contesto della consulenza psichiatrica ospedaliera; identificandone i correlati clinici, le contestuali modifiche alla terapia psicotropa e l’outcome clinico.
Metodi. Studio osservazionale retrospettivo condotto presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Sono stati inclusi 176 pazienti che hanno ricevuto una consulenza psichiatrica con menzione di gabapentin e/o pregabalin tra 1 gennaio 2024 e 31 dicembre 2025. Le variazioni di dosaggio pre e post consulenza sono state valutate mediante il test dei ranghi con segno di Wilcoxon. Le correlazioni sono state analizzate tramite la correlazione per ranghi di Spearman. I predittori di inizio o incremento della terapia con gabapentinoidi sono stati identificati attraverso regressione logistica multivariata secondo l’approccio backward stepwise basato su AIC (Akaika Information Criteria).
Risultati. L'età media era di 62.72±15.97 anni; il 56.3% del campione era di sesso femminile. Al baseline, il 54.5% dei pazienti riceveva già gabapentinoidi. La consulenza psichiatrica ha determinato aumenti significativi dei dosaggi di gabapentin (Z=-6.47, p<.001) e pregabalin (Z=-4.69, p<.001), nonché di benzodiazepine (p=.003) e stabilizzatori dell'umore (p=.015). È stata rilevata una correlazione positiva significativa tra le variazioni di dose di gabapentin e benzodiazepine (r=.430, p=.009), suggerendo un pattern di co-prescrizione piuttosto che di sostituzione. È stata osservata una correlazione negativa significativa tra il dosaggio al baseline e la variazione di dose post-consulenza sia per il gabapentin (r=-.625, p<.001) che per il pregabalin (r=-.679, p<.001), indicando un pattern di ottimizzazione posologica in cui i dosaggi basali più bassi tendono a ricevere incrementi. Alla regressione logistica multivariata combinata (R² di Nagelkerke=.269), i predittori indipendenti di avvio o aumento dei gabapentinoidi erano: ansia come sintomo di referral (OR=8.53, p=.006), assenza di antipsicotici (OR=0.23, p=.002) e assenza di benzodiazepine al baseline (OR=0.41, p=.032). Nelle analisi separate, per il gabapentin la regressione di Firth non ha identificato predittori indipendenti significativi; per il pregabalin i predittori indipendenti erano ansia come sintomo di referral (OR=6.81, p=.020) e assenza di antipsicotici al baseline (OR=0.26, p=.041). L'analisi dei predittori della scelta tra i due farmaci ha identificato l'agitazione psicomotoria (OR=3.06, p=.004) e l'uso di stabilizzatori dell'umore (OR=2.65, p=.037) come associati al gabapentin, mentre l'uso di antidepressivi (OR=0.45, p=.031) e oppioidi al baseline (OR=0.40, p=.039) erano associati al pregabalin. La durata della degenza è risultata significativamente associata alla presenza di disturbo d'ansia (p=.047), disturbo cognitivo (p=.049) e terapia antidepressiva preesistente (p=.022). La CGI-Improvement ha evidenziato un miglioramento clinico nel 64,5% dei pazienti, senza associazione significativa con le modifiche della terapia con gabapentinoidi (r=−,110, p=.305).
Conclusioni. La consulenza psichiatrica modifica in modo significativo la terapia con gabapentinoidi nei pazienti ricoverati, con un pattern coerente con un'ottimizzazione posologica. È stata osservata una co-prescrizione tra benzodiazepine e gabapentinoidi che, seppur in controtendenza con le indicazioni in letteratura, è compatibile con la gestione di quadri clinici ad elevata complessità psicopatologica. L'ansia come sintomo di richiesta di consulenza rappresenta il predittore più forte di prescrizione di gabapentinoidi. La scelta tra i due farmaci appare guidata dal profilo sintomatologico e dalla terapia concomitante: il gabapentin risulta preferito in presenza di agitazione psicomotoria e in associazione a stabilizzatori dell’umore, il pregabalin in associazione ad antidepressivi e oppioidi. Nonostante un miglioramento clinico rilevato nel 64,5% dei pazienti, la correlazione di questo risultato con le modifiche della terapia gabapentinoide non ha raggiunto la significatività statistica, suggerendo il ruolo di fattori terapeutici più ampi. Complessivamente questi risultati evidenziano il ruolo attivo degli psichiatri di liaison nella razionalizzazione dell'uso dei gabapentinoidi, con implicazioni rilevanti alla luce delle crescenti preoccupazioni relative alla prescrizione off-label e al potenziale di abuso.
Metodi. Studio osservazionale retrospettivo condotto presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Sono stati inclusi 176 pazienti che hanno ricevuto una consulenza psichiatrica con menzione di gabapentin e/o pregabalin tra 1 gennaio 2024 e 31 dicembre 2025. Le variazioni di dosaggio pre e post consulenza sono state valutate mediante il test dei ranghi con segno di Wilcoxon. Le correlazioni sono state analizzate tramite la correlazione per ranghi di Spearman. I predittori di inizio o incremento della terapia con gabapentinoidi sono stati identificati attraverso regressione logistica multivariata secondo l’approccio backward stepwise basato su AIC (Akaika Information Criteria).
Risultati. L'età media era di 62.72±15.97 anni; il 56.3% del campione era di sesso femminile. Al baseline, il 54.5% dei pazienti riceveva già gabapentinoidi. La consulenza psichiatrica ha determinato aumenti significativi dei dosaggi di gabapentin (Z=-6.47, p<.001) e pregabalin (Z=-4.69, p<.001), nonché di benzodiazepine (p=.003) e stabilizzatori dell'umore (p=.015). È stata rilevata una correlazione positiva significativa tra le variazioni di dose di gabapentin e benzodiazepine (r=.430, p=.009), suggerendo un pattern di co-prescrizione piuttosto che di sostituzione. È stata osservata una correlazione negativa significativa tra il dosaggio al baseline e la variazione di dose post-consulenza sia per il gabapentin (r=-.625, p<.001) che per il pregabalin (r=-.679, p<.001), indicando un pattern di ottimizzazione posologica in cui i dosaggi basali più bassi tendono a ricevere incrementi. Alla regressione logistica multivariata combinata (R² di Nagelkerke=.269), i predittori indipendenti di avvio o aumento dei gabapentinoidi erano: ansia come sintomo di referral (OR=8.53, p=.006), assenza di antipsicotici (OR=0.23, p=.002) e assenza di benzodiazepine al baseline (OR=0.41, p=.032). Nelle analisi separate, per il gabapentin la regressione di Firth non ha identificato predittori indipendenti significativi; per il pregabalin i predittori indipendenti erano ansia come sintomo di referral (OR=6.81, p=.020) e assenza di antipsicotici al baseline (OR=0.26, p=.041). L'analisi dei predittori della scelta tra i due farmaci ha identificato l'agitazione psicomotoria (OR=3.06, p=.004) e l'uso di stabilizzatori dell'umore (OR=2.65, p=.037) come associati al gabapentin, mentre l'uso di antidepressivi (OR=0.45, p=.031) e oppioidi al baseline (OR=0.40, p=.039) erano associati al pregabalin. La durata della degenza è risultata significativamente associata alla presenza di disturbo d'ansia (p=.047), disturbo cognitivo (p=.049) e terapia antidepressiva preesistente (p=.022). La CGI-Improvement ha evidenziato un miglioramento clinico nel 64,5% dei pazienti, senza associazione significativa con le modifiche della terapia con gabapentinoidi (r=−,110, p=.305).
Conclusioni. La consulenza psichiatrica modifica in modo significativo la terapia con gabapentinoidi nei pazienti ricoverati, con un pattern coerente con un'ottimizzazione posologica. È stata osservata una co-prescrizione tra benzodiazepine e gabapentinoidi che, seppur in controtendenza con le indicazioni in letteratura, è compatibile con la gestione di quadri clinici ad elevata complessità psicopatologica. L'ansia come sintomo di richiesta di consulenza rappresenta il predittore più forte di prescrizione di gabapentinoidi. La scelta tra i due farmaci appare guidata dal profilo sintomatologico e dalla terapia concomitante: il gabapentin risulta preferito in presenza di agitazione psicomotoria e in associazione a stabilizzatori dell’umore, il pregabalin in associazione ad antidepressivi e oppioidi. Nonostante un miglioramento clinico rilevato nel 64,5% dei pazienti, la correlazione di questo risultato con le modifiche della terapia gabapentinoide non ha raggiunto la significatività statistica, suggerendo il ruolo di fattori terapeutici più ampi. Complessivamente questi risultati evidenziano il ruolo attivo degli psichiatri di liaison nella razionalizzazione dell'uso dei gabapentinoidi, con implicazioni rilevanti alla luce delle crescenti preoccupazioni relative alla prescrizione off-label e al potenziale di abuso.
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