Tesi etd-06302026-165823 |
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Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
URN
etd-06302026-165823
Titolo
Il continuum pragmatico della scortesia nei luoghi della conflittualità romana codificata.
Una proposta teorica a partire da dati ciceroniani
Settore scientifico disciplinare
L-FIL-LET/04 - LINGUA E LETTERATURA LATINA
Corso di studi
SCIENZE DELL'ANTICHITA' E ARCHEOLOGIA
Relatori
.
supervisore Prof. Ferri, Rolando
co-supervisore Prof.ssa Zago, Anna
co-supervisore Prof.ssa Zago, Anna
Parole chiave
- Cicero
- Cicerone
- impoliteness
- Latin language
- latino
- oratoria
- oratory
- retorica
- rhetoric
- scortesia
Data inizio appello
06/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
The study investigates the dynamics of verbal impoliteness within public oratory in republican Rome, applying modern theories of pragmatics and linguistic politeness to the study of classical texts, based on the possible overlap of the sociological concept of "face" with the Roman concept of dignitas. Through the analysis of several famous orations by Cicero and a comparison with selected passages from the same author's rhetorical works, the thesis examines how public orators managed the delicate balance between the code of decorum and the antagonism inherent in contexts of institutionalized conflict. The intersection of theoretical reflection and oratorical practice shows that the strategic use of impoliteness was an authorized communicative resource for the orator performing in the courts, as well as in the senate and public assemblies: it constituted the best tool for breaking down the position of a polemical interlocutor, intimidating witnesses during interrogations, or denigrating political opponents, while simultaneously forging a bond of complicity with the audience and any presiding jury. The work proposes an initial outline of the impoliteness continuum in public contentio, ranging from more mitigated and permissible forms of disagreement, to personal invective and the use of highly emotional language, all the way to forms of aggression that go beyond the norm and are detrimental to the speaker's own face.
Riassunto (Italiano)
L'elaborato indaga le dinamiche della scortesia verbale all'interno dell'oratoria pubblica della Roma repubblicana, applicando le moderne teorie della pragmatica e della cortesia linguistica allo studio dei testi classici, sulla base della possibile sovrapposizione del concetto sociologico di face a quello romano di dignitas. Attraverso l'analisi di alcune celebri orazioni di Cicerone e il confronto con passi selezionati della produzione retorica dello stesso autore, la tesi esamina le modalità con cui gli oratori pubblici gestivano il delicato equilibrio tra il codice del decorum e l'antagonismo connaturato ai contesti della conflittualità isituzionalizzata. L'incrocio tra riflessione teorica e pratica oratoria mostra che l'uso strategico della scortesia era una risorsa comunicativa perfettamente consentita all'oratore che si esibiva tanto nei tribunali quanto in senato e nelle assemblee pubbliche: essa costituiva lo strumento migliore per abbattere la posizione dell'interlocutore polemico, intimorire i testimoni negli interrogatori o denigrare i propri avversari politici e contemporaneamente per creare un legame di complicità con il pubblico e l'eventuale giuria sentenziante. Il lavoro propone un primo schema del continuum della scortesia nella contentio pubblica che spazia da forme più mitigate e lecite di disaccordo all'invettiva personale e all'uso di un linguaggio fortemente emotivo fino ad arrivare a forme di aggressività oltre la norma, lesive per l'immagine stessa del parlante.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Moccia_Tesi_def.pdf | 2.00 Mb |
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