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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-08232024-115115


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
FERRIGNO, ELISA
URN
etd-08232024-115115
Titolo
Il ruolo dei NET nelle glomerulonefriti
Dipartimento
BIOLOGIA
Corso di studi
BIOLOGIA APPLICATA ALLA BIOMEDICINA
Relatori
relatore Migliorini, Paola
Parole chiave
  • glomerulonefriti
  • glomerulonephritis
  • NET
  • NETs
Data inizio appello
16/09/2024
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
16/09/2094
Riassunto
La formazione di trappole extracellulare dei neutrofili (Neutrophil Extracellular Traps, NET) è un meccanismo di difesa dell’immunità innata che i neutrofili utilizzano in alternativa alla fagocitosi.
Di fronte ad agenti infettivi di dimensioni eccessive per consentire la fagocitosi, i neutrofili estrudono una reta formata da fibre di cromatina, decorata con proteine di origine citoplasmatica quali mieloperossidasi, elastasi, alfa enolasi, catelicidina.
Se da un lato i NET rappresentano un importante meccanismo di difesa, dall’altro possono contribuire al danno d’organo e all’induzione di risposte autoimmuni, visto che contengono numerosi autoantigeni esposti al sistema immune in un contesto infiammatorio.
Uno degli organi in cui una formazione incontrollata di NET può essere patogena è il rene. Nell’ambito di malattie autoimmuni sistemiche come il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), è stata descritta la presenza di NET nel tessuto renale, in aree dove i processi infiammatori sono più marcati e distruttivi. Allo scopo di valutare il ruolo dei NET nell’induzione e risoluzione del processo infiammatorio nell’ambito di malattie autoimmuni, sono stati valutati i livelli di residui di NET (NET remnants) nei sieri di pazienti con diagnosi di LES e nefrite, mediante Test ELISA indiretto; sono stati quantificati i NET presenti nelle biopsie renali di soggetti con lupus e nefrite attraverso l’immunofluorescenza indiretta.
Infine è stato analizzato il ruolo del sistema del complemento nella malattia misurando i livelli di varie componenti nel siero e valutando l'attività della via classica e alternativa, mediante test ELISA indiretto.
I risultati di queste analisi possono contribuire alla comprensione dei meccanismi di nefrite in malattie autoimmuni sistemiche, suggerendo come i neutrofili possano essere partecipanti attivi delle fasi iniziali e potenzialmente anche delle fasi riparative del danno.

The formation of neutrophil extracellular traps (NETs) is a defense mechanism of the innate immunity that neutrophils use as an alternative to phagocytosis. When faced with infectious agents that are too large to allow phagocytosis, neutrophils extrude a network formed by chromatin fibers, decorated with cytoplasmic proteins such as myeloperoxidase, elastase, alpha enolase, cathelicidin.
While NETs represent an important defense mechanism, they can also contribute to organ damage and the induction of autoimmune responses, since they contain numerous autoantigens exposed to the immune system in an inflammatory context.
One of the organs in which uncontrolled NET formation can be pathogenic is the kidney. In the context of systemic autoimmune diseases such as Systemic Lupus Erythematosus (SLE), the presence of NETs in renal tissue has been described, in areas where the inflammatory processes are more marked and destructive. In order to evaluate the role of NETs in the induction and resolution of the inflammatory process in autoimmune diseases, the levels of NET residues (NET remnants) were evaluated in the sera of patients diagnosed with SLE and nephritis, using an indirect ELISA test; the NETs present in renal biopsies of patients with SLE and nephritis were quantified using indirect immunofluorescence.
Finally, the role of the complement system in the disease was analyzed by measuring the levels of various components in the serum and evaluating the activity of the classical and alternative pathways, using an indirect ELISA test.
The results of these analyses may contribute to the understanding of the mechanisms of nephritis in systemic autoimmune diseases, suggesting that neutrophils may be active participants in the initial phases and potentially also in the repair phases of the damage.
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