Tesi etd-07022026-140853 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-07022026-140853
Titolo
“Minori e reati digitali: il ruolo della famiglia e dell’istituzione scolastica nella prevenzione e nella responsabilità”
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
GESTIONE E INNOVAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI, IMPRENDITORIALITA' SOCIALE E MANAGEMENT DEL TERZO SETTORE
Relatori
.
relatore Prof.ssa Vizzoni, Lavinia
Parole chiave
- cyberbullismo
- intelligenza artificiale
- reati digitali
Data inizio appello
20/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
In questo elaborato ho analizzato come la crescente digitalizzazione della società abbia trasformato profondamente le modalità di comunicazione, di apprendimento e di socializzazione, incidendo così in maniera significativa sullo sviluppo delle nuove generazioni.
I minori, ad oggi, accedono sempre più precocemente a dispositivi digitali ed a internet, assumendo un ruolo attivo all’interno del mondo virtuale, questa evoluzione da un lato ha ampliato le opportunità di crescita, partecipazione e accesso alle informazioni, dall’altro però ha determinato l’emergere di nuove forme di illecito, strettamente collegate alle peculiarità della dimensione digitale, quali rapidità di diffusione dei contenuti, la permanenza delle informazioni online, l’assenza di limiti spazio-temporali e la possibilità di anonimato.
In questo contesto, fenomeni come il cyberbullismo, la diffusione illecita di immagini e dati personali, le condotte diffamatorie e altri comportamenti illeciti, commessi attraverso dispositivi digitali, assumono una rilevanza sempre più ampia, richiedendo un ripensamento degli strumenti di tutela e prevenzione.
La presente tesi si propone di analizzare il fenomeno degli illeciti digitali commessi dai minori attraverso un approccio interdisciplinare che integra prospettive giuridiche, sociali ed educative. Dopo aver ricostruito il quadro normativo nazionale e internazionale di riferimento, l’elaborato approfondisce il rapporto tra minori e ambiente digitale, soffermandosi sulle criticità derivanti dall’utilizzo dei social network, sulla tutela dei diritti della persona e sulle lacune normative ancora presenti. Un’attenzione particolare è dedicata alla responsabilità dei soggetti chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione dei comportamenti devianti online, per i quali genitori, scuola e servizi sociali evidenziano come la sola vigilanza non sia più sufficiente e debba essere affiancata da un’efficace educazione alla cittadinanza digitale e all’uso consapevole delle tecnologie.
L’elaborato analizza inoltre alcuni casi giurisprudenziali significativi, al fine di evidenziarne l’applicazione concreta delle norme vigenti, e sviluppa un’analisi comparata dei modelli adottati nei diversi ordinamenti tra cui: Cina, Australia, Spagna e Stati Uniti, con particolare riferimento sia alla regolamentazione degli illeciti digitali minorili, sia alle modalità di integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nei sistemi educativi. Proprio l’IA costituisce uno dei temi centrali della ricerca: se da un lato offre nuove opportunità per la personalizzazione dell’apprendimento e il supporto ai sistemi educativi, dall’altro pone rilevanti interrogativi in merito alla tutela dei minori, ai rischi di esposizione a contenuti inappropriati, alla dipendenza tecnologica e agli effetti sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità critica.
La metodologia adottata si basa sull’analisi della normativa, delle dottrine e della giurisprudenza, integrate da un approccio comparativo e da una riflessione interdisciplinare che valorizza i contributi delle scienze giuridiche, pedagogiche e sociali.
L’obiettivo della ricerca è fornire una ricostruzione organica del fenomeno, mettendone in evidenza le principali criticità e individuando le possibili strategie di intervento orientate alla prevenzione.
Dall’analisi emerge la necessità di un costante aggiornamento del quadro normativo e, soprattutto, dall’adozione di un modello di intervento integrato che coinvolga la famiglia, la scuola, i servizi sociali e le istituzioni. Solo attraverso una collaborazione stabile tra i diversi attori educativi e sociali è possibile promuovere una cultura della responsabilità digitale, prevenire i comportamenti illeciti e garantire un’effettiva tutela dei minori in un contesto tecnologico in continua evoluzione.
I minori, ad oggi, accedono sempre più precocemente a dispositivi digitali ed a internet, assumendo un ruolo attivo all’interno del mondo virtuale, questa evoluzione da un lato ha ampliato le opportunità di crescita, partecipazione e accesso alle informazioni, dall’altro però ha determinato l’emergere di nuove forme di illecito, strettamente collegate alle peculiarità della dimensione digitale, quali rapidità di diffusione dei contenuti, la permanenza delle informazioni online, l’assenza di limiti spazio-temporali e la possibilità di anonimato.
In questo contesto, fenomeni come il cyberbullismo, la diffusione illecita di immagini e dati personali, le condotte diffamatorie e altri comportamenti illeciti, commessi attraverso dispositivi digitali, assumono una rilevanza sempre più ampia, richiedendo un ripensamento degli strumenti di tutela e prevenzione.
La presente tesi si propone di analizzare il fenomeno degli illeciti digitali commessi dai minori attraverso un approccio interdisciplinare che integra prospettive giuridiche, sociali ed educative. Dopo aver ricostruito il quadro normativo nazionale e internazionale di riferimento, l’elaborato approfondisce il rapporto tra minori e ambiente digitale, soffermandosi sulle criticità derivanti dall’utilizzo dei social network, sulla tutela dei diritti della persona e sulle lacune normative ancora presenti. Un’attenzione particolare è dedicata alla responsabilità dei soggetti chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione dei comportamenti devianti online, per i quali genitori, scuola e servizi sociali evidenziano come la sola vigilanza non sia più sufficiente e debba essere affiancata da un’efficace educazione alla cittadinanza digitale e all’uso consapevole delle tecnologie.
L’elaborato analizza inoltre alcuni casi giurisprudenziali significativi, al fine di evidenziarne l’applicazione concreta delle norme vigenti, e sviluppa un’analisi comparata dei modelli adottati nei diversi ordinamenti tra cui: Cina, Australia, Spagna e Stati Uniti, con particolare riferimento sia alla regolamentazione degli illeciti digitali minorili, sia alle modalità di integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nei sistemi educativi. Proprio l’IA costituisce uno dei temi centrali della ricerca: se da un lato offre nuove opportunità per la personalizzazione dell’apprendimento e il supporto ai sistemi educativi, dall’altro pone rilevanti interrogativi in merito alla tutela dei minori, ai rischi di esposizione a contenuti inappropriati, alla dipendenza tecnologica e agli effetti sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità critica.
La metodologia adottata si basa sull’analisi della normativa, delle dottrine e della giurisprudenza, integrate da un approccio comparativo e da una riflessione interdisciplinare che valorizza i contributi delle scienze giuridiche, pedagogiche e sociali.
L’obiettivo della ricerca è fornire una ricostruzione organica del fenomeno, mettendone in evidenza le principali criticità e individuando le possibili strategie di intervento orientate alla prevenzione.
Dall’analisi emerge la necessità di un costante aggiornamento del quadro normativo e, soprattutto, dall’adozione di un modello di intervento integrato che coinvolga la famiglia, la scuola, i servizi sociali e le istituzioni. Solo attraverso una collaborazione stabile tra i diversi attori educativi e sociali è possibile promuovere una cultura della responsabilità digitale, prevenire i comportamenti illeciti e garantire un’effettiva tutela dei minori in un contesto tecnologico in continua evoluzione.
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